Predestinazione nell’Islam

predestinazione

E’ Dio che decide di guidare le persone o gli esseri umani hanno il libero arbitrio?

Uno dei più sconcertanti concetti contenuti nel Corano è quello della predeterminazione (qadar). Nell’Islam credere in Allah è il solo scopo degli esseri umani in questo mondo.

“Non ho creato gli Jinn e gli Uomini tranne perché questi possano adorarmi” (C.51:56)

Anche in una Hadith, generalmente citata dai Sufisti, Allah dice “Io ero come un tesoro nascosto e volevo essere conosciuto, così ho creato le persone per conoscermi ed adorarmi.”

Su questa conoscenza è basata la nostra possibilità di entrare in paradiso. Mancare di riconoscere Allah ci porterà alla dannazione eterna e alle fiamme dell’inferno. Il problema è che l’essere in grado di credere in lui non è possibile attraverso la sola volontà umana ma è Dio che sceglie a suo piacimento chi guidare e chi sviare.

In un verso il Corano afferma che se Allah volesse, avrebbe certamente potuto portare ogni anima alla vera guida. Ma questo non avviene ed egli mette nero su bianco che non vuole guidare tutti e pensa di “riempire l’Inferno di jinn ed uomini all’unisono.”

 “Se lo avessimo voluto, avremmo certamente potuto guidare ogni anima alla sua vera guida: ma la mia Parola si avvererà, ‘Riempirò l’Inferno di jinn ed uomini all’unisono’”.  (C.32:13)

La prima domanda che viene da farmi è “perché?”. Perché un Dio amorevole che può guidare sulla retta via ogni persona non lo fa, senza per altro concedergli la libertà di poterlo fare con la propria forza di volontà? Perché non li guida e poi per giunta si abbatte con ira su di loro per riempire l’Inferno? Ciò sfida ogni logica.

In risposta i Musulmani dicono che invece noi abbiamo la libertà di accettare Dio o di rifiutarlo. Ma questo non è quello che dice il Corano. Come questo verso spiega chiaramente, se Allah avesse voluto guidare gli uomini avrebbe sicuramente potuto farlo. Ma quando dice “Riempirò l’Inferno di jinn ed uomini all’unisono” ammette chiaramente che è lui che, non guidando, decide di condannare molti uomini all’inferno. E’ lui ad aver deciso di non guidarne alcuni e di riempire l’Inferno con tutti coloro che non guida. E ci dice anche che noi esseri umani non abbiamo nessun controllo sul fatto di essere guidati o meno. Dipende tutto dal volere di Dio e dei suoi capricci personali.

Alcuni versi del Corano mostrano anche come chi vuorrebbe essere guidato non otterrà questo beneficio perché Dio ha sigillato il suo cuore.

“…Tali sono gli uomini i cui cuori sono stati sigillati da Allah.” (C.47:16)

In un altro verso Allah maledice alcune sue creature ed invece di mostrar loro la retta via li rende ciechi e sordi.

“Tali sono gli uomini che Allah ha maledetto perché Lui li ha resi sordi ed ha accecato la loro vista.” (C.47:23)

Anche se queste persone che ha scelto di fuorviare avessero fatto qualcosa di sbagliato perché mai Dio dovrebbe sigillare il loro cuore condannandole a vivere una vita da sviati e quindi all’inferno? Che giustizia è mai questa?

Poi però si contraddice e nel verso seguente la responsabilità viene spostata sulle persone stesse che “chiudono” il loro stesso cuore!

“Non cercano essi onestamente di comprendere il Corano, o sono i loro cuori ad esser stati sigillati da loro?” (C.47:24)

Ecco quello che accade nell’arco di due righi: prima ci viene detto che è Allah che chiude i cuori di chiunque desidera, poi ci viene detto che non capiscono perché i loro cuori sono sigillati da loro stessi. Naturalmente queste due affermazioni non vanno d’accordo. Non è chiaro se gli uomini chiudano i loro cuori da sé o se Allah li sigilli così che non possano capire!

Come vediamo qui sotto a volte il Corano riesce a contraddire se stesso persino nello stesso verso:

“E’ questa un’ammonizione: chiunque lo voglia, che prenda un percorso verso il suo Signore. Ma tu non hai volontà, tranne per ciò che Allah vuole… Egli ammetterà alla sua mercede coloro che Egli desidera. Ma gli abbietti e gli operatori di iniquità – per loro ha preparato un’atroce punizione.” (C.76:29-31)

La prima parte di questo verso da l’idea che le persone abbiano la libertà di scegliere tra l’imboccare il sentiero oppure no. Ma nella parte successiva c’è una contraddizione quando si dice che Allah “ammetterà alla sua mercede coloro che egli desidera”.

