Allah è Satana

inviato da Nicki a Faith Freedom International

Voglio soltanto dire grazie di tutto cuore! Siete degli eroi per me, perché all’inizio sono stata addirittura sul punto di abbracciare l’Islam, nonostante il fatto che sia un pò femminista. Comunque, non conoscevo davvero nulla dell’Islam. Amo semplicemente l’umanità e volevo trovare il bene in tutte le fedi e usare quel bene per aiutare il mondo e renderlo un posto migliore per tutti noi. All’inizio difendevo l’Islam e i Musulmani, e francamente credevo che quelli come voi fossero persone terribili. Dopotutto le affermazioni che fate sull’islam sono così orribili che sembravano troppo brutte per essere vere. Avevo ascoltato i miei amici Musulmani glorificare Muhammad così tanto al punto da essermi immaginata un uomo totalmente differente da ciò che Muhammad era realmente. Ho ingoiato la loro esca insieme all’amo.

Quando siete arrivati voi e ho letto il vostro sito, pensando inizialmente che si trattasse di un altro sito pieno di odio, ho cominciato a compiere delle ricerche serie. Più verità scoprivo sull’Islam e più ero terrificata! Ho scoperto verità che mi facevano star male. Era come quando ti succede qualcosa di così brutto da farti pensare che si tratti di un incubo, solo che è vero!!!

Muhammad non è stato meno violento di Hitler stesso! E i suoi insegnamenti misogini e tutti gli altri precetti di odio ecc. per quanto mi riguarda possono andarsene dritti nello stesso inferno che predica l’Islam. E fra parentesti, quando ho cominciato ad avere dei dubbi sull’islam ma ero ancora disposta ad abbracciarlo, il mio locale centro Islamico mi ha spedito due libri con cui erano soliti insegnare l’Islam. E tenete presente che questi sono tra i libri migliori. Qui ci sono alcune delle cose che avevano da dire!

Insegnamenti Islamici tratti dal libro “What Islam Is All About” di Yahiya Emrick

Secondo questo libro il Corano odia gli esseri umani. Citazione: {Allah ha detto nel Sacro Corano, che se Egli dovesse punire le persone a seconda di ciò che meritano, non rimarrebbe un singolo essere vivente sulla Terra,} Ora anche il solo pensiero che l’umanità sia così malvagia da meritare di essere distrutta per i miei gusti sa già troppo di genocidio. Secondo i precetti di questi libri l’Islam non solo odia gli esseri umani, il dio dell’Islam crede che tutti gli esseri umani meritino di essere tormentati nella maniera più malata e sadica che esista per migliaia di anni o per l’eternità a meno che non diventino improvvisamente schiavi dell’Islam. Saranno consideranti malvagi e malfattori meritevoli di essere massacrati, distrutti e di patire la peggiore delle agonie, per l’eternità. Secondo questo libro Allah ordinerà ai “malfattori” {coloro che non sono schiavi dell’Islam} di essere trascinati all’inferno dell’Islam ed egli chiederà ai pozzi senza fondo “Vi è dell’altro posto?” A cui l’inferno risponderà “Vi sono degli altri che devono venire?” Davvero la capacità dell’inferno è senza fine. Crimini diversi fanno meritare livelli diversi di punizione e parimenti l’inferno offre una certa varietà di punizioni. La gente peggiore (i miscredenti) saranno nel pozzo del fuoco più acceso dove la loro carne brucierà dal loro corpo in un istante, ma una nuova carne e una nuova pelle apparirà così che possano provare tale supplizio per sempre.

Secondo le Hadith del Profeta, la punizione più lieve sarà il far indossare ad una persona degli stivali ripieni di fuoco al punto da far bollire il suo cervello. Egli penserà che si tratterà della peggiore punizione quando invece è la più lieve.

I sette livelli dell’Inferno sono noti come {1}Jaheem {2}Jahannam {3}Sa’ir {4}Saqar {5}Nata {6}Hawiya e {7}Hutanama. I malfattori saranno puniti in maniera unica ed appropriata nei vari livelli. Alcune delle punizioni sono narrate per voi in questa lezione.

E’ molto più orribile di quanto possiate immaginare! Imploreranno pietà ma gli sarà detto che avevano la loro possibilità di pentirsi quando erano vivi in questo mondo! La loro punizione non finirà e saranno lascati per anni e anni, ed alcuni per sempre.

Alcune punizioni infernali tratte da “What Islam Is All About” di Yahiya Emrick.

  1. Vi è una stanza chiamata Al-Ghayy, in cui la punizione è così severa e inimmaginabile che gli abitanti degli altri sei livelli dell’inferno pregano 400 volte al giorno per evitarla.
  2. Vi è il Jubb Ul Hazan, o pozzo della disperazione. Ha calderoni di pus bollente e veleno da cui berranno gli abitanti dell’inferno.
  3. Un lago noto come lo Abi Hamim è così caldo che le persone costrette a bere da esso sentono il fuoco scendere lungo la loro gola nel loro corpo. Il Profeta una volta ha detto che se una sola goccia della feccia dell’inferno cadesse sul mondo questo ne sarebbe completamente inquinato.
  4. I corpi saranno stirati, allungati e rotti ripetutamente e quindi il processo ricomincerà di nuovo.
  5. I malfattori si ciberanno di un albero orribile chiamato l’Albero di Zaqqum i cui frutti sono teste di demoni piene di spine che si conficcano nella gola. Le sue radici si trovano in fondo all’inferno.
  6. Vi saranno creature che assomigliano a serpenti e scorpioni che perseguiteranno le persone e li pungeranno continuamente.
  7. Fuoco liquido sarà versato sulla gente e alcuni saranno trascinati in catene attraverso i tormentosi campi di fuoco. Altri avranno un giogo intorno al loro collo e avranno nuvole nere che fanno piovere catene sopra di essi.
  8. Tenebre e lamenti e grida di dolore saranno tutto ciò che odono. Non vi sarà altro odore eccetto che di decomposizione, morte e pus e nulla fresco o delizioso ma putredine ribollente e pus misto a sangue.
  9. Non vi saranno pause o interruzioni nella punizione. Ogni volta che si chiede una pausa, la punizione sarà raddoppiata per mille anni fino a quando Allah deciderà di ascoltare le grida. Quindi seguiranno altri mille anni di doppia punizione.

10.Berranno da fontane di fuoco, indosseranno vestiti fatti di zolfo bruciante e avranno le loro lingue strappate dai loro corpi. Agli ipocriti saranno strappate continuamente le guancie. Le donne che erano solite vestirsi per attrarre gli occhi degli uomini saranno deformate. Le persone arroganti avranno la loro statura ridotta alle dimensioni di formiche e berranno dalle pozze di sangue che si raccoglie sul pavimento dell’inferno.

  1. Le persone che non si sono alzate per recitare le preghiere della mattina avranno le loro teste schiacciate ripetutamente da grandi massi. Le persone che usavano chiacchierare e civettare avranno le proprie labbra tagliate con rasoi affilati. Altre persone saranno costrette a tagliare pezzi del loro stesso corpo e dovranno mangiare i pezzi.
  2. Le persone che hanno accettato riba (interessi sui prestiti) avranno il proprio ventre pieno di serpenti striscianti. Saranno incatenati al pavimento e gli altri abitanti dell’inferno li schiacceranno sotto i loro piedi.
  3. Le persone che hanno tradito il loro consorte saranno fatti sedere tra due pile di carne. Una sarà fresca e profumata mentre l’altra sarà marcia. Saranno costretti a divorare la carne avariata per mostrare loro quanto pessimi sono stati durante l’adulterio…….
    …………………………………………………

Il Corano così come mi è stato dato era pieno di orrori inclusi gli insegnamenti secondo cui un uomo può picchiare le proprie donne! E il Corano è pieno di maledizioni e odio etc. Bene. Io dico, che le stesse maledizioni dell’Islam siano su di esso! E tutti i suoi barbari insegnamenti possono andare dritti al suo stesso inferno!

