La mia storia di apostata

Sotto la storia che ci ha inviato un un nostro lettore.

Salve, vorrei raccontare la mia storia di ”apostata” (odio questo termine) dell’ islam.
Scusami ma voglio andare dritto al punto saltando le formalità.
Sono nato in Italia da un padre arabo e madre italiana.
Da piccolo sono sempre stato ateo… o meglio, trovavo che il concetto di dio fosse una gran cavolata.
Non mi convinceva affatto, e restavo perplesso quando gli adulti ne parlavano.
Inoltre avevo notato che quello che diceva mia madre su dio (che è italiana e cristiana) era contrastante con quello che diceva mio padre (che è arabo e musulmano).
Mi ricordo che una volta io e mio fratello avevamo intuito che babbo natale non esisteva, allora piangevamo, e chiedevamo a nostra madre ”esiste?” e se lei rispondeva di no piangevamo, se invece rispondeva di si dicevamo che ci stava mentendo.
Poi allora io pensai che se babbo natale non esisteva, nemmeno dio esisteva, ma non me ne importò granchè… mi importava più di babbo natale (e francamente lo trovavo molto più realistico di dio).
Cosi io a 4-5 anni già avevo le idee chiare, non credevo in dio e trovavo le discussioni degli adulti su dio semplicemente esagerate.
Tu ora ti chiederai ”ma allora perchè ci scrivi? se sei ateo qual è il problema? sei nato ateo allora non sei un apostata”.
Beh qui viene il bello… o meglio il brutto.
Quando avevo circa 8 anni mio padre ha cominciato a fare storie per la religione, voleva che non mangiassi il prosciutto e insisteva che io dovevo essere musulmano.
Faceva delle scenate, alzava le mani su mia madre e era insopportabile, quando parlava di islam si doveva solo stare zitti, comandava lui e ogni pensiero personale doveva essere negato.
Cosi cominciò il mio orrore: a scuola dovevo dire di essere musulmano e non potevo fare l’ ora di religione, e avevo paura che se dicevo di non credere in dio mio padre quando veniva a scuola lo veniva a sapere e mi sgridava o alzava le mani (ero terrorizzato da lui).
Cosi dovevo dire di essere musulmano… e il bello è che dovevo pure discutere con le altre persone sull’ islam… nonostante non ci credessi (perchè avevo paura di dire le mie vere idee).
Cosi la professoressa di italiano (la odierò per sempre, ha distorto la mia vera personalità) faceva discorsi sulla tolleranza, che però erano finti e avevano l’unico scopo di puntare il dito contro di me e dire ”guardate, lui è diverso”.
Diceva ”in classe abbiamo un compagno diverso, dobbiamo rispettarlo” e faceva mille discorsi sulla tolleranza, senza però considerare che io essendo nato in Italia e essendo ateo (in fin dei conti loro intuivano che non mi fregava granchè della religione e alcune volte avevo anche detto di essere ateo ma non me lo riconoscevano) ero uguale e identico a loro. Facendo cosi distorceva la mia personalità, e io non sapevo veramente chi ero… dovevo discutere difendendo idee che non erano le mie, non sapevo cosa dire.
A casa dovevo lottare contro le imposizioni di mio padre e a scuola dovevo lottare contro chi mi discriminava poichè ”diverso”.
In realtà in cuor mio sono sempre stato ateo e non ho mai creduto alle cavolate che le persone inventano.
Insomma ora non ti sto a dire tutti gli altri dettagli della mia adolescenza, fattostà che ho dovuto lottare contro le imposizioni di mio padre e non sono riuscito a manifestare la mia vera personalità.
Non hai idea di quanto sia brutto dover nascondere quello che si è veramente… è come non esistere.
Verso i 17 anni i conflitti tra mio padre e mia madre per la religione si intensificarono e io cominciai a dare segni di squilibrio mentale.
Avevo pensieri ossessivi, mi lavavo spesso le mani e fumavo degli spinelli… ciò aggravava la mia condizione.
Cominciai a interessarmi al corano.
Lo lessi tutto varie volte con molto interesse (credo che il fatto di aver fumato degli spinelli pochi giorni prima intensificò la mia suggestionabilità) ed ero d’ accordo con quasi tutto quello che c’ era scritto.
Ero affascinato dallo stile con cui era scritto il corano tranne che in alcuni punti… quei punti dove diceva di lapidare, di tagliare la mano ai ladri ecc….
Era come se quello stile bellissimo fosse improvvisamente interrotto da cadute di stile epocali, un pò come se una persona che dice che bisogna amare tutti e essere bravi all’ improvviso si mettesse a urlare e gettasse mobili per terra… tutto ciò stonava.