Un’altra domanda è “come può Allah punire le persone con una “atroce punizione” se Lui stesso ha deciso di non guidarle?

Se la scelta di essere guidati è fatta da noi, allora i versi 32:13, 47:16 e 47:23 sono sbagliati. Ma se sono giusti ed invero è Dio che sceglie di guidare chiunque desidera allora vi è una tremenda ingiustizia nel modo in cui egli si comporta con le sue creature. Se essere guidati o no dipende completamente dalla volontà di Dio, allora noi uomini che colpa ne abbiamo? Lui ci fa sbagliare senza che noi possiamo opporci e poi ci punisce per il nostro errore. Ciò è palesemente ininquo, il che contraddice un’altra delle affermazioni del Corano:

“…ed Allah non commette ingiustizia su nessuna delle Sue creature.” (C.3:108)

Perché un dio che è in grado di guidare le persone sceglie invece di sviarle, e quindi riempie l’Inferno con coloro che egli stesso ha portato sulla cattiva strada? A mio avviso non c’è risposta senzata a questo quesito.

La doppia personalità di Allah

La confusione non termina qui. Nei versi seguenti è Allah che svia le persone rendendo le loro gesta belle ai loro occhi.

“E per coloro che non credono nell’Aldilà, Noi abbiamo reso le loro azioni belle ai loro occhi; così questi vagano in preda alla distrazione.” (C.27:4)

“No! A coloro che non credono, la loro pretesa appare appagante, ma essi vengono tenuti lontano dal (giusto) percorso. E colui che Allah lascia senza guida, da nessuno può essere guidato.” (C.13:33)

Ma altrove è Satana che ai loro occhi rende appetibili i loro atti peccaminosi.

“…al contrario i loro cuori si induriscono, e Satana rende i loro atti (peccaminosi) sembrare appetibili per loro.” (C.6:43)

“Ricordate che Satana ha reso i loro atti (peccaminosi) sembrare appetibili per loro…” (C.8:48)

“Per Allah, Noi abbiamo (anche) mandato (i Nostri messaggeri) ad altri Popoli prima di voi; ma Satana ha fatto si, (per gli sviati), che le loro stesse azioni sembrino appetibili: Egli è anche il loro signore oggi.” (C.16:33)

Quindi non è forse logico pensare che Satana sia un socio di Allah, aiutandolo nel suo lavoro quotidiano di guidare male la gente? O forse Allah ha una doppia personalità che a volte si mostra come Satana! Allahu A’lam, Dottor Jeckill e Mr. Hide! Dio solo lo sa.

Spiegare l’inesplicabile

Questa confusione riguardo al fatto che sia Allah che sigilla i cuori della gente o che essi lo facciano da se ha dato origine ad accesi dibattiti tra i Musulmani nel corso dei secoli. Ha causato scismi, e molto sangue è stato sparso.

Da una parte il grosso dei Musulmani aderisce al concetto di predestinazione (jabr = compulsione). I più radicali di questi “jabriani” sono gli Ashariani che negano ogni forma di libertà nelle azioni umane. Le loro motivazioni sono:

“Nulla può accadere nel modo, sia che rispetti le condizioni ed operazioni delle cose, di bene e male, di obbedienza o disobbedienza, di fede o di infedeltà… che non sia già contenuto nella tavola della legge di Allah.” (“Dizionario dell’Islam” di T.P.Hughes, pagine 472-473).

Dall’altra parte i Qadria e i Mutaziliti invocano la libertà d’arbitrio dell’uomo e di conseguenza sono stati rifiutati come eretici. Costoro sostengono che l’uomo ha l’assoluta libertà di intenti ed è il responsabile delle sue stesse azioni. Se così non fosse la ricompensa e la punizione per gli atti virtuosi ed i peccati non avrebbe senso. Citano il verso (42:30) che recita;

“E qualsiasi afflizione cada su di voi, è la conseguenza di ciò che le vostre mani hanno compiuto.” (C.42:30)

In effetti vi sono molti versi che danno l’impressione che gli uomini siano responsabili delle proprie azioni.

