Non solamente un peccato: nell’islam l’omosessualità è un reato grave

La Sharia (legge islamica) distingue i reati in due categorie principali: quelli contro Dio e quelli contro l’uomo. I reati contro Dio sono detti hadd, che letteralmente significa “limite”, proprio perché oltrepassano quei limiti imposti da Allah. Nel diritto musulmano (fiqh), gli hudud sono invece le pene legali prescritte da Allah stesso per i reati di hadd. Si tratta di pene molto severe per lo più corporali che arrivano sino alla condanna a morte e non possono essere negoziate: quando c’è un colpevole di un “reato grave” Allah ha già decretato per lui il tipo di condanna, per cui nessun essere umano può rifiutarsi di applicarla.

Nell’islam i crimini sono contro Dio, e non “contro natura”, perché è Dio che definisce ogni norma e non la natura.

In questo articolo ci concentreremo sull’omosessualità ma rientrano tra i reati di hadd anche il furto (sariqa), l’apostasia (irtidad), il brigantinaggio (qat’ al-tariq), il consumo di vino (sharb al-khamr), l’omicidio (qatl) la ribellione, per esempio contro il Califfo o lo stato islamico, l’adulterio (zina) etc…

Come si è detto il reato hadd è un reato contro Dio ed è per questo motivo che la grande severità delle pene previste non ha uno scopo riparativo ma piuttosto quello di un freno, per cui le pene devono essere applicate senza alcuna compassione e pubblicamente:

“non vi impietosite [nell’applicazione] della Religione di Allah, se credete in Lui e nell’Ultimo Giorno, e che un gruppo di credenti sia presente alla punizione.” (Corano 24:2)

Il termine con cui viene designata l’omosessualità è fahisha, termine utilizzato anche per altre azioni turpi principalmente legate alla sessualità (3:135; 7;28; 17:32; 27:54; 29:28).

Nel Corano il tema dell’omosessualità è evocato principalmente in relazione alla storia di Lot:

E quando Lot disse al suo popolo: “Vorreste commettere un’infamità che mai nessuna creatura ha mai commesso? Vi accostate con desiderio agli uomini piuttosto che alle donne. Sì, siete un popolo di trasgressori”. E in tutta risposta il suo popolo disse: “Cacciateli dalla vostra città! Sono persone che vogliono esser pure!”. E Noi salvammo lui e la sua famiglia, eccetto sua moglie, che fu tra quelli che rimasero indietro. Facemmo piovere su di loro una pioggia… (7:80-84)

E quando Lot disse al suo popolo: “Davvero commettete una turpitudine che mai nessuno al mondo ha commesso prima di voi. Concupite i maschi, vi date al brigantaggio e perpetrate le azioni più nefande nelle vostre riunioni”. La sola risposta del suo popolo fu: “Attira su di noi il castigo di Allah, se sei uno che dice il vero!”. (29:28-29)

[E ricorda] Lot, quando disse al suo popolo: “Vi darete alla turpitudine pur riconoscendola? Vi accosterete agli uomini piuttosto che alle femmine, per placare il vostro desiderio? Siete davvero un popolo ignorante”. (27:54-55)

E a Lot demmo saggezza e scienza e lo salvammo dalla città in cui si commettevano turpitudini: in verità erano un popolo malvagio e perverso; (21:74)

Tra tutte le creature bramerete i maschi, lasciando da parte le spose che il vostro Signore ha creato per voi? Ma voi siete un popolo di trasgressori!”. (26:165-166)

Con poche eccezioni, tutti gli studiosi della Sharia interpretano l’attività omosessuale come un peccato e un reato da dover punire.

Dato che il Corano non precisa quale punizione infliggere agli omosessuali, per cercare di capire quali pene hudud debbano essere applicate i giuristi islamici si basano sulle raccolte di hadith (fatti e detti di Maometto) e sulla sira (biografia ufficiale di Maometto):

È stato narrato da Abdul- Aziz bin Muhammad, da Amr bin AN ‘Amr, da Ikrimah, da Ibn Abbas che disse: “Il messaggero di Allah disse: “Chiunque di voi trovi qualcuno intento a fare ciò faceva la gente di Lot, uccida la persona che lo fa e colui a cui viene fatto”.”. (Sunan Abu Dawood Book 40 Hadith 4472)

È stato narrato da ibn Juraij: “Ibn Khuthaim mi informò, disse: “Ho sentito Saeed bin Jubair e Mujahid raccontarlo da ibn Abbas, a proposito di un uomo che non si era mai sposato e che veniva trovato a commettere le azioni della gente di Lot. Disse “deve essere lapidato”.”. (Sunan Abu Dawood Book 40 Hadith 4448)

(Commento di Abu Dawud: alla luce di queste due narrazioni, la sentenza può essere eseguita per lapidazione o tramite spada).

Esiliare i peccatori e gli uomini effeminati.
Narrò Ibn Abbas: il profeta malediva gli uomini effeminati e quelle donne che si comportavano come uomini. Disse anche: “Sfrattateli dalle vostre case”. Lui sfrattò questa e quella persona, e anche Umar cacciò questa e quella persona. (Sahih al-Bukhari Book 82 Hadith 820)

Tuttavia non c’è un consenso unanime tra i giuristi islamici, per cui ci sono scuole giuridiche che sanciscono la pena di morte ed altre che prevedono “solo” una punizione corporale. In linea generale c’è una concordanza sul fatto che, in special modo quando reiterata e il colpevole è sposato, l’omosessualitá debba essere punita con la morte. In base alla giurisprudenza di alcune scuole, nel caso dell’omosessualitá tra uomini (liwat) il partner passivo deve essere condannato a morte a prescindere se è sposato oppure no. Per quanto riguarda l’omosessualità femminile (sihaq), alcuni hanno sostenuto che, poiché non c’è penetrazione, gli atti omosessuali femminili dovrebbero essere puniti meno severamente, ad esempio Corano 4:15 ci dice che se si dispone di quattro testimoni, di rinchiudere in casa fino alla morte.
La scuola Hanafi ritiene che nessun musulmano possa essere condannato alla pena di morte anche se omosessuale (i non-musulmani sì), perché in base all’hadith su cui si basano (Sahih al-Bukhari, Volume 9, Libro 83, Numero 17) il sangue musulmano può essere versato solo per adulterio, apostasia e omicidio. Differentemente la scuola Hanbali deduce che la sodomia è una forma di adulterio per cui deve essere punita allo stesso modo tramite la pena capitale. [1] Anche i metodi con cui uccidere coloro che commettono atti omosessuali variano: per alcuni i responsabili devono essere lapidati da una folla di musulmani [2], per altri giuristi musulmani debbono essere gettati dai tetti. [3] La scuola malakita prevede la pena di morte se l’imputato è colpevole ma da la possibilità al  partner attivo di pentirsi. La pena di morte è prevista anche dalla scuola hanbalita, con la differenza che quest’ultima non distingue tra il penetratore e il penetrante nel rapporto sessuale anale dello stesso sesso. [4]

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1. Wayne Dynes, Encyclopaedia of Homosexuality, New York, 1990.
2. The Hudud: The Hudud are the Seven Specific Crimes in Islamic Criminal Law and Their Mandatory Punishments, 1995 Muhammad Sidahmad.
3. Stonebanks, Christopher Darius (2010). Teaching Against Islamophobia. p. 190.
4. Islam and homosexuality, Vol. 1, Samar Habib, pag. 211.

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