Nicki

48 thoughts on “Allah è Satana

  1. Domenico il said:

    In problema non è Maometto, e le sue rivelazioni quando era a letto con una in particolare delle sue mogli, il problema è l’antico testamento che ha influenzato Maometto e la sua mente malata. Se parli con cristiani evangelici, o T.d.G. ti diranno che DIO è un dio geloso, ti diranno che Dio ha fatto la guerra, ha sterminato, sono cristiani che invece di fare riferimento al NT dove si parla dell’inferno, ma si parla di perdono, amore, Gesù nel vangelo dice non voglio sacrifici, ma misericordia, dice: Solo se vi amiate uno con l’altro, come io ho amato voi, sarete miei fratelli. Ma i cristiani del passato, hanno fatto guerre, hanno ucciso, il motivo è semplice, prendevano a modello il vecchia testamento, L’Islam è l’estremo di quei versetti, dove si Parla di un Dio uguale a quello islamico. Infine, il paradiso islamico, dovrebbe essere un luogo di sesso, vino, e cibo (per gli uomini)

  2. Nicki ho l’etto questo articolo e mi sembrava inopportuno inventare queste cazzate sul corano o per lo più sulla religione mussulmana ma chi te la detta sta cazzata o l ai inventata te come al solito?gente come te sene trova infatti ignoranti e dementi…. E poi ti dico un’altra cosa non e vera questa storiella che hai raccontato o ascoltato a scusami ma anche se fosse vero a te e a gli altri ignoranti cosa cambia??? Ognuno deve preoccuparsi per la propria religione o fede….. Sempre a commenta quelli(Domenico e lo scemo) la sotto che la cosa più bella e che non sanno un cazzo e parlano pure ma state zitti che fate più bella figura….. un favore sparate meno cazzate e vivete di più gente come a voi rovina solo la cultura. Con questo mi sembra di aver finito

    • Meryem il said:

      La prima rovina della cultura sono proprio i musulmani.
      Orgogliosamente murtadd (apostata dell’islam) e me ne vanto… e sul corano ci pulisco le suole delle mie scarpe, visto che l’ho letto e lo conosco bene.
      Parla con me e raccontale a me le VOSTRE ca…te coraniche, se ci riesci.

      ….

        • Meryem il said:

          Chiedo scusa, ma mi pare evidente che il cd. “confronto civile” non solo sia impossibile (gli islamici si rifugiano nell’insulto non appena messi con le spalle al muro da argomentazioni incontrovertibili) ma faccia gioco contrario in quanto essi sfruttano la nostra “civiltà nel confrontarci” come un punto debole.
          In altri termini, con costoro la civiltà è un assurdo spreco di tempo e risorse (e tastiera), questo detto da chi dall’islam è uscito PROPRIO perché ha imparato a conoscere BENE di che pasta siano fatti gli islamici ed il loro profeta con corano annesso.

          • AdminIslamic il said:

            Certamente, questo è il suo legittimo pensiero che in gran parte condividiamo. Ad ogni modo un confronto non è mai uno spreco di tempo, se nkn altro per i lettori che in futuro potranno leggerlo.

            Visto che lei è un’apostata, se le va può inviarci la sua testimonianza, in modo da poterla pubblicare. Ci farebbe cosa molto gradita.

    • Eugenia il said:

      Primo : impara l’italiano.
      Secondo : non sono falsità quelle che vengono divulgate sulla vs pseudo religione, anzi direi piuttosto che è più politica che religione, non avendo alcunchè di spirituale.
      Terzo : tornatene da dove vieni e se per caso sei nata in Italia piega il capo e ringrazia.

  3. Fatima contenta tu del tuo islam dl tuo essere donna nell’islam, del tuo odio
    evidente nelle parole che usi a me non interessa. il fatto è che se da cristiano divento musulmano non mi accade nulla: se da musulmano divento cristiano devo temere per la mia vita ma non perché lo dico io ma perché lo dice il corano stesso.
    Comunque ti auguro di rinsavire,

  4. Vero muslmano il said:

    sei soltanto un bastardo figlio di puttana .sono sicuro che non vale nsanche la merda di un musulmano. L’ islam andrà avanti malgrado i malvaggi satanici come te che abbaiano di qua e di là. tfouhhhhhh

    • Meryem il said:

      Mille volte meglio Shaytan che allah (minuscolo per disprezzo assoluto).
      أعوذ الشيطان ويحتقر الله
      الشيطان هو أفضل من الله

  5. Sergio Polo il said:

    Il Dio cristiano ha ordinato massacri ma per vicende ben definite, non come obblighi futuri minacciando pene infernali. Dio e Allah sono ben diversi da come farnetica il Papa F. .Confrontiamo Gesù con Maometto, consideriamoli due profetisolo umani e trascuriamo la divinità. Le fedine penali sono opposte

  6. la vera il said:

    non basatevi su cose tradotte se volete scrivere il vero andatelo a leggere il Corano se non sapete leggere non scrivete queste cose.

    • luca facchia il said:

      ma cerca di smetterla tu di scrivere cazzate il corano viene tradotto dagli arabi in italiano quindi finiscila di far passare il corano come scrittura benevola e piena di morte e pedofilia!

      • senzadubbiocristiano il said:

        Vorrei far notare che del “corano” (come di TUTTE le scritture islamiche) esistono diverse versioni. Del corano, in particolare, a parte le versioni diverse secondo le varie sette islamiche, esistono anche versioni “opportunamente fatte” per confondere le idee, per convincere i “miscredenti” che sia un libro buono e valido (taqyya o dissimulazione). Di questo ne ho avuto personale esperienza, confermata anche da scambio di opinioni con alcuni mussulmani. Attenzione, quindi, a cosa vi capita di leggere.

  7. Stefano il said:

    Come Cattolico (non sono evangelico – nè luterano) sto verificando sempre più che una parte della Chiesa cattolica, Papa Bergoglio in testa ma anche molti teologi gesuiti, oltre a una cospicua cerchia di Vescovi e preti fanno di fatto proselitismo per l’Islam nei fatti non solo nelle parole. Paragonano Gesù a Maometto, il santo natale del 20015 all’anniversario di nascita di Maometto, una parte della cappella dell’aeroporto dell’aeroporto di Malpensa é diventato un luogo di preghiera islamica, preghiere islamiche nelle chiese ecc….Ma a mio avviso NON si tratta di un democratico ecumenismo, IN REALTA’ SI TRATTA DI UNA VERA APOSTASIA. Forse perchè nell’Islam si identifica erroneamente gli immigrati, forse perchè si finge di CONFONDERE la figura dello sfruttato “africano” contro lo sfruttatore “occidentale”, forse per contrapposizioni a partiti di centro destra come la lega Nord, forse perchè subiamo i lavaggi di cervello di politici ai massimi livelli ( che non voglio citare), forse perchè vogliono “anticipare i tempi” e SI VOGLIO PROSTRARE E GENUFLETTERSI alla nuova religione che dominerà la politica in Europa, forse perchè l’Islam fa tendenza persino anche per le femministe (vedi i fatti di colonia) che preferiscono attaccare i nostri modelli e la Chiesa piuttosto che il maschilismo islamico., forse perchè l’occidente e USA hanno bisogno estremo del Dio petrolio.Insomma, tanto più si critica l’ Islam come ideologia e Maometto, tanto l’Islam crescerà in Europa perchè lo vuole la Chiesa cattolica e di altre confessioni, L’UE e molti leaders nazionali ed europei. STIAMO ENTRANDO IN UN’EPOCA BUIA CHE NON CI PERMETTEA’ DI DISTINGUERE IL BENE DAL MALE. Questa é la mia opinione che vi prego di rispettarla e di non offendermi. Stefano.

    • AdminIslamic il said:

      Benvenuto su Islamicamentando Stefano e grazie per aver esposto la sua opinione. Stia tranquillo, nessuno la offenderà per questo.

  8. Marthina il said:

    Io non voglio offendere nessuno…dico solo che dopo 3 anni di tira e molla ho dovuto lasciare il mio ragazzo turco perché appena si litigava, cominciava ad augurarmi maledizioni di Allah per non essere musulmana e per avere un cagnolino in casa! E meno male che in Turchia l’Islam è moderato…!! Lui voleva sposarmi ma con la consapevolezza che sarei andata all’inferno perché cristiana…mi diceva cose orribili sui non musulmani che non sto qui a raccontare perché atroci…era aperto su quasi tutto ma sulla religione era lotta continua…ora che l’ho bloccato ovunque finalmente sto ricominciando a vivere!!!