“Perché Allah non cambierà le grazia che Egli ha riversato su un popolo fino a quando non cambia ciò che è nelle loro (stesse) anime” (C.8:53)

“Allah non cambia il possesso di un popolo finché loro non cambiano ciò che è nel loro cuore. Ma una volta che Allah desidera la punizione di un popolo, non si può tornare indietro, né essi troveranno, al di fuori di Lui, alcuno che li protegga.” (C.13:11)

“Coloro che restano fedeli al Suo cammino, sono guidati sulla retta via, mentre coloro che persistono nel negarlo e vivono in maniera peccaminosa avranno i loro cuori sigillati contro la fede.” (C. 2:7, 2:26, 4:155, 6:102)

“Allah non costringe a credere e lascia la gente libera di credere o di non credere” (C. 6:35, 16:9)

“Chiunque avrà fatto del bene pari al peso di un atomo avrà la sua ricompensa e chiunque avrà fatto del male pari al peso di un atomo ne affronterà le conseguenze.” (C.99:7-8)

Come vedete chiunque può trovare qualcosa nel Corano che corrobori le sue preferenze in questo sfuggente dilemma sul concetto Islamico di predestinazione (jabr) e libero arbitrio (Ikhtyar).

La maggior parte dei Musulmani moderni tendono ad orientarsi verso il libero arbitro dell’uomo ma la loro opinione è drasticamente in contrasto con molti versi del Corano che sostengono in maniera allarmante che le decisioni di Allah sono completamente arbitrarie.

“Allah cancella quello che vuole e conferma quello che vuole” (C.3:39)

“Allah ha il potere sopra ogni cosa.” (C.3:159)

Sono molti i versi che confermano l’idea di un Allah dispotico che non aderisce a nessuna norma di condotta, e di conseguenza le sue azioni sono capricciose ed imprevedibili.

“Se Allah lo avesse voluto vi avrebbe resi parte di una sola nazione. Ma Egli svia coloro che Egli vuole e guida coloro che Egli vuole. Ma certamente sarete chiamati a dar conto di tutte le vostre azioni.” (C.16:93)

Qui Allah ha nuovamente il comando sulla libertà decisionale delle persone. Quindi non chiaro è come le persone possano essere responsabili delle loro azioni se è Allah che sceglie chi guidare e chi no. Lo stesso concetto è contenuto nel verso seguente.

“E’ lo stesso per loro, che tu li avverta oppure no, essi non crederanno. Allah ha posto un sigillo sul loro cuore.” (C.2:6-7)

Il verso soprastante rende inutile l’intera idea di ufficio profetico. Se Allah ha posto un sigillo sul cuore di alcune persone e quindi avvertirle o non avvertirle non fa differenza, allora che senso ha inviare dei messaggeri? Non ha semplicemente senso che un Dio saggio sigilli il cuore delle persone e mandi messaggeri a guidarli sapendo che non saranno guidati a causa della sua “operazione chirurgica” sui loro cuori.

“Chiunque Allah guidi, è giustamente guidato, e chiunque viene da Lui sviato, costoro sono i perdenti! Abbiamo creato per la Gehenna molti jinn e uomini…” (C.7:178-179)

Qui è ancora una volta Allah che guida o svia la gente. Ma questo verso si spinge ancora più in là. Da l’impressione che Allah abbia deliberatamente creato alcuni jinn e uomini per guidarli di proposito lontano dal giusto sentiero per poterli usare come combustibile per la Geenna (l’Inferno). E per essere sicuri di non aver frainteso il concetto, vediamo ancora questi altri versi:

“Forse desideri guidare colui che Allah ha sviato? Chi viene guidato lontano da Allah, non troverai nessuna strada per lui.” (C.4:88)

“Se Allah lo avesse voluto egli avrebbe fatto dell’umanità una sola nazione, ma loro continuano nelle loro differenze, eccetto per coloro di cui il vostro Signore ha pietà. A questo scopo, Egli li ha creati e la parola del vostro Signore è perfettamente realizzata: ‘Certamente io riempirò la Geenna con jinn ed uomini all’unisono.” (C.11:118-119)

“Allah svia chiunque desidera e guida chiunque desidera.” (C.14:4)

“Perché Allah lascia che siano perduti chiunque Egli voglia, e guida chiunque Egli voglia. Quindi non lasciare che la tua anima cerchi (vanamente) di singhiozzare dietro a loro: perché Allah ben conosce tutto quello che fanno!” (C.35:8)

“…e quindi Allah lascia che siano perduti chiunque Egli desidera, e guida chiunque Egli desidera.” (C.74:31)

“Presso Allah è l’argomento che vi conduce a casa: se fosse stata questa la Sua volontà, Egli avrebbe invero potuto guidarvi tutti.” (C.6:149)

Predestinazione nelle Hadith

Vi sono molte Hadith che ratificano il concetto di predestinazione.