Naturalmente all’ epoca non mi rendevo conto che anche le altre cose che c’ erano scritte erano assurde, per me il corano era oro colato, soprattutto perchè non avevo una mia vera identità e ne stavo cercando una, e il corano mi dava l’ illusione di aver trovato chi ero veramente.
Cosi i problemi continuarono, fino a che un giorno cominciai ad avere problemi mentali seri.
Mi ero abbandonato a una lettura mistica e arbitraria del corano ed ero sempre più isolato dal mondo.
In breve tempo diventai psicotico.
Dicevo cose assurde, fuori dal mondo, dicevo di essere un profeta e che il mondo sarebbe finito.
Cosi mi ricoverarono per un trattamento sanitario obbligatorio.
E quando uscii dall’ ospedale dicevo di essere musulmano, e che ero grato a mio padre per avermi forzato ad accettare l’ islam.
In realtà era un enorme diniego, quasi una finziona, mi ero autolavato il cervello… talmente non ne potevo più di dovermi giustificare per il mio ateismo che inventai un delirio psicotico per far quadrare la realtà con quello che mi conveniva fosse vero (il ragionamento inconscio sottostante deve essere stato qualcosa del tipo ”se riesco a dimostrare che l’ islam è vero allora tutti i miei problemi sono finiti, ha ragione mio padre e non ho più motivo di lottare”… ma era solo un illusione…
Passò molto tempo prima di riprendermi.
Dopo vari anni che prendevo i farmaci e dopo un tira e molla tra islam e ateismo in cui cambiavo idea quasi ogni 20 minuti, decisi: io non sono musulmano, e anzi non lo sono mai stato.
A dire il vero non sento di essere mai stato un vero musulmano convinto. Credevo solo per un senso di colpa verso mio padre.
Feci una psicoterapia e tutt’ ora sono in cura e grazie alla scienza sono veramente me stesso, sono ateo (cioè me stesso) e non musulmano.
Devo dire che se non avessi avuto il coraggio di abbandonare l’ islam non avrei mai intrapreso un percorso psicoterapeutico, anzi forse avrei continuato a credere (come quando ero malato) di essere indemoniato.
Io ora dico: ma se non esisteva la scienza, dov’ ero io? Se un genio come Sigmund Freud avesse ideato la psicoanalisi, io ora probabilmente non sarei me stesso.
E l’ idea delle psicoterapie e della psicoanalisi è stata possibile soprattutto grazie al fatto che questi pensatori indipendenti si sono distaccati dai credi religiosi.
Se era per i religiosi io ora me ne stavo in un ospedale psichiatrico imbottito di farmaci, o anzi probabilmente ero nelle mani dei bigotti religiosi che mi volevano esorcizzare.
Mi rimane un grandissimo rimpianto: l’ aver tradito me stesso.
Se io fossi nato musulmano e avessi poi lasciato l’ islam, avrei potuto essere contento della mia scelta. Ma siccome io sono sempre stato ateo, mi rimane il rancore, il rimpianto di aver tradito me stesso.
Sento che l’ unica lezione che mi è stata insegnata è che io in realtà ho ragione e gli altri hanno torto ma siccome non mi faccio valere e non agisco come gli altri imbecilli che quando hanno una certezza la impongono agli altri, sono sbagliato io.
Non sai che orrore è vivere ogni giorno sapendo che se avessi seguito quello che pensavo veramente fin da piccolo non avrei perso anni e anni di studi, sarei stato felice, e non avrei passato quello che ho passato (il delirio l’ ho raccontato brevemente ma la sofferenza è stata molto più lunga di quanto possa sembrare, ho passato anni di inferno e prima anche solo di decidermi a intraprendere un percorso psicoterapeutico ci ho messo 3 o 4 anni – non mi va nemmeno di pensare a quanti erano in questo momento).
Mi da enormemente fastidio anche solo pensare di essere un ”apostata dell’ islam” e non semplicemente uno che ha sempre saputo che dio non esisteva… è stato come scendere all’ inferno e tornare.
Ora io mi chiedo: in tutto questo cosa ci ho guadagnato? Qual è la lezione che imparato? Nessuna… ed è questo che mi da fastidio.
Se io almeno avessi imparato qualcosa che da piccolo non sapevo… ma tutto quello che ho imparato è che sapevo già come stavano le cose fin da piccolo ma le ho negate per ascoltare quel beduino di maometto.
Scusami se ripeto sempre le stesse cose e scusa se ho scritto cosi tanto ma non riesco a trovare un significato a tutto ciò.

Anonimo