  9. Premetto che non sono cattolico, ma ateo.Condivido le critiche fatte al Corano e alla religione musulmana.
    Leggo da anni sia il corano che la bibbia, e affermo con assoluta convinzione che il Corano non e’ un libro di pace, ma di violenza, una violenza inusitata; la crudelta’ che vi trapela fa inorridire chiunque abbia un po’ di umanita’.
    Paragonando Gesu a Maometto, parteggio per Gesù, e per diversi motivi:
    a) Gesu’ conobbe e visse il dolore e la sofferenza sulla sua pelle e
    la sua anima. Fu oggetto di spietata crudelta’ da parte di uomini del suo tempo.
    b)Condanno’ la violenza…Essendo figlio di Dio, avrebbe potuto difendersi dalla loro crudelta’ ricorrendo alla sua parte ” divina”.
    c) Non professo’ la violenza, ma l’amore.. Un amore aperto a tutti gli uomini della terra;un amore non limitato a una sola classe,ne’ a una casta….
    d) Gesu’ perdono’ i peccatori..Il Perdono e’ una parola sconosciuta nel Corano.Se c’e’,e’ condizionato da molte eventi accessori.
    e) Aveva un rapporto straordinario con i bambini e le donne.
    Non considerava le donne degli essere inferiori, ne’ subalterne all’uomo, ma erano alla pari degli uomini. Le donne avevano la stessa dignita’ degli uomini.Maddalena ne e’ una testimone.
    f) Nel cristianesimo esiste la differenza tra mondo spirituale e mondo politico. Significa che, diversamente dalla religione musulmana, il cristianesimo riconosce una totale autonomia alle due sfere religiosa e politica-civile;
    g) Nel cristianesimo il martire e’ un uomo che subisce la violenza e muore per Cristo, ma non provoca morte e dolore;mentre nel mondo Musulmano il martire e’ colui che in nome della fede si fa uccidere uccidendo altri uomini.
    h) La donna, nel corano, riveste un ruolo subalterno all’uomo.
    La donna musulmana non puo’ sposare un uomo che non sia musulmano;i suoi diritti civili sono subalterni al mondo maschile.
    i) Il Corano divide gli uomini in due grande categorie:
    1) i Musulmani e i non musulmani.(fedeli e infedeli)
    I) chi cambia religione e’ considerato un apostata.

    E su Maometto? E’ stato,si, un profeta, un grande stratega politico, ma un profeta armato….. a differenza di Gesu’ che,tranne qualche parola vioelenta detta e pronunciata in un momento di ira, non commise l’errore di armarsi e di armare gli uomini..

    Se fossi costretto a scegliere tra i grandi delle religioni , avrei i miei preferiti: Gesu’, Buddha, Mahāvīra, Lao-sthe- Confucio.

    Nessuno di questi grani uomini si e’ mai macchiato di orrende crudeltà .. Dalle loro bocche sono uscite parole come Amore, compassione, giustizia,…
    Mahavira, ad esempio, ha esteso la compassione e la non violenza non solo agli uomini, ma anche agli esseri non umani-Non a caso i seguaci dell Jainismo sono vegetariani…
    Ricordo, per finire, che un conto e’ il Vangelo e Gesu’, e un conto e’ la storia della Chiesa, che nel corso dei millenni si e’ macchiata di atroci crudelta’.

    Consiglio i lettori di andarsi a leggere i diritti universali dell’uomo, e poi, in un secondo tempo, andarsi a leggere i diritti universali nell’islam … tra loro due uno spazio siderale li divide…

  10. Buona sera. Ho scoperto per caso questo sito,che parla e discute,senza fanatismo , del problema dell’i islam.Non sono riuscito a leggere tutto cio’ che e’ stato pubblicato nel sito,ma,dando uno sguardo a volo d’uccello, posso dire che le critiche sono fondate e che si basano su ricerche ben circostanziate..
    Vi scrivo perche’ vi invio i titoli di due libri,scritti da un giornalista e intellettuale Algerino,Zanaz. Il primo e’ uscito in Italia alcuni anni fa, mentre il secondo uscira’ a giugno o a luglio,presso la casa editrice Eleutera.
    Il primo libro l’ho letto e devo ammettere che mi ha sedotto per la critica laica sorretta dalla conoscenza del mondo musulmano;il secondo libro uscira’ al piu’ presto e spero che abbia grande successo, e che sia letto da tutti e soprattutto dalle donne.
    Infatti il secondo libro ha per protagoniste le donne musulmane.

    Zanaz
    SFIDA LAICA ALL’ISLAM
    la religione contro la vita

    “Nella moschea, i testi religiosi sono sacri. Ma qualunque sia la loro sacralita’ essi diventano idee nel momento in cui si avventurano al di fuori del loro terreno di legittimitŕ. E com’e’ ovvio, la critica radicale deve applicarsi a tutte le idee. In quanto individuo, in una democrazia il credente merita tutto il rispetto. Ma la liberta’ d’opinione implica che gli apparati ideologici che fungono da riferimento a quella credenza possano e debbano essere sottomessi alla ragion critica.

    vincitore del premio “ni dieu ni maître”

    Il musulmano non ha una patria reale nel mondo contemporaneo: č incastrato tra un non piů e un non ancora. Ed č in questa assenza che si dispiega tutta la sua rabbia e frustrazione. La pensa cosě Zanaz – laico rigoroso in un contesto culturale che non concepisce la laicitŕ – in questa critica a tutto tondo dell’islam e della sua pretesa di islamizzare l’esistenza dei popoli musulmani tanto nella sfera pubblica quanto in quella privata. Un’invadenza religiosa verso la quale la cultura laica occidentale gli appare troppo arrendevole e compiacente, forse perché teme di essere tacciata di razzismo e di neocolonialismo. Ma una critica serrata anche nei confronti della terza religione monoteista, per rivendicare la separazione tra Ragione e Rivelazione, č l’unica strada che puň portare le societŕ musulmane a uscire dal vicolo cieco in cui le ha condotte il totalitarismo religioso.
    —————————————————————————————

    Zanaz
    LE NOSTRE PAROLE: VOCI DI DONNE ARABE
    http://www.eleuthera.it
    uscira’ a giugno o luglio

    Qualsiasi soluzione ai problemi del mondo arabo
    dovrebbe concentrarsi sulla condizione della donna.

    Già nel dodicesimo secolo il celebre filosofo arabo Averroè attribuiva la stagnazione dei paesi musulmani alla subordinazione delle donne. Nove secoli dopo, è cambiato qualcosa? Molto poco, risponde Zanaz. Eva la peccatrice è ancora sotto tutela e si arriva talvolta al paradosso che bambini in prima elementare diventino i tutori legali delle proprie madri. Ma sono proprio le donne del mondo arabo-islamico che stanno iniziando a criticare queste restrizioni, culturali ancor più che religiose. E la loro prima battaglia è proprio rivendicare il diritto a esprimere ad alta voce, senza vergogna, le loro idee. In queste interviste ascoltiamo voci pacate, riflessive, ribelli, colte, e ogni voce femminile che si leva è una sconfitta per l’oscurantismo islamista.

  11. Dimenticavo di segnalare il sito di
    http://temi.repubblica.it/micromega-online/micromega-32017-almanacco-di-religione-presentazione-e-sommario/

    Nel mese di maggio la rivista di Micromega ha dedicato gli articoli alla religione.
    Mi premeva sottolineare che sono state pubblicate due
    interventi di:
    Sadia Hameed – Il mio viaggio verso l’apostasia
    “I musulmani devono uccidere chiunque abbandoni l’islam”: queste furono le parole che la quindicenne Sadia Hameed si sentì dire da sua madre quando osò confessarle i suoi dubbi sulla propria fede. Da quel giorno Sadia ha iniziato un percorso che l’ha portata, attraverso esperienze spirituali diverse, a una conclusione: “Tutte le religioni sono violente. Sono violente verso i bambini, perché impediscono loro di pensare e di fare domande. Sono violente verso le donne, perché attribuiscono loro una condizione inferiore rispetto agli uomini, sono intolleranti perché vietano ogni discussione e aggrediscono e ostracizzano i dissidenti”.
    2)
    Sara Hejazi – Il volto violento dell’islam
    Nonostante la storia delle religioni abbia ampiamente dimostrato che mai vi fu credo senza violenza, né violenza senza un qualche credo, l’ultimo decennio ha visto insinuarsi in modo sempre più impellente un interrogativo preciso: l’islam è una religione particolarmente violenta? La sola risposta plausibile è sì: l’islam è oggi una religione violenta. Ma non perché lo sia più delle altre nel suo impianto teologico, bensì perché nel presente, mentre in Europa le religioni si ritirano nella sfera del privato, l’islam, in controtendenza, si propone con violenza nella sfera pubblica.

    sempre sullo stesso sito di micromega e’ stato pubblicato il video che riporta il confronto integrale tra il filosofo Paolo Flores D’arcais, e il teologo musulmano Tariq Ramadam…

    Flores d”Arcais e’ autore di un bellissimo libro dal titolo:” la guerra del sacro” pubblicato qualche anno fa, e che io trovo straordinario per la lucidita’ con la quale difende la liberta’ e la democrazia dal fanatismo religioso… Invito chiunque a leggerlo..

