Mâriya la schiava sessuale di Maometto

Quanto segue è il racconto della scandalosa relazione di Maometto con Mâriya, la Copta che faceva la governante per una delle mogli del profeta. Maometto giacque con lei senza troppe cerimonie, fatto che causò una notevole ribellione tra le sue mogli e che venne (ma guarda un po’!) risolto mediante un intervento divino. Questa storia è registrata in Hadith autentiche (sahih) ed è riportata da ‘Umar.

Questa Hadith descrive la ragione della rivelazione del verso 66:4 del Corano. Il verso riporta:

“E se vi volgerete in pentimento verso Lui, i vostri cuori saranno invero inclinati in tal modo; ma se vi sosterrete le une con le altre contro di Lui [Maometto], invero Allah sarà il suo Protettore, e così Gabriele, ed (ogni) giusto tra coloro che credono, – ed infine, gli angeli – (lo) aiuteranno.” (C.66:4)

Maometto mogli schiava

‘Umar spiega che queste due donne erano Hafsa ed Aisha, che divennero irrispettose verso il profeta causandogli sofferenza al punto da fargli considerare l’idea di divorziare da tutte le sue mogli. Nell’hadith qui di seguito vi è narrata l’intera storia:

Sahih Bukhari Volume 3, Libro 43, Numero 648
Narrato da ‘Abdullah bin ‘Abbas:
Ero impaziente di chiedere ad ‘Umar delle due tra le mogli del Profeta riguardo a ciò che Allah disse (nel Corano): “Se voi due [le mogli del profeta, precisamente Aisha ed Hafsa] vi volgerete in pentimento ad Allah i vostri cuori saranno invero inclinati in tal modo [opposti a ciò che il Profeta desidera] (66:4), fino a quando non effettuai lo Haji assieme con ‘Umar (e sulla strada di ritorno dall’Haji) egli si allontanò (per rispondere al richiamo della natura) ed io venni con lui trasportando un canestro pieno d’acqua. Quando ebbe terminato e fu di ritorno, versai dell’acqua sulle sue mani ed egli effettuò l’abluzione. Dissi, “O capo dei credenti! Chi erano le due tra le mogli del Profeta di cui Allah ha detto: “Se voi due vi volgerete in pentimento”? (66:4)

Egli disse, “Sono stupito della tua domanda, O Ibn ‘Abbas. Esse erano Aisha ed Hafsa.”

Poi ‘Umar continua con la narrazione:

“Io ed un Ansari mio vicino della tribù di Bani Umaiya bin Zaid che eravamo soliti vivere in ‘Awali Al-Medina, eravamo soliti visitare a turno il Profeta. Egli vi si recava un giorno, ed io in un altro. Quando io mi recavo da lui gli portavo le notizie di ciò che era avvenuto quel giorno riguardo alle istruzioni e agli ordini e quando egli vi si recava, faceva lo stesso al posto mio. Noi, la gente dei Quraysh, eravamo soliti avere autorità sulle donne, ma quando ci recammo a vivere con gli Ansar, notammo che le donne Ansari erano loro ad avere autorità sui loro uomini, così che le nostre donne cominciarono ad acquisire le abitudini delle donne Ansari. Una volta gridai a mia moglie e lei mi ripagò allo stesso modo e io non apprezzai che lei potesse replicare. Lei disse, ‘Perché prendi a male il fatto che io ritorca quello che dici? Per Allah, le mogli del Profeta si ritorcono contro di lui, ed alcune di loro non parlano con lui per tutto il giorno fino alla notte.’ Quello che mi aveva detto mi spaventò e le dissi, ‘Chiunque fra di loro [le mogli del Profeta] si comporta così, sarà tra i perdenti [cioè i dannati].’ Quindi mi vestii e mi recai da Hafsa e le chiesi, ‘E’ vero che fra di voi vi è chi fa arrabbiare l’Apostolo di Allah per tutto il giorno fino alla notte?’ Lei mi rispose affermativamente. Io dissi. ‘Costei è una persona rovinata e perdente (e non avrà mai successo)! Non teme forse che Allah si possa adirare per l’ira dell’Apostolo di Allah e che sia rovinata? Non chiedete troppo all’Apostolo di Allah, e non ritorcetevi contro di lui in nessun caso, e non disertatelo. Chiedi a me quello che preferisci, e non essere tentata di imitare la tua compagna [Aisha] nel suo comportamento verso il Profeta, perché lei è più bella di te, ed è più cara all’Apostolo di Allah.