Sahih Muslim Libro 33, Numero 6392:
Narrato da Hudhayfah ibn Usayd:
L’Apostolo di Allah (che la pace sia su di lui) disse: “Quando una goccia di (sperma) rimane all’interno del ventre per quaranta o cinquanta (giorni), o per quaranta notti, un angelo scende e dice; ‘Mio Signore, sarà egli buono o malvagio?’ Ed entrambe queste cose vengono scritte. Quindi l’angelo dice: ‘Mio Signore, sarà questi maschio o femmina?’ Ed entrambe queste cose vengono scritte. Ed i suoi gesti ed azioni, la sua morte, la sua vita; anche questo viene registrato. Quindi il documento del suo destino viene arrotolato e non vi saranno aggiunte o decurtazioni da esso.”

Se ogni aspetto della vita di un individuo è già stabilito nei minimi particolari così come riporta questa hadith, non è per niente chiaro dove sia il libero arbitrio e perché qualcuno debba essere punito per aver fatto qualcosa di sbagliato, se era destinato a farlo prima ancora di nascere.

Ad ogni modo, questa Hadith contiene altri errori ed è scientificamente scorretta. Il sesso di un feto non è determinato quaranta o cinquanta giorni dopo il suo concepimento. Alcuni spermatozoi trasportano il cromosoma X ed altri un Y. Il sesso del bambino dipende da quale di questi si unisce all’ovulo. Per altro i con l’aiuto di un dottore attraverso vari metodi scientifici genitori attraverso possono scegliere il sesso del bambino scegliendo gli spermatozoi che trasportano il cromosoma giusto. Quindi gli uomini possono cambiare quello che Maometto pensava fosse predestinato ed immutabile. Questa è un’altra delle tante contraddizioni presenti nel Corano.

In un’altra Hadith apprendiamo che Allah ha già creato l’Inferno e il Paradiso ed i loro rispettivi inquilini.

Sahih Muslim Libro 33, Numero 6435:
Narrato da Aisha:
Un bambino morì ed io dissi: “Vi è felicità per questo bambino che è un uccello tra gli uccelli del Paradiso. Allora l’Apostolo di Allah (che la pace sia su di lui) disse: ‘Non sai che Allah ha creato il Paradiso e l’Inferno ed ha creato gli abitanti di questo (Paradiso) e quelli di quest’altro (Inferno)?’”

Questa Hadith lascia intendere che il bambino non va automaticamente in paradiso perché era solo un bambino e non ha commesso peccati. Che vada in paradiso o meno dipende dal fatto di essere stato creato come abitante del paradiso o dell’inferno. A quanto pare il concetto di predestinazione così come è spiegato dall’Islam incarna un’ingiustizia  che non era sfuggita nemmeno ai contemporanei del profeta.

Sahih Muslim Libro 33, Numero 6406:
Narrato da Imran ibn Husayn:
Abul Aswad riporta che Imran mi chiese: “Qual è la tua idea su ciò che le persone fanno oggi nel mondo, e si sforzano, è forse qualcosa già decretato per loro o predestinata per loro oppure il loro destino nell’Aldilà sarà conseguenza del fatto che i loro Profeti hanno mostrato loro degli insegnamenti che essi non hanno seguito?” Io dissi: “Naturalmente, è qualcosa che è stato predeterminato per loro e prestabilito. Egli (continuò e) disse: “Allora, non sarebbe forse un’ingiustizia (il punirli)?” Mi sentii grandemente turbato per questo, e dissi: “Tutto è creato da Allah e giace in Suo Potere. Egli non sarà messo in discussione per ciò che Egli fa, invece saranno loro ad essere messi in discussione.” Allora egli mi disse: “Che possa Allah avere pietà di te, volevo soltanto chiedere questo per mettere alla prova la tua intelligenza.”

Questa reazione è tipica dei Musulmani quando gli vengono poste domande a cui non possono rispondere. Se qualcuno facesse una domanda riguardante uno dei tanti aspetti assurdi dell’Islam a cui i Musulmani non possono rispondere, nella migliore delle ipotesi l’unica risposta che si otterrebbe da loro sarebbe quella di essere ignorati.