    Buona lettura ed un buon ascolto.
    Alice

  12. Ho letto d’un fiato il bellissimo articolo di
    Ernesto Galli della Loggia .Finalmente, un articolo che smonta alcuni luighi comuni, scritto da un uomo colto, e che va diritto al cuore del problema.. Una lettura appassionata… ve la raccomando…

    Alice

    L’Islam moderato non fiorirà mai
    in un Medio Oriente senza Storia
    I negrieri islamici, arabi e berberi, praticarono la schiavitù per sei secoli in più rispetto a europei e americani
    di Ernesto Galli della Loggia

    http://www.corriere.it/esteri/17_giugno_11/islam-moderato-slam-moderato-non-fiorira-maiin-medio-oriente-senza-storia-dbe8de22-4e0d-11e7-9a56-ce0022081322.shtml

  13. Segnalo due libri di un autore che ho letto e i cui libri mi hanno affascinata.
    1)
    Perché non sono musulmano
    Ibn Warraq
    Ariele
    2002
    e il libro (in Inglese:Why the West is best”)
    Perche’ l’occidente e’ migliore dell’islam di Ibn Warraq

    dal blog:
    http://blog.ilgiornale.it/franza/2017/05/12/il-libro-di-ibn-warraq-why-the-west-is-best-perche-loccidente-e-migliore-dellislam-fa-il-giro-del-mondo-lacclamato-autore-scrive-unapologia-de/

    E’ vero, in Occidente arrivano milioni di immigrati, rischiando anche la vita. Lo vediamo tutti i giorni, e gli arrivi sulle coste italiane sono ormai insostenibili. Chiediamoci perchè queste persone non arrivano in Arabia Saudita, in Iran, in Indonesia e in Pakistan. Da questa considerazione parte lo scrittore Ibn Warraq che io considero il Voltaire dell’Islam e osserva : “ Scappano da regimi teocratici per cercare libertà e tolleranza in Occidente, dove la vita è un libro aperto”.

    Warraq che oggi vive protetto da quando ha scritto “Perché non sono musulmano” ha dedicato tutta la sua vita allo studio critico del Corano e dell’islam.images E’ stato lui l’ autore di “Why I am not a muslim”, scritto dopo l’affaire Rushdie lo scrittore dei “Versi
    satanici”(1988) che provocò proteste da parte dei musulmani in diversi paesi, infatti contro di lui partì la fatwa di assassinio lanciata da Komeini capo supremo dell’Iran nel 1989.

    Ora Warraq è tornato con un libro di battaglia che ha un titolo inquietante da una parte e coraggiosissimo dall’altra , è “Why the West is best” che vuol dire “ Perché l’Occidente è migliore dell’islam”. Lo chiamano lo lo “Spinoza islamico”, io aggiungo “ è il nuovo Voltaire del terzo millennio”. E’ nato nel 1946 a Rajkot (India) e la sua formazione all’Università di Edinburgo av4457031viene con il grande interprete dell’islam ovvero il Prof. Montgomery Watt. Ha confessato di aver scritto questa apologia dell’Occidente per “rispondere a una visione dominante relativista e orientalista dei nostri rapporti con il mondo islamico”.

    C’ è assoluto bisogno di scorrere le pagine del libro per cogliere pensieri inauditi che dovrebbe smuovere tanti filosofi e politici italiani, sen51s9yWBoWxL._SX367_BO1204203200_za tralasciare vescovi, cardinali e Papa in carica. “Vita, libertà e ricerca della felicità: queste parole succinte definiscono la superiorità della civiltà occidentale”, dice Ibn Warraq, capofila della nuova generazione di critici americani dell’islam (Ayaan Hirsi Ali lo chiama “nostro maestro” e Christophe Hitchens ebbe a definire “Why I am not a muslim” “il mio libro preferito sull’islam”). E ancora, ascoltate: “Il primato dell’Occidente non è soltanto economico, ma anche scientifico e culturale. Una cultura che ha prodotto Mozart e Beethoven, Wagner e Schubert, Raffaello e Michelangelo, non ha bisogno di lezioni da società che segregano le donne, le mutilano e le fanno sposare contro la loro volontà, gettano loro l’acido in faccia e condannano a morte le adultere”. Lezione forte, chiara, essenziale, mirata.

    La sua penna è una spada, quella che i cristiani d’Occidente dovrebbero riprendere in mano e sollevarla contro chi attenta alla nostra cultura. Proseguo ancora citando passi che ogni sera – ve lo confesso- leggo prima di dormire. La chiave del libro di Ibn Warraq è nell’ironia: “La satira ha un posto centrale nella tradizione occidentale e deriva dall’antichità classica.
    L’umorismo è un ingrediente indispensabile della nostra cultura. Può assumere la forma dell’autocritica, che è una virtù dell’Occidente. E anche come valvola di sfogo sociale, perché ci consente di ridere delle fobie altrui. Come ha detto Matthew Arnold, gran parte della letteratura occidentale dai greci a oggi può essere vista come una forma di critica della vita. Questa vena satirica va indietro fino alle commedie di Aristofane e agli esametri di Lucilio, e su fino a Orazio, le novelle picaresche di Petronio, le invettive di Seneca, Giovenale e Luciano. Senza questa ironia, i musulmani sono invece sempre pronti all’offensiva. Hanno persino inventato un diritto: il diritto di non essere offesi. Persino l’Unione europea sembra determinata a non permettere alcuna ironia sull’islam
    Il fondamentalista islamico con le sue certezze assassine non può sostenere lo sguardo ironico. Odia essere criticato e deriso, uccide coloro che pensa abbiano insultato il Profeta. L’ayatollah Khomeini una volta ha detto che non si scherza nell’islam. Società che non tollerano l’ironia sono destinate al fallimento”.

    E pensate alla Sharia e a quanto divieti vivono in essa, come la proibizione dell’alcol: “Il piacere civilizzante dell’alcol è parte della nostra civiltà, mentre ogni liberal sa che puoi essere punito per bere del vino in Pakistan”. E adesso ascoltate bene, e maggiormente ascoltare quel che ancora dice IbnWarraq. Concetti chiave che sono dell’Europa. Sostiene IbnWarraq che l’Occidente non nasca con l’illuminismo francese, ma dall’interazione di Roma, Atene e Gerusalemme: “La superiorità occidentale nasce da queste tre città. I greci ci hanno dato la città e la cittadinanza, la democrazia e la libertà, la scienza e il razionalismo. I romani hanno sistematizzato la legge, la proprietà privata e la responsabilità individuale. Il giudeo-cristianesimo ci ha dato la coscienza, la giustizia e il tempo lineare, consentendo il progresso. L’etica ebraica ha rigettato il male”. Warraq demolisce il relativismo che stringe in una morsa l’Europa tutta e tutto l’Occidente cristiano: “Certi intellettuali e accademici hanno indebolito l’Occidente inculcando il relativismo morale, il postmodernismo e il multiculturalismo, consumati dal senso di colpa per il passato coloniale. E i liberal d’Occidente hanno scelto l’appeasement e l’autocensura. Basta pensare all’abbandono della libertà nel caso Salman Rushdie. O a come negli anni recenti l’Arabia saudita e altri paesi islamici abbiano stabilito cattedre in prestigiose università occidentali. Lo studio critico del Corano è stato così scoraggiato e ci sono studiosi che hanno perso le proprie cattedre per non aver insegnato l’islam approvato dai sauditi”. Nel libro Ibn Warraq dà anche un giudizio su quelle che furono chiamate primavere arabe: “Andrebbe rinominate le primavere dei Fratelli musulmani. Gli islamisti hanno nutrito il senso di colpa di giornalisti occidentali come Thomas Friedman nascondendo molto bene il loro vero scopo: imporre la sharia e uno stato teocratico”.

    Libro orologio, libro bomba, libro chiave, libro antislamico, libro critico, libro esaudiente, libro bibbia per i cristiani e non, libro liberal; libro che incornicia la superiorità dell’Occidente, la cultura occidentale, il diritto occidentale, la vita occidentale. Non fatevene scappare la lettura.

  14. Un libro che dedico alle donne, soprattutto a quelle donne europee che rimangono “sedotte” dall’islam..
    Ecco un libro che ho terminato di leggere un mese fa…
    Buona lettura

    L’Arabia Saudita.Uno Stato Islamico contro le donne e i diritti.

    http://arabpress.eu/arabia-saudita-stato-islamico-contro-le-donne-e-diritti-liisa-liimatainen/76696/

    In Arabia Saudita la paranoia religiosa supera spesso il confine del buon senso. L’interpretazione saudita prevalente dell’islam ha generato una confusione culturale, nella quale è emerso solo l’islam più tribale……..
    Alice

  15. ecco un bell’articolo…
    da
    http://temi.repubblica.it/micromega-online/vero-o-falso-islam-e-questo-il-problema/

    Vero o falso Islam: è questo il problema?

    di Elettra Santori

    Come fuoriescono a frotte le miti chiocciole alla luce del sole dopo i violenti temporali estivi, così, all’indomani di ogni attentato terroristico, imam ed esegeti coranici, ma soprattutto semplici conduttori/giornalisti radiotelevisivi senza specifico curriculum ermeneutico, si affollano ai microfoni per sedare gli animi dichiarando che i kamikaze distorcono il verbo coranico e che il vero Islam non è un’ideologia violenta ma piuttosto una religione di pace e fratellanza. I terroristi «non sono musulmani, ma sciacalli dell’Islam», affermava giorni fa l’imam Pallavicini, intervistato dal fattoquotidiano.it. Che a dirlo sia il Presidente della Comunità religiosa islamica italiana è apprezzabile, rientra nel suo pieno diritto e dovere di autorità religiosa, e può anche ottenere un momentaneo effetto ansiolitico sugli animi spaventati e inclini a facili due più due. Ma se a dirlo è un comune giornalista o speaker radiofonico che magari, nella migliore delle ipotesi, lo afferma per sentito dire dall’imam Pallavicini, oppure, nella peggiore, perché nella sua limitata esperienza personale non rientrano conoscenti musulmani di fede radicale o jihadista, ecco che il tranquillante perde tutta la sua virtù dormitiva, e anzi può persino scatenare nel pubblico un effetto contrario di esasperazione da politically correct.