In quei giorni girò voce che Ghassan (una tribù che vive in Sham) stava preparando i suoi cavalli per invaderci. Il mio compagno andò (dal Profeta) nel giorno del suo turno, andò e ritornò a noi di notte e bussò violentemente alla mia porta, chiedendo se stessi dormendo. Ne fui spaventato (dal violento bussare) e uscii per incontrarlo. Egli disse che un grande evento era accaduto. Io gli chiesi, “Di cosa si tratta? Forse i Ghassan sono giunti?” Egli rispose che era ben più serio e peggiore di ciò, ed aggiunse che l’Apostolo di Allah aveva divorziato da tutte le sue mogli. Io dissi, “Hafsa è una perdente in rovina! Temevo che sarebbe successo un giorno.” Così mi vestii ed offrii la preghiera Fajr assieme al Profeta. Quindi il Profeta entrò in una stanza al piano superiore e rimase colà da solo. Mi recai da Hafsa e la trovai in lacrime. Le chiesi, “Perché stai singhiozzando? Non ti avevo forse avvertita? Forse l’Apostolo di Allah ha divorziato da tutte voi?” Lei rispose, “Non lo so. Egli è là, nella stanza superiore.” Quindi uscii e giunsi fino al pulpito dove trovai un gruppo di persone attorno ad esso ed alcune di loro erano in lacrime. Allora mi sedetti con loro per qualche tempo, ma non potevo sopportare la situazione. Così mi recai nella stanza superiore dove era il Profeta e chiesi ad un suo schiavo nero: “Otterrai il permesso (dell’Apostolo di Allah) per Umar (per entrare)?” Lo schiavo entrò, parlò con il Profeta di questo ed uscì dicendo, “Ti ho menzionato a lui ma non ha risposto.” Così uscii, ed andai a sedermi con la gente che era seduta presso il pulpito, ma non potevo sopportare la situazione, così tornai nuovamente dallo schiave e dissi: “Otterrai il permesso per Umar?” Egli andò e mi riportò la stessa risposta di prima. Quando stavo per andarmene, meraviglia, lo schiavo mi chiamò dicendo, “L’Apostolo di Allah ti concede il suo permesso.” Così entrai dal Profeta a lo vidi giacere su una stuoia non matrimoniale, e la stuoia aveva lasciato il suo segno sul corpo del Profeta, ed egli era appoggiato ad un cuscino di cuoio imbottito. Lo salutai e mentre ero ancora in piedi, dissi: “Hai forse divorziato dalle tue mogli?” Egli alzò i suoi occhi a me e rispose negativamente. E mentre ero ancora in piedi, dissi: “Ascolterai ciò che ho da dire, o Apostolo di Allah! Noi, le genti dei Quraysh eravamo soliti avere autorità sulle nostre donne (mogli), e quando giungemmo presso gli Ansari le cui donne avevano autorità su di loro…”