L’idea che Dio controlli le menti dei suoi soggetti, ispirando in essi il peccato o la pietà e quindi punendoli o ricompensandoli per ciò che non è sotto il loro controllo è chiaramente, innegabilmente ed assolutamente ingiusta. Ma quando chi dubita di ciò dice quello che pensa, ne subisce lo scotto e di fronte alla umma deve cambiare il suo atteggiamento per non essere definito apostata e subirne le conseguenze.

Sahih Muslim Libro 33, Numero 6406:
“Due uomini della tribù di Muzaynah si recarono dall’Apostolo (PBUH) e dissero: ‘Apostolo di Allah, qual é la tua opinione? Ciò che le persone di questo mondo fanno, è qualcosa già deciso per loro, qualcosa di predestinato? E il loro destino nell’Aldilà è determinato dal fatto che i loro Profeti hanno portato loro degli insegnamenti che non hanno seguito e quindi meritano una punizione?’ Allora, egli disse: ‘Naturalmente, è un decreto del Destino ed è predestinato per loro, e questo è confermato da questo verso del Libro di Allah, l’Esaltato e il Glorioso: “Considerata l’anima e Colui che La ha resa perfetta, ed ha quindi soffiato al suo interno i suoi peccati e la sua pietà.” (91:8)’.”

Il verso 91:8 riferito da questa hadith afferma che è Dio che ispira nelle persone i peccati (fojur) e la pietà (taqva), che è in conformità con un altro verso del Corano che afferma chiaramente che tutte le cose giuste e sbagliate provengono da Allah.

“…Dovunque tu sia, la morte ti troverà, anche se sei in cima a torri costruite forti ed elevate!” Se del bene gli accade, essi dicono, “Questo viene da Allah”; ma se è del male, essi dicono, “Questo viene da te” (o Profeta). Di’: “Tutte le cose vengono da Allah.” Che cosa è mai successo a queste persone, che non sono in grado di capire un fatto così semplice? (C.4:78)

Sahih Muslim Libro 33, Numero 6407:
Narrato da Abu Hurayrah:
L’Apostolo di Allah (PBUH) disse: “Invero, una persona compie dei gesti per lungo tempo come le gesta delle Genti del Paradiso. Quindi i suoi gesti finiscono come quelli delle Genti dell’Inferno e, invero, una persona compie dei gesti per lungo tempo come le gesta delle Genti del Paradiso, quindi i suoi gesti finiscono come quelli delle Genti del Paradiso.”

Dio è il proprietario del suo universo, egli con esso può fare quello che vuole senza dover rispondere a nessun altro, proprio come chiunque può fare qualsiasi cosa con gli oggetti posseduti. Un giardiniere è libero di potare ogni albero, di spiantarlo e persino di tagliarlo e bruciarlo. Dal momento che ne è il proprietario le sue decisioni sono definitive e la sua volontà è legge. Ciononostante, a meno che non sia completante pazzo, le azioni del giardiniere sono prevedibili. Nessun giardiniere taglierebbe e brucerebbe gli alberi che producono buoni frutti, nutrirebbe gli alberi che producono frutti amari o distruggerebbe il suo giardino senza un motivo. Egli è libero di fare quello che vuole ma se è saggio seguirà le norme della logica e di conseguenza le sue azioni non saranno completamente imprevedibili.

Naturalmente Dio può fare quello che vuole. Egli non è legato a nessuna legge! Ma le norme del senso comune? Forse Dio non dovrebbe essere ragionevole nelle sue azioni? Non dovrebbero le sue gesta essere razionali? Perché un Dio giusto dovrebbe gettare all’Inferno una persona che non ha commesso alcun crimine e ricompensare chi non ha fatto nessun bene? Tutto ciò è contro ogni senso di giustizia come noi la conosciamo.

Sahih Muslim Libro 33, Numero 6416:
Narrato da Abdullah ibn Amr ibn al-‘As:
Ho udito l’Apostolo di Allah (PBUH) dire: “Allah ha ordinato i criteri (di uguaglianza) della creazione cinquantamila anni prima che Egli creasse i cieli e la terra, ed il Suo trono era sopra le acque.