    Sul fronte opposto, ci sono invece i piromani che, all’indomani di un incendio procurato da terzi, smaniano di appiccarne uno nuovo di proprio pugno, e dalle pagine di giornale editorialeggiano che l’Islam puro, autentico, è solo quello violento. Lo scorso 8 giugno, dopo l’attacco al London Bridge, Mario Giordano scriveva su La verità che i kamikaze dell’Isis sono terroristi islamici, islamici tout court, e non “musulmani che sbagliano”, suggerendo che l’idea di un islam “sbagliato” in quanto aggressivo, contrapposto ad un presunto islam “giusto” e “moderato”, sia soltanto una finzione: perché una fede moderata, tiepida, semplicemente non è una vera fede. E tuttavia, sostiene Giordano, quando sono i cristiani a credere in modo radicale diventano San Francesco o Madre Teresa di Calcutta. Quando lo fanno i musulmani, invece, affittano un furgone, travolgono i pedoni sul London Bridge e sgozzano passanti all’impazzata nel Borough Market.

    Ci sono poi gli ecumenici che, al panico da Corano destra-style, rispondono col bilancino dell’equilibrismo, affermando che il mondo islamico non è mica un monolite, dopotutto la stragrande maggioranza dei musulmani osservanti non va certo in giro ad accoltellare gli avventori dei pub o a massacrare i fan di Ariana Grande, e poi anche il cristianesimo ha i suoi deliri, non esistono solo Madre Teresa e San Francesco, ma anche le Crociate, l’Inquisizione, il terrorismo antiabortista e via uccidendo. Accidiosa postura equanime che getta nell’impasse sia il pensiero che l’azione.

    Ora, siamo proprio certi che comprendere cos’è l’islam in se stesso sia prioritario (oltre che possibile)? È davvero così urgente, per una coabitazione pacifica dei musulmani nella cultura occidentale, distinguere il vero dal falso islam e capire se il Corano, abbracciato in tutta la sua purezza, conduca alla fratellanza tra i popoli o piuttosto all’horrorismo dell’Isis? Quel che invece è davvero indispensabile è comprendere la morfologia e le finalità di certe attuali configurazioni storiche dell’islam – l’integralismo, il wahabismo, l’Isis, Boko Haram, Al-Qaeda, ecc. –, per prendere le giuste precauzioni e contromisure politiche e legislative. Ma quanta effettiva corrispondenza ci sia tra il Corano da un lato, e la Wahhābiyya saudita, il lifestyle nel Califfato e la prassi terroristica dall’altro, lasciamolo alle interminate discussioni tra gli ulema. Lasciamo che siano gli imam, o al massimo gli esperti islamologi, a fare il test di paternità coranica al velo islamico o al kamikaze su ruote. Non ne verranno a capo. Si divideranno, come da sempre si dividono, nei più diversi rivoli interpretativi. Perché le grandi religioni sono sistemi caotici fortemente legati all’Origine, ma dall’evoluzione non lineare. Nel loro cammino si impastano di storia, di antropologia, si biforcano continuamente tra tendenze opposte che non muoiono mai, ma si ripresentano continuamente, sia pure con un’accentazione maggiore o minore a seconda delle sollecitazioni storiche.

    Chiedersi cosa sia l’islam in sé nasconde il solito, costante difetto di laicità della nostra cultura, che invece di fissare soglie di compatibilità del culto islamico con la democrazia, preferisce gingillarsi con la compatibilità di certo islam col Corano, scippando il lavoro esegetico agli islamologi e ai variamente titolati.

    Ogni volta che la nostra società entra in collisione con la comunità musulmana o con le sue punte estremiste, i media politicamente corretti si precipitano a consulto dagli imam per ricevere illuminazioni su quello che afferma veramente il Corano e scagionarlo da ogni accusa. Volenterosi lettori si improvvisano ulema e si mettono a compulsare direttamente i Testi sacri, con cui i bookstore almeno sin dall’attacco alle Torri gemelle hanno premurosamente riempito appositi scaffali sotto la voce “Islam”; altri si limitano a leggerne parti scelte disponibili in internet, e scoprono presto che a pagine web come “Il Corano è violento: ecco le prove” se ne contrappongono altre sul genere “Il Corano: libro di pace”. In ogni caso, il Corano, con le sue ambiguità, i suoi ibis redibis tipici di ogni testo sacro, viene eretto a parametro di giudizio della nostra islamofobia o della nostra gelatinosa accoglienza.

    Riprendiamoci il nostro baricentro. Cosa dicano davvero il Corano e la Sunna giace nascosto nelle latebre del testo, oltre che in secoli di stratificate, contrappuntistiche interpretazioni, e non è possibile accedervi col turismo ermeneutico mordi e fuggi. Quella che invece ci spetta – come intellettuali, giornalisti, politici, ma anche semplici cittadini ed elettori – è la fatica di mettere a fuoco i nostri fondamentali, più che quelli altrui, cercando di capire quali aspetti delle attuali configurazioni storiche dell’islam siano conciliabili con la nostra struttura sociale, e quali siano piuttosto da respingere o da contenere. Smettiamola di utilizzare un’attrezzatura concettuale che non ci compete: vero e falso sono categorie troppo impegnative, dunque inservibili allo scopo; e cominciamo a isolare quei segmenti di islam inconciliabili col nostro assetto, demo-incompatibili, unfit.

    (19 giugno 2017)

  16. Signori di Islamicamentando, vi invio due autori che conoscete già.. Il primo è un famoso poeta libanese, uno dei piu’ grandi.Amo le sue poesie con lo stesso amore con il quale si ama la persona di cui si è innamorati.
    Del poeta vi invio la preghiera e la spada, e Violenza e Islam.. Due libri scritti da un uomo che conosce a fondo la cultura araba.
    Il secondo e’ uno scrittore –giornalista, meno conosciuto.
    E’ stato assassinato a Beirut da fanatici terroristi.
    Di lui conosco solamente il libro che vi invio. E’ da leggere con molta attenzionee da diffondere.

    La preghiera e la spada
    Adonis
    Traduttore: R. Carifi
    Editore: Guanda

    Descrizione
    Con “La preghiera e la spada” il poeta Adonis ci offre una lente con cui leggere e meglio comprendere il mondo arabo. Grazie alle sue facoltà di percezione e di analisi, Adonis diventa per noi testimone dell’Oriente, analizzandone la cultura e i rapporti con l’Occidente. Ma al tempo stesso il poeta è una voce ascoltata anche dal mondo arabo, rappresentando in quel contesto l’individuo liberato dalla costrizione che esercita il potere religioso. Nei testi raccolti in questo volume Adonis ricorda che la difesa della dignità umana e della democrazia cominciano dal rispetto assoluto delle facoltà creatrici dell’uomo.

    Violenza e Islam. Conversazioni con Houria Abdelouahed
    Adonis
    Traduttore: S. Levi
    Editore: Guanda
    Collana: Biblioteca della Fenice
    Anno edizione: 2015

    Un grande intellettuale arabo spiega le cause profonde del terrorismo islamico.

    Conosciamo tutti la follia di certi leader arabi, responsabili dei massacri dei loro popoli, e conosciamo il loro odio nei confronti delle libertà pubbliche. Ma oggi lo Stato islamico, invocando la legge della sharῑ‘a, ostenta una barbarie che supera ogni immaginazione. Il suo compito sarebbe quello di ripulire la terra dell’islam da tutto ciò che minaccia la sua purezza. E in nome di questa purezza si commettono i crimini peggiori: uccisioni, stupri, massacri, saccheggi, vendita di donne, distruzione di siti archeologici e storici… La condanna dell’alterità va di pari passo con la desolazione e la rovina. «È la rovina» scrive Adonis «che caratterizza lo stato attuale del mondo arabo, un mondo in cui si politicizza la religione e si sacralizza la politica.» Oggi è della massima urgenza riflettere sul senso di questa rovina. A partire da qui il nuovo, scottante libro di Adonis affronta il tema della violenza come aspetto costitutivo dell’islam e, passando al tempo presente, mette a fuoco i temi più drammaticamente attuali: il fallimento della Primavera araba, gli attentati terroristici, la nascita dell’Isis.