‘Umar mi disse l’intera storia (riguardo a sua moglie). “Al che il Profeta sorrise.” ‘Umar aggiunse, “Quindi dissi, sono andato da Hafsa e le ho detto: ‘Non essere tentata di imitare la tua compagna (Aisha) perché lei è più bella di te e più benvista dal Profeta.’ Il Profeta sorrise di nuovo. Quando lo vidi sorridere, mi sedetti e gettai uno sguardo alla stanza, e per Allah, non potevo vedere niente di importante se non corteccia d’albero. Dissi (all’Apostolo di Allah) “Invoca Allah per rendere i tuoi seguaci prosperi, perché i Persiani e i Bizantini sono stati resi prosperi e gli sono stati consegnati lussi mondani, anche se non adorano Allah.” Il Profeta si stava appoggiando (e nell’udire il mio discorso si sedette diritto) e disse, ‘O Ibn Al-Khattab! Hai forse dubbi (sul fatto che l’Aldilà sia migliore di questo mondo)? Queste persone hanno avuto ricompense solo per le loro buone gesta in questo mondo.’ Chiesi al Profeta: ‘Per favore chiedi il perdono di Allah su di me.” Il Profeta non era andato dalle sue mogli a causa del segreto che Hafsa aveva rivelato ad Aisha, ed egli disse che non sarebbe andato da loro per un mese in quanto era adirato con loro quando Allah lo ammonì (a causa del suo giuramento che non si sarebbe avvicinato a Mâriya). Quando ventinove giorni furono passati, il Profeta andò da Aisha per prima. Ella gli disse, ‘Hai fatto giuramento di non venire a noi per un mese, e oggi solo ventinove giorni sono passati, avendoli io contati uno per uno.’ Il Profeta disse, ‘Anche il mese è di ventinove giorni.’ Quel mese consisteva infatti di ventinove giorni. Aisha disse, ‘Quando venne rivelata la Divina rivelazione della Scelta, il Profeta cominciò con me, dicendomi, ‘Voglio dirti qualcosa, ma non devi affrettarti a darmi una risposta fino a quando non ti sarai consultata con i tuoi genitori.’ Aisha sapeva che i suoi genitori non le avrebbero consigliato di separarsi dal Profeta. Il Profeta disse che Allah aveva detto:

“O Profeta! Di alle tue mogli; se voi desiderate la vita di questo mondo ed il suo luccichio, …allora venite! Farò provviste per voi e vi libererò in maniera maestosa. Ma se cercate Allah ed il Suo Apostolo, e la Casa dell’Aldilà, allora Invero, Allah ha preparato per gli operatori di bene fra di voi una Grande Ricompensa.” (Corano 33:28) Aisha disse, ‘Anche io devo consultarmi con i miei genitori riguardo a questo? Invero preferisco Allah, il Suo Apostolo, e la Casa dell’Aldilà.’ Dopo di ciò il Profeta permise alle altre mogli di scegliere ed anche desse diedero la stessa risposta che aveva dato Aisha.

Questa Hadith è significativa in quanto contiene alcuni importanti dettagli storici. Per prima cosa rivela, per stessa ammissione di ‘Umar, che “le donne Ansari avevano autorità sui loro uomini”. Anche se questa fosse un’esagerazione è chiaro che le donne di Medina avevano più diritti e autorità della loro controparte Quraysh. Le mogli di ‘Umar e di Maometto avevano una cultura emancipata e stavano cominciando ad esercitare la loro relativa libertà. Questo atteggiamento, naturalmente, non andava a genio agli uomini misogini di Mecca, in questo caso a ‘Umar e Maometto, e come questa Hadith dimostra essi erano adirati per l’atteggiamento di eccesso di libertà e per la ribellione delle loro mogli.

L’importanza di questa Hadith sta nel fatto che dimostra come le donne, prima dell’Islam, avessero molta più libertà e che questa gli fu tolta da Maometto e dai suoi misogini califfi. E’ chiaro quindi come il deplorevole stato delle donne nell’Islam non è il frutto di prescrizioni divine ma piuttosto il riflesso di come venivano trattate le donne a La Mecca millequattrocento anni fa.

Il fatto che vi sia così tanta enfasi nel Corano e nelle Hadith riguardo l’importanza dell’obbedienza delle donne verso i loro mariti è indicativo del desiderio dello stesso Maometto di controllare le sue mogli giovani e ribelli (Vedere C.4:34).

L’altro aspetto importante dell’Hadith è che rivela l’ennesimo scandalo sessuale del profeta. Dapprima mi limiterò a raccontarlo, dopodiché fornirò le citazioni che provano quanto affermo.