Alcuni argomenti apologetici dei Musulmani moderni dicono questo: “l’idea che Allah abbia precognizione di tutto ciò che Lui ha creato e che gli eventi accadano esattamente sulla base di questo, non implica che gli esseri umani siano completamente privi della libertà d’azione. La pre-conoscenza di Dio è un fatto assodato, ma non deve essere interpretata nel senso della predestinazione, perché se così fosse dovremmo concepire l’eternità come un magazzino di eventi già scritti, che scendono uno per uno come i granelli di sabbia di una clessidra. Se consideriamo questa pre-conoscenza come specchio allora deprediamo il Creatore ed il Controllore di questo Universo della Sua attività creativa.”  Però questa visione contraddice il Corano e molte Hadith che affermano inequivocabilmente che il destino è predeterminato e non può essere cambiato.

Il Corano insegna che anche le potenzialità sono prefissate. Ad esempio se qualcuno nasce con un difetto fisico, è Dio che l’ha deciso per lui e nulla può cambiare ciò. Ciononostante, con l’avanzamento della tecnologia medica, molti difetti di nascita possono essere corretti. Alcune deficienze fisiologiche possono essere riparate anche quando un bambino deve ancora nascere. Dovremmo forse concludere che l’uomo cambia quello che Dio nel suo libro ha stabilito come immutabile?

Sahih Muslim Libro 33, Numero 6420:
Narrato da Abu Hurayrah:
I politeisti dei Quraysh ebbero una discussione con l’Apostolo di Allah (PBUH) riguardo al Destino e quindi questo verso venne rivelato: “Nel giorno in cui saranno trascinati nel Fuoco per i loro volti; assaggiate il tocco del Fuoco. Certamente, Noi abbiamo creato tutto secondo misura”.

Secondo Maometto anche gli incidenti sono l’opera di Dio. Se una persona commette un errore, ad esempio se al semaforo passa col rosso, e questo causa un incidente, siamo portati a pensare che sia questa persona il responsabile. Ma il profeta di Dio era solito credere che anche azioni simili fossero opera di Allah:

Sahih Muslim Libro 33, Numero 6441:
Narrato da Abu Hurayrah:
…e se qualsiasi cosa (in forma di problema) giunge a te, non dire: “Se non l’avessi fatto, questo e quest’altro non sarebbe accaduto”, ma di’ piuttosto: “Allah ha fatto ciò che era stato previsto da Lui”, e il tuo “se” apre le porte a Satana.

Gli uomini sono, di conseguenza, completamente subordinati al potere assoluto di Dio, non possono fare niente se Dio non lo vuole.

L’idea della predeterminazione è chiaramente espressa da una storia raccontata dal Corano (17:60-82). E’ la storia di Mosé che incontra Khidhr, un uomo più saggio di lui. Mosé accompagna Khidhr per cercare l’illuminazione e rimane confuso quando Khidhr, insieme ad altre bizzarre azioni, uccide un ragazzo innocente. Quando gliene viene chiesta la ragione Khidhr spiega che quel ragazzo sarebbe cresciuto per diventare una persona ribelle ed ostinata, tormentando i suoi pii genitori. Così l’ha ucciso per risparmiare ai suoi genitori un futuro d’angoscia per avere un figlio infedele.

Quindi il ragazzo è stato punito per un crimine che non aveva ancora commesso. Questa storia dissipa ogni possibilità che il ragazzo avesse potuto scegliere di diventare una brava persona. Il che solleva la domanda, che se il suo destino era predeterminato e l’unico modo di salvare i suoi genitori dal tormento causato dal suo cattivo comportamento futuro era di ucciderlo prima di crescere, perché dunque Dio ha scelto di crearlo? E perché Dio non uccidete tutte le persone che sa che commetteranno terribili peccati in qualche momento del futuro? Non sarebbe meglio se Dio uccidesse tutti i bambini quando nascono se sa che da grandi diventeranno infedeli (cito il caso peggiore, il crimine più orrendo per i musulmani)? Perché non risolve il loro destino quando sono ancora un feto di 40 giorni?

La Hadith seguente è una conferma ai versi sopraccitati.

Sahih Muslim Libro 33, Numero 6434:
Narrato da Ubayy ibn Ka’b:
L’Apostolo di Allah (che la pace sia su di lui) disse: “Il giovane che Khadir ha ucciso era un infedele per sua natura e se fosse sopravvissuto avrebbe coinvolto i suoi genitori nel tradimento e nell’infedeltà”.

Precedente Svelare la verità dietro la jihad Successivo Lista delle uccisioni ordinate o sotenute da Maometto

Lascia un commento

*