    L’ infelicità araba
    Samir Kassir
    Curatore: E. Bartuli
    Traduttore: P. Lagossi
    Editore: Einaudi

    Descrizione
    La riflessione di Kassir sulla condizione araba muove dalla necessità che siano gli stessi arabi ad assumere consapevolezza del proprio declino: un declino prima di tutto civile e culturale, risultato di una reazione sbagliata all’irruzione della modernità in quel mondo. Occorre reagire all’immobilismo dello spirito civile, guardando senza nostalgia ai momenti più vitali della storia araba e assumendo pienamente la sfida della modernizzazione e della democrazia. Kassir è stato assassinato il 2 giugno 2005 da un commando terrorista a Beirut, dove viveva e lavorava come giornalista del quotidiano «An Nahar».

  17. C’er da aspettarselo da un islamista del genere…..

    http://www.repubblica.it/esteri/2017/06/26/news/turchia_elimina_teoria_evoluzionismo_darwin_dai_testi_dei_licei-169201177/?ref=RHPPLF-BH-I0-C4-P6-S1.4-T1

    Turchia, via Darwin dai testi dei licei: per il Ministero la teoria dell’evoluzione è “controversa”
    Indignazione nel mondo accademico turco: “Solo l’Arabia Saudita lo ha cancellato dai libri. Nei testi di storia verrà ridimensionata la figura di Ataturk

  18. Il 4 di maggio e’ uscito in lingua italiana il libro di Hamed abdel-samad IL FQASCISMO ISLAMICO…
    E’ un libro da non perdere.. Insegna molto sulla natura dell’islamismo…. a chi lo comprera’ ,buona lettura

    http://news.fidelityhouse.eu/libri/fascismo-islamico-di-hamed-abdel-samad-in-uscita-il-4-maggio-2017-272305.html

    “La carneficina a Parigi è il nostro 11 settembre e i terroristi che l’hanno eseguita l’incarnazione del “fascismo islamico”, una deriva che sin dagli inizi fa parte dell’islam”. Parla Hamed Abdel-Samad, 42 anni, politologo e storico tedesco nato al Cairo non un neofita in teorie estreme e controverse sul fondamentalismo, espresse in maniera esaustiva nel saggio dal titolo “Il Fascismo islamico”.

    continua

  19. ho comprato, ma ancora non ho letto il libro:”La Santa ignoranza” Religioni senza di cultura di Olivier Roy.

    Dalla quarta di copertina trascrivo questa frase:
    “Perché decine di migliaia di musulmani si convertono al cristianesimo o diventano testimoni di Geova? ”
    Domando a voi, staff di islamamicamentando, siamo certi che migliaia di musulmani si convertono al cristianesimo?.. Io non ne sono certa.. Voi confermate la tesi dell’autore, oppure c’e’ qualcosa che non va? Come si fa a sapere che migliaia di musulmani si convertono al cristianesimo se sono costretti a rimanere nel silenzio?
    Grazie in anticipo per la risposta…
    Nel frattempo vi trascrivo l’introduzione del libro, che pur non avendolo letto, mi sembra che offra spunti di riflessione.

    Alice

    Introduzione
    Perché decine di migliaia di musulmani si convertono al cristianesimo o diventano testimoni di Geova? Come si spiega che la religione che cresce più velocemente nel mondo sia il pentecostismo? Perché il salafismo, una dottrina musulmana particolarmente severa, attira i giovani europei? Perché tanti giovani si stringono intorno al papa nelle Giornate mondiali della gioventù e così pochi entrano in seminario? Come è possibile che i difensori della tradizione anglicana conservatrice siano oggi nigeriani, ugandesi e kenioti, mentre il primate della Chiesa d’Inghilterra approva l’uso della sharia? Perché la Corea del Sud, in proporzione ai suoi abitanti, fornisce il più alto numero di missionari protestanti del mondo? Come è potuto succedere che il primo musulmano e il primo buddhista eletti al Congresso americano siano neri convertiti? La teoria dello scontro di civiltà non permette di comprendere questi fenomeni. Perché, lungi dall’essere l’espressione di identità culturali tradizionali, il revivalismo religioso è una conseguenza della globalizzazione e della crisi delle culture. La “santa ignoranza” è il mito di una purezza religiosa che si costruisce al di fuori delle culture. Questo mito anima i fondamentalismi moderni, in concorrenza tra loro su un mercato delle religioni che acuisce le loro divergenze e contemporaneamente standardizza le loro pratiche.

  20. Dal momento che sono una donna e sensibile a cio’ che accade al mondo femminile, vi invio l’articolo tratto da http://www.repubblica.it
    ://tvzap.kataweb.it/news/206126/the-handmaids-tale-per-le-donne-il-futuro-e-un-incubo/?ref=RHRD-BS-I0-C6-P6-S1.6-T1

    E’ vero che l’autrice parla di un futuro distopico goveranto da fanatici cristiani, ma credo che se a fanatici cristiani sostituissimo fanatici religiosi, non credo che la realta’ cambierebbe..
    Non so se pubblicherete l’articolo che vi invio.. Comunque vada, auguri.. Alice…

    Handmaid’s Tale, per le donne il futuro è un incubo
    di Anna Lupini
    Arriva in Italia su TIMVISION la serie plurinominata agli Emmy. Elizabeth Moss è Offred, donna ridotta a animale da riproduzione in un futuro distopico

    In un futuro distopico gli Stati Uniti D’America sono stati sostituiti dalla società di Gilead, un regime totalitario di fanatici cristiani che ha ridotto il genere femminile in schiavitù. Le donne sono suddivise in quattro categorie: le Mogli, le Figlie, le Non Donne e le Ancelle. Queste ultime hanno il destino peggiore: sono meri strumenti per la riproduzione, come tali sottoposte a qualsiasi tipo di tortura si riesca a immaginare.

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    Però, sorpresa, le torture sono tutte reali, inflitte alle donne nel corso dei secoli e anche in epoche a noi vicine. E d’altro canto basta una veloce occhiata alle cronache per capire che al di là della finzione narrativa, l’argomento è attuale, doloroso e potente.
    Ora la serie, forte di ben tredici nomination agli Emmy, tra cui quella più importante, come miglior serie drammatica, miglior regia e migliore attrice protagonista, approda per la prima volta in Italia e sarà visibile su TIMVISION da settembre.

    La protagonista è Offred, (cioè Of-Fred, di-Fred, il suo padrone, le Ancelle infatti non hanno neppure un nome) interpretata da Elizabeth Moss, vecchia conoscenza degli appassionati di serie televisive, attrice che abbiamo imparato ad amare in Mad Men (per cui ebbe una nomination ai Golden Globe, due agli Emmy e vinse gli Screen Actors Guild) e Top of The Lake (per cui ha vinto un Golden Globe e il Satellite Award). Tra le Ancelle troveremo anche Alexis Bledel, l’ex Rory di Una mamma per amica, alle prese con un ruolo che l’attrice stessa ha definito “sconvolgente”. A vestire i panni del crudele Comandante c’è Joseph Fiennes. E ancora Samira Wiley (Poussey in Orange is the new black), Ann Dowd (The Leftovers, Masters of Sex, Io e Marley), e Yvonne Strahovski (Dexter, Chuck).

    La serie è tratta dal romanzo di Margaret Atwood (Il racconto dell’ancella, edito in Italia da Ponte delle Grazie), ed è considerata un classico della letteratura femminista, anche se è stata la protagonista stessa a rifiutare l’etichetta, nel corso della presentazione della serie al Tribeca film festival, quando ha dichiarato di aver voluto “interpretare storie di esseri umani, e non di donne”.

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  21. Un bell’intervento di una intellettuale turca in difesa degli intellettuali
    alice

    da
    http://temi.repubblica.it/micromega-online/difendere-gli-intellettuali-il-dovere-dell%E2%80%99europa-nelle-democrazie-a-rischio/

    Difendere gli intellettuali. Il dovere dell’Europa nelle democrazie a rischio

    Il monito della scrittrice turca Elif Shafak: “La libertà di pensiero non è scontata, se non alziamo la voce rischiamo di lasciare i nostri Paesi ad autocrati e demagoghi. Un Paese che odia i propri intellettuali è un Paese infelice. E la Turchia, che è la mia patria, è tra questi”.

    di Elif Shafak, da Repubblica, 17 luglio 2017

    Un Paese che odia i propri intellettuali è un Paese infelice. E la Turchia, che è la mia patria, è tra questi. Sempre più spesso gli intellettuali vengono demonizzati sui media filo-governativi, derisi sui social, accusati di essere “traditori” e “collaborare con le potenze occidentali” e quindi processati, incarcerati o esiliati. Ma di certo non ignorati.