Un giorno Maometto si recò in casa di sua moglie Hafsa, la figlia di ‘Umar, e trovò attraente la sua governante Mâriya. Maometto, con una scusa, mandò Hafsa a casa di ‘Umar, dicendole che suo padre voleva vederla. Quando Hafsa si allontanò, Maometto portò a letto Mâriya ed ebbe un rapporto sessuale con lei. Nel frattempo Hafsa, che aveva scoperto che suo padre non la stava cercando, tornò a casa molto prima del previsto e trovò il suo illustre marito a letto con la sua governante.

Hafsa si adirò e dimenticandosi dello status di suo marito cominciò a gridare provocando uno scandalo. Il profeta la pregò di calmarsi e le promise che non avrebbe mai più giocato con Mâriya e la implorò di non rivelare questo segreto a nessun altro.

Ma nonostante le raccomandazioni di Maometto, Hafsa non riuscì a controllarsi e raccontò tutto ad Aisha che a sua volta si ribellò contro il Profeta assieme alle altre mogli, causandogli una notevole sofferenza e preoccupazione. Così il profeta, pressato dalle loro proteste, giurò di separarsi da Mâriya e allo stesso tempo di punirle promettendo di non fare sesso con loro per un mese intero.
Privare le proprie mogli del sesso è il secondo grado di punizione raccomandato dal Corano: Il primo è l’ammonizione e il terzo è picchiarle. (C.4:34)

Naturalmente quando un uomo promette ad alcune mogli di privarle del sesso, esso, in una società dove vige la poligamia, quando presenti può soddisfare se stesso con le altre mogli. Ma Maometto si fece scappare il giuramento di non dormire con nessuna moglie (e di non farlo nemmeno con Mâriya). Questo evidentemente sarebbe stato troppo arduo per l’amato messaggero di Dio, quindi Allah, nella sua indulgenza, venne in aiuto del suo profeta e rivelò la Surah Tahrim (Bandire). In questa Surah Allah rimprovera Maometto per essere stato troppo duro verso se stesso e per essersi privato di ciò a cui teneva veramente e che gli era stato reso lecito (il fare sesso con chi desiderasse), soltanto per calmare le acque.

Questo è il testo della Surah Tahrim (C.66:1-5)

1. O Profeta! Perché hai bandito (per te stesso) ciò che Allah ha reso lecito per te, cercando di accontentare le tue mogli? Ed Allah è Perdonatore, grandemente Misericordioso.
2. Allah ha già effettuato per voi (O uomini), la dissoluzione dei vostri giuramenti. Ed Allah è il vostro Maula (Signore, o Padrone, o Protettore, ecc.) e Lui è Onnisciente, grandemente Saggio.
3. E (ricordate) quando il Profeta (SAW) confidò un argomento in confidenza con una delle sue mogli [Hafsa], così che quando lei lo disse [ad un’altra moglie, cioè ad Aisha], ed Allah glielo fece sapere, egli informò una parte di loro e lasciò un’altra parte. Quindi quando egli gliene parlò [ad Hafsa], lei disse: “Chi ti ha detto questo?” Egli disse: “Colui che Tutto Sa, l’Onnisciente me lo ha detto”.
4. “E se voi due vi volgerete in pentimento verso Lui, i vostri cuori saranno invero inclinati in tal modo; ma se vi sosterrete le une con le altre contro di Lui [Maometto], invero Allah sarà il suo Protettore, e così Gabriele, ed (ogni) giusto tra coloro che credono, – ed infine, gli angeli – (lo) aiuteranno.”
5. Potrà essere che voi (tutte) divorziate da lui, che il suo Signore gli darà al vostro posto, mogli migliori di voi, Musulmane (che si sottomettano ad Allah), credenti, obbedienti ad Allah, rivolte ad Allah sinceramente, digiunanti od emigranti, precedentemente sposate o vergini.”

