Apostasia – Umar ibn Khattab, ancora una volta “catalizzatore” di rivelazioni

Il versetto 4:65 del Corano stabilisce che un vero Musulmano credente debba sottomettersi completamente alle decisioni di Maometto. Rigettare un verdetto del Profeta viene considerato apostasia e come tale deve essere punita con la morte.

Il merito di questa rivelazione tuttavia è ancora una volta di Umar. Ebbene sì, l’inventore del velo islamico ha avuto anche il merito di aver allungato la lista di azioni che si possono considerare APOSTASIA, includendo tra le tante anche quella di aver osato mettere in dubbio la bontà di una decisione presa dal “profeta” dell’islam.

Occorre analizzare il contesto (asbab al-nuzul), giustamente.

Due uomini avevano una disputa da risolvere e portarono il problema all’attenzione di Maometto. Tuttavia la persona che perse la disputa non accettò la decisione del “profeta” (punto 1) così decise di sentire anche il parere di Abu Bakr che confermò quanto stabilito da Maometto (punto 2).

A quel punto, la stessa persona decise di rivolgersi anche ad Umar in quanto si sentiva vittima di una grave ingiustizia e riferì ad Umar quanto accaduto nonché il fatto che la decisione presa da Maometto non gli andasse a genio (punto 3).
Il “buon” Umar chiese conferma del fatto che l’uomo “perdente” avesse rigettato il verdetto del “profeta” dell’islam e, una volta avuta la conferma, entrò nella propria abitazione da cui uscì brandendo una spada con cui tagliò la testa del malcapitato che si era opposto al verdetto emesso da Maometto (punto 4).

Maometto in quell’istante si trovava ad un bivio.
Umar aveva sì ucciso un musulmano, ma era pur sempre un musulmano che si era opposto ad una sua sentenza.
In questo modo Umar aveva praticamente indicato a Maometto un nuovo pretesto per includere la NON COMPLETA obbedienza al profeta tra le condizioni per cui il lo status di musulmano della persona coinvolta nella disputa veniva a cessare, rendendola di conseguenza colpevole di apostasia e punibile con la morte.

Quindi non c’era miglior occasione per far scendere una nuova “RIVELAZIONE”.

In questo modo Maometto prese due piccioni con un fava: innanzitutto evitò di dover punire un suo fedelissimo e, traendo vantaggio dal fatto che Umar avesse agito in supporto ad una sua decisione, poté persino rafforzare ancora di più la sua figura di “profeta” e LEADER SUPREMO a cui obbedire grazie ad un’opportuna rivelazione che definiva a chiare lettere i musulmani “dubbiosi” come dei veri e propri apostati da eliminare proprio come fece Umar.
Perfettamente in linea con quanto si legge nel versetto.

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http://islamicamentando.altervista.org/maometto-profeta-ingiustizia/