    La Turchia, così come la Russia, ha sempre preso sul serio i propri intellettuali — facendoli soffrire perché osano pensare diversamente.

    Qui, nel Regno Unito, le cose sono ben diverse: la libertà di parola trionfa e la democrazia è solida. Gli scrittori che affrontano temi controversi non rischiano la querela. Gli accademici non vengono espulsi a migliaia, e i giornalisti non vengono incarcerati in massa. Rispetto ai loro colleghi turchi, venezuelani, pachistani o cinesi, gli intellettuali britannici godono di una libertà enorme. Ci si aspetterebbe che fossero consapevoli di tale privilegio e prendessero la parola anche a nome di coloro che non possono farlo. Come mai in questo Paese gli intellettuali non sono più numerosi? La risposta la si può trovare nelle parole di uno studioso britannico, che una volta mi disse: «Noi riteniamo che autoproclamarsi intellettuale sia piuttosto arrogante. E che farlo pubblicamente lo sia ancora di più». Quel che a me appare arrogante è invece la presunzione che i Paesi arretrati abbiano bisogno di intellettuali mentre noi, che viviamo nell’Occidente progredito e democratico, siamo superiori a simili “sciocchezze”.

    Nel nuovo ordine mondiale di Trump un numero crescente di persone si sta rendendo conto di come diritti e libertà che in Occidente abbiamo dato a lungo per scontati potrebbero richiedere una difesa appassionata e urgente. In quest’epoca di incertezza e di ansia diffuse la politica è troppo spesso guidata dalle emozioni. E il potere di tali emozioni è troppo spesso sottovalutato.
    Nella nuova era della storia mondiale in cui ci troviamo, in molte parti del mondo la democrazia liberale è minacciata. Al di là dei confini dell’Europa cova una mentalità pericolosa, secondo la quale “la democrazia non è adatta né per il Medio Oriente né per l’Oriente”.

    Gli isolazionisti propongono nuovi modelli sociali secondo i quali democrazia, diritti umani e libertà di parola sarebbero superflui, mentre l’unica cosa che conta è la stabilità economica. Non capiscono che le nazioni non democratiche sono profondamente infelici e assolutamente incapaci di raggiungere la stabilità.

    Turchia, Ungheria e Polonia dimostrano che la democrazia è più fragile di quanto pensassimo: non si tratta di un bene materiale di cui alcuni Paesi dispongono e altri no, bensì di un ecosistema che esige di essere continuamente protetto, nutrito e curato. E che oggi, di fronte ai movimenti populisti e ai discorsi tribalisti, è minacciato.

    La Turchia rappresenta un fulgido esempio di come un Paese possa compiere passi indietro a una velocità sorprendente. E ciò che è accaduto in Turchia può accadere ovunque. A un contesto tanto mutevole occorre opporre una solidarietà e una sorellanza globali, fondate su dei valori democratici condivisi. C’è bisogno di più attivismo e di più intellettuali.

    Non dimentichiamo che in Europa l’ascesa dell’intellettuale “pubblico” avvenne in occasione dell’affaire Dreyfus, alla fine del XIX secolo: un’epoca in cui il nazionalismo, il fanatismo nazionalistico e l’isolazionismo erano in forte ascesa. Il J’Accuse, leggendaria risposta di Zola, rappresenta un geniale manifesto di coscienziosità.

    Da Hannah Arendt ad Isaiah Berlin, gli intellettuali pubblici insegnavano nelle università perché, oltre a riconoscere il valore di tale istituzione, non avrebbero potuto mantenersi solamente scrivendo libri. Non è vero che quella degli intellettuali è una classe privilegiata. Dobbiamo abbandonare una volta per tutte il luogo comune che descrive gli intellettuali come arroganti e distaccati. Smettiamola di preoccuparci di ciò che gli altri potrebbero dire se rivendicassimo la vitalità dell’intelletto. Abbiamo cose più importanti di cui preoccuparci.

    Il declino degli intellettuali, a cui si assiste in tutto il mondo, è un brutto segno che non farà che facilitare le cose ai demagoghi e agli autocrati ed accelerare il crollo della democrazia liberale pluralistica e dell’internazionalismo.

    L’assenza di intellettuali ci catapulterà in un mondo di opposti: “noi” contro di “loro”. Le posizioni intermedie scompariranno. Già adesso possiamo vedere i primi indizi di questa tendenza: su ogni tema di rilievo viene imposta una polarizzazione artificiosa. Nei dibattiti pubblici, in tv e non solo, un esperto ateo viene messo a confronto con uno teista; un sostenitore della Brexit viene affiancato ad un suo detrattore; un “islamofobo” è invitato insieme ad un musulmano ortodosso e via dicendo. Da quando in qua il mondo è così bianco- o-nero?

    Un intellettuale è una persona che sfida le opposizioni binarie, colma i divari culturali, possiede una flessibilità cognitiva tale da permettergli di collegare tra loro discipline diverse e difende strenuamente un modo di pensare ricco di sfumature.
    Gli intellettuali dovrebbero dar prova di coraggio e far sentire la loro voce. Essere anche offensivi, se necessario. È giunto il momento di smetterla di denigrare gli intellettuali. Se non altro, per riguardo nei confronti di tutti quegli intellettuali che, in altre parti del mondo, pagano un prezzo molto caro per svolgere il loro ruolo.

    © Elif Shafak — The Guardian (Traduzione di Marzia Porta)

    Elif Shafak è una scrittrice, tra le più importanti in Turchia. I suoi libri sono stati tradotti in oltre trenta lingue

  22. Due libri che fanno riflettere e pongono dei problemi..
    Mi piace sottolineare il secondo libro,scritto da un sociologo morto nel 1994. Da sociologo ,e crsitiano,smonta alcuni luoghi comuni sulla somiglianza dell’islam con le altre due religioni:ebraismo e cristianesimo…. buona lettura alice
    Bat Ye’Or
    Bat Ye’Or, in ebraico בת יאור, ovvero figlia del Nilo, è lo pseudonimo di Gisèle Littman. Nata in Egitto nel 1933 ma di nazionalità britannica, la saggista egiziana si è dedicata allo studio della condizione delle comunità etnico-religiose non musulmane nei paesi islamici, a cui ha dato il nome di «dhimmitudine».
    Sua è la definizione del concetto di «Eurabia», a cui si è ispirata l’ultima Oriana Fallaci.

    Il libro
    Il declino della cristianità sotto l’Islam
    Dal jihad alla dhimmitudine

    Bat Ye’Or
    La conquista islamica è avvenuta all’insegna del jihād e della sharī’a, la guerra santa contro i non musulmani e il diritto fondato sul Corano. Quando le popolazioni di religione cristiana, ebraica e zoroastriana che abitavano lungo le rive del Mediterraneo e negli sterminati territori dell’antica Persia vennero sottomesse dagli arabi (nei secoli VII e VIII) e dai turchi (circa quattro secoli dopo), divennero, nei loro stessi territori, dhimmi, privi di diritti e oggetto di una «protezione» (dhimma) che pagavano lautamente. Ma quali forze, secolo dopo secolo, prepararono e imposero la dhimmitudine, modellandosi su un progetto politico di lungo termine teso a sconfiggere le altre religioni? Com’è possibile spiegare un’espansione dell’islām così rapida e una sua penetrazione così profonda in Paesi tanto diversi tra di loro e spesso sede di culture antiche e profondamente radicate? Che cosa travolse e riplasmò società evolute e articolate, sotto il profilo politico, giuridico ed economico? E perché per lungo tempo la dhimmitudine è stata rimossa o negata nei Paesi occidentali che hanno spesso preferito esaltare la presunta tolleranza dell’islām?

    Sulla scorta di una documentazione storica cospicua, ancora insufficientemente nota, Bat Ye’or dimostra che se la dhimmitudine è stata certamente la conseguenza delle conquiste militari, è però stata soprattutto il frutto della cooperazione (in alcuni casi fattiva e consapevole, in altri fondata su tragici malintesi) di élite civili e religiose altamente civilizzate e di maggioranze poco coese e per questo motivo incapaci di reagire. Mentre la ummāh unificava il suo enorme potenziale militare, demografico ed economico, i popoli non musulmani si dividevano in nome di settarismi ideologici o all’insegna di un pragmatismo utilitaristico che li portarono prima a una resa culturale e poi all’estinzione. Inoltre i Paesi dell’Occidente, quasi sempre ostili gli uni agli altri a causa dei contrapposti interessi strategici, hanno a lungo preferito ignorare (o hanno cercato di strumentalizzare) questo inquietante fenomeno storico.