Commento:

Nonostante Maometto avesse dato la sua parola ad Hafsa di non aver rapporti con la sua governante, non si è mostrato in grado di resistere alla tentazione. Specialmente dopo aver fatto un altro giuramento, quello di non dormire con nessuna delle sue mogli. Era una situazione difficile e nessuno se non Allah poteva aiutarlo. Beh, niente è impossibile quando sei il profeta di Allah. Lascia tutto nelle mani dell’Onnipotente e fa che sia lui ad occuparsene!
Ed è esattamente quello che è successo. Allah stesso è intervenuto e gli ha dato il disco verde per seguire il desiderio del suo “cuore”. Nella Surah Tahrim Dio da licenza al suo amato profeta di farsi le sue scappatelle senza rendere conto alle proprie mogli. Cosa può desiderare di più un profeta? Allah era così preoccupato delle necessità carnali di Maometto che ha persino permesso a TUTTI GLI UOMINI di rompere i loro voti come ricompensa. Alhamdulilah! AllahuAkbar! Subhanillah. Non è fantastico questo Allah?

E’ anche degno di nota il fatto che Maometto quando venne a sapere che Hafsa aveva rivelato il segreto ad Aisha, le mentì inventandosi che era stato Allah ad averglielo detto (versetto n.3) mentre invece l’aveva appreso da Aisha. Ma naturalmente Maometto non è l’autore del Corano. E’ Allah stesso che sta mentendo per il suo profeta.

In risposta ai versi qui riportati, Aisha, che non solo era giovane e bella ma anche molto intelligente, si dice che abbia detto a Maometto, “Il tuo Dio invero è rapido nel venire in tuo aiuto!” (Sahih Muslim V8N3453).


La storia sopra riportata deve avere imbarazzato notevolmente i seguaci di Maometto, anche se erano soliti ingoiare senza riflettere tutto quello che egli gli raccontava. Così crearono altre Hadith per spiegare questi versi del Corano che ‘Umar aveva già spiegato.

Sahih Muslim Libro 9, Numero 3496:
Aisha (che Allah sia compiaciuto di lei) narrò che l’Apostolo di Allah (che la pace sia su di lui) era solito passare del tempo con Zainab la figlia di Jahsh e bere vino in casa sua. Lei (Aisha) disse: “Io ed Hafsa fummo d’accordo che la prima che l’Apostolo di Allah (che la pace sia su di lui) avrebbe visitato doveva dire: ‘ho notato che hai su di te l’odore del Maghafir (gomma di mimosa).’ Egli (il Santo Profeta) visitò una di loro ed ella gli disse questo, al che egli disse: ‘Ho preso del miele in casa di Zainab bint Jahsh e non lo farò nuovamente.’ Fu allora (che il seguente verso venne rivelato): ‘Perché hai bandito (per te stesso) ciò che Allah ha reso lecito per te… (fino a) …se voi due [Aisha ed Hafsa] vi volgerete in pentimento verso Lui… (fino a) …e quando il Profeta (SAW) confidò un argomento in confidenza con una delle sue mogli”. Ciò si riferisce ad egli che disse: “Ma io ho preso del miele”.

Ed anche in Sahih Muslim Libro 9, Numero 3497.

L’esistenza delle Hadith sopraccitate e la loro differenza con quella narrata da ‘Umar rivelano un altro fatto, e cioè che i compagni di Maometto erano pronti a mentire (così come lo sono i Musulmani oggi) per preservare dal biasimo l’immagine del loro profeta. Sarebbe assurdo accettare la scusa dell’aver bevuto del miele per giustificare questi versetti. Primo, il miele non ha assolutamente un cattivo odore; secondo, è inconcepibile che un incidente così semplice come l’aver bevuto del miele potesse causare un simile turbamento nella casa del profeta al punto da pensare di divorziare da tutte le sue mogli o di punirle per un mese non dormendo presso di loro. Potrebbe forse un incidente così insignificante come bere del miele provocare così tanto malcontento da scomodare il Creatore dell’Universo e fargli inviare un avvertimento alle mogli minacciandole di farle divorziare tutte, e che lui (Allah) avrebbe fornito al suo profeta nuove mogli vergini e fedeli? Questa spiegazione è assurda a meno che il miele non sia un modo metaforico per alludere a qualcos’altro che il Profeta trovò in Mâriya.

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