    Secondo Bat Ye’or la dhimmitudine è un motore decisivo della storia anche oggi. Di fronte a un islām che ha ripreso la sua guerra, lo studio del passato serve a capire il presente, smaschera verità di comodo e pone interrogativi di inquietante attualità.
    Stiamo forse assistendo al progressivo assoggettamento dell’Europa?

    Islam e cristianesimo
    Una parentela impossibile

    Jacques Ellul

    6 gennaio 1912 – 19 maggio 1994
    Jacques Ellul (1912-1994), giurista, storico, teologo e sociologo di fama internazionale, è stato professore di Storia e di Sociologia delle Istituzioni all’Università di Bordeaux. La sua opera include studi sulle istituzioni medievali d’Europa e sugli effetti della tecnologia moderna nella società contemporanea.

    slam e cristianesimo –
    pubblicato per la prima volta nel 2004, a dieci anni dalla morte dell’autore – riunisce due testi inediti.
    Il primo, intitolato I tre pilastri del conformismo, si compone di tre capitoli: «Siamo tutti figli di Abramo», «Il monoteismo » e «Le religioni del Libro», nei quali l’autore analizza e smonta, in maniera chiara ed efficace, i tre concetti utilizzati in maniera sempre più frequente per avvicinare da un punto di vista teologico le tre religioni rivelate.

    Secondo Ellul, la comune discendenza abramitica sulla quale si fonderebbe la parentela tra ebrei, cristiani e musulmani è del tutto priva di fondamento. Nel Vangelo, infatti, solo colui che «compie il bene» è proclamato da Gesù «Figlio di Abramo»: la filiazione dal patriarca risulta così appartenere più a un piano spirituale che carnale. L’Islam, inoltre, nega al cristianesimo lo statuto di religione monoteista: a Gesù Cristo, incarnazione di un Dio d’amore che si è fatto uomo per salvarci attraverso il dolore e la sofferenza, i musulmani contrappongono Allah, sovrano unico e inaccessibile nonché giudice implacabile delle azioni umane.

  23. chiedo scusa se itervengo sul vostro blog. Seguo da tempo il vostro blog e devo ammettere che molti argomenti sono di un livello intellettuale alto. si nota che siete esperti in questo campo. Le vostre critiche all’islam denota una conoscenza straordinaria. Ma,ed ecco la nota dolenta, in certi casi,soprattutto nel blog, fate l’occhiolino alla destra e all’estrema destra.Soprattutto quest’ultima fra emergere un razzismo nauseabondo.
    Indica nei migranti, tutti i migrandi un pericolo per la nostra civilta’:E questo non e’ vero. Identificare i migranti con i musulamani e’ sciocco e stupido. E’ vero che molti migranti sono musulmani, ma non e’ vero che tutti i migranti lo siano. Molti migranti aspirano a una vita migliore,per sé e per i propri cari… Bisogna essere estremamente duri e ” intolleranti” contro quei musulmani che pretendono imporre le loro regole all’interno e all’esterno della loro comunita’; convincendoli che i diritti umani, il rispetto delle leggi, e delle donne,soprattutto, non sono delle opzioni, ma dei doveri ai quali loro devono sottomettersi…
    Tra i migranti ci sono laici, cattolici, protestanti, atei, gay, ecc,ecc e anche musulmani…
    Questo bisognerebbe ricordarlo a tutti questi personaggi che si rifanno a una destra xenofoba e razzista.

    • AdminIslamic il said:

      Buongiorno Francesco, siamo contenti per i suoi apprezzamenti, ma molto più per le critiche che ci ha rivolto, dal momento che ci piace migliorare sempre più il nostro lavoro (nei limiti delle nostre capacità), per cui cosa c’è di meglio delle critiche per aiutarci a capire dove sbagliamo e per stimolarci ad impegnarci di più. Proprio per questo le chiediamo quale preciso articolo del blog l’ha portata a credere che facciamo “l’occhiolino alla destra e all’estrema destra”.
      Grazie anticipatamente per la collaborazionbe.

  24. ad esempio, aete ospitato un gruppo che si rifa’ all’ideologia identitaria..piu’ di estrema destra di questi.. Un conto e’ la critica all’islam e a certi fanatici, e un conto e’ dare spazio a persone che pensano ancora che l’identita’ di una nazione si combatte eliminando i diritti.
    inolotre, se sono contro quell’islam fanatico ed anche ” moderato” che per me e’ pericoloso, dobbiamo dare voce a tutti quesi musulmani che dall’interno criticano l’islam e le sue leggi.. mi riferisco ai musulmani laici, liberali,ecc.ecc. ecco un esempio di quello che dico:

    http://www.ilgiornale.it/news/politica/ahmed-sindaco-musulmano-anti-islamista-1434053.html

    Il sindaco e’ un musulmano, ma HA ACCETTATO I VALORI DELLA DEMOCRAZIA..
    CIAO

    • AdminIslamic il said:

      Non abbiamo memoria di articoli pubblicati sul blog dove è stato ospitato “un gruppo che si rifà all’ideologia identitaria”. Può linkarci l’articolo in questione?

  25. scusa ma non mi rivolgevo ai vostri scritti, ma se apro il vostro blog, sulla destra ci sono rimandi a blog che,pur parlando di islam, hanno una connotazione politica bene precisa.. Non mi e’ piaciuta la vignetta
    al
    https://plus.google.com/+IslamicamentandoI
    che mostra una mano con uno spray insetticida che uccide degli insetti con le facce che ricordano dei musulmani…
    per me e’ una caduta di stile….
    Vi ricordo che sono contro l’islam per ragioni filosofiche e religiose, Essendo un laico, mi sta a cuore la laicita’ dello stato e della societa’ civile; cio’ non toglie che gli esseri umani non possono essere trattati da insetti…. anche se questi sono e appartengono a una religione che detesto con tutto il cuore….

    • AdminIslamic il said:

      Adesso ho capito. Ti riferivi agli altri canali come la pagina Facebook e Google+, NON al BLOG.
      Google+ viene usato principalmente come canale per tenerci informati su avvenimenti che difficilmente vengono diffusio dai media mainstream, oltra d usarlo per diffondere vignette come quella che non ti è piaciuta. Portroppo certe notizie e informazioni nella stragrande maggioranza dei casi provengono da organizzazioni di destra, per cui siamo praticamente obbligati a mantenere certi contatti. Più o meno lo stesso discorso per Twitter e Facebook, anche se quest’ultimo veiene usato maggiormente per diffondere articoli o idee anche diverse dalla nostra, comprese quelle, ad esempio, dei cattolici o dei politici e giornalisti di sinistra che esprimono opinioni con cui non concordiamo ma che comunque affrontano l’argomento islam in maniera critica. Il discorso della satira è un discorso delicato, sul quale proprio in questi giorni stavamo riflettendo per capire fino a dove spingerci. Ci sono vignette che effettivamente sono piuttosto forti, delle quali però condividiamo il messaggio che vogliono lanciare, tra cui quella che a te non è piaciuta, il che tra l’altro mi stupisce dato che ti definisci “contro l’islam e per la laicità” e quella vignetta ci dice chiaramente che l’antidoto contro le minacce religiose come l’islam devono essere combattute con la laicità.

  26. non ho facebook e quindi non posso rispondere in quel sito
    Viene ripetuto che Maometto e’ stato un pedofilo perche’ ha sposato una bambina di 6 anni e a nove ci ha fatto l’amore.
    Puo’ darsi che l’abbia fatto perche’ nella societa’ del suo tempo, era permesso sposare le donne in giovane eta’. non e’ difficile immaginare che anche in occidente, nel medioevo,e oltre, le ragazzine venivano date in matrimonio dai genitori, accompagnate dalla dote,Era costume farlo.
    L’unico motivo per cui noi condanniamo la scelta di Maometto e’ che leggiamo la realta’ di allora con il prisma ideologico ed intellettuale dei nostri giorni. E’ ovvio che in occidente questo non sarebbe permesso, ma sarebbe stato vietato nel basso ed alto medioevo.?
    Cio’ che mi disgusta e’ che in molte societa’ odierne il matrimonio con bambine e’ permesso anche ora…
    E’ una pratica ignominiosa che dovrebbe scomparire, pur sapendo che la resistenza al cambiamento e’ notevole…

    • AdminIslamic il said:

      Sa perché nel “mondo musulmano” la resistenza a superare la piaga delle spose bambine è molto forte? Proprio perché Maometto nell’islam viene visto come il miglior modello di musulmano da imitare. Quindi il problema non è se Maometto era o non era un pedofilo. Il problema è don il matrimonio con Aisha ha in qualche modo stabilito che i matrimoni con le bambine non sono poi tutto questo obbrobrio.

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