Maometto il profeta di ingiustizia

giustizia di Maometto

Umar, il secondo califfo dell’islam, è stato il tipico musulmano barbaro del suo tempo. Quando i musulmani invasero l’Egitto fece bruciare la biblioteca di Alessandria, la più grande e ricca del mondo antico, che conservava il sapere scientifico e letterario accumulato dall’uomo per secoli. Umar era un uomo violento e avaro di potere ed infatti il suo califfato fu caratterizzato da numerose conquiste armate che fecero cadere sotto il dominio islamico l’Egitto, Siria-Palestina, la Mesopotamia e la Persia occidentale. Fu uno degli uomini più vicini a Maometto sin dai primi giorni medinesi.

califfo umar
Indro Montanelli, Libro: L’Italia dei secoli bui.

In questo articolo riportiamo la vicenda di un crimine che Umar compì a sangue freddo per applicare una “giusta” e “fiera” punizione, con la quale Maometto, il cosiddetto profeta di giustizia e di equità dell’islam, nonché dono di Allah all’umanità, si disse d’accordo.

La storia andò come segue:

Durante i primi giorni medinesi, un muhajirun (musulmano di origine meccana) ed un ansari (ebreo medinese convertito all’islam) avevano bisogno di un giudice per una certa questione, quindi si rivolsero a Maometto.

La vicenda è spiegata nel tafsir di Ibn Kathir:

Al Bukhari (vol. 3 numero 2708) registrò che Urwah disse “Az-Zubayr litigò con un uomo di Medina (detto Ansari) riguardo un flusso d’acqua che entrambi usavano per l’irrigazione. Il messaggero di Allah disse a Az-Zubayr “O Zubayr! Irriga il tuo giardino per primo, e poi lascia scorrere l’acqua al tuo vicino”.

L’uomo Ansari si arrabbiò e disse “O Messaggero di Allah, è per caso per via del fatto che lui sia tuo cugino?”.

A quel punto la faccia del Messaggero di Allah cambiò colore per via della rabbia e disse: “Irriga il tuo giardino, o Zubayr, e trattieni l’acqua per te fino a quando raggiunge le mura che circondano le palme. Poi, fai scorrere l’acqua verso il tuo vicino”.
Prima di questo, Il Messaggero di Allah aveva giudicato in maniera generosa che poteva essere di beneficio sia ad Az-Zubayr che all’uomo Ansari. Az-Zubayr disse “penso che il versetto “No, per il tuo Signore, non saranno credenti finché non ti avranno eletto giudice delle loro discordie e finché non avranno accettato senza recriminare quello che avrai deciso, sottomettendosi completamente (4:65)” sia stato rivelato riguardo quel caso”.

L’Ansari rifiutava di accettare la decisione di Maometto ritenendolo schierano a favore di suo cugino Az Zubayr.

Riguardo a questo frangente, la versione di Damrah, registrata nel Tafsir di Al-Hafiz Abu Ishaq Ibrahim bin `Abdur-Rahman bin Ibrahim bin Duhaym, ci fornisce un particolare agghiacciante a completamento della vicenda:

Dhamrah riferisce che due uomini portarono il loro contenzioso dal Profeta, ed egli diede un giudizio che favoriva uno dei due aventi diritto. La persona che perse la disputa disse “Non sono d’accordo”. L’altra persona disse “Che vuoi fare allora?”. Lui disse “Andiamo da Abu Bakr As-Siddiq”. Andarono dunque da Abu Bakr e la persona che aveva vinto la disputa disse “Siamo stati dal profeta presentandogli il nostro problema e lui ha preso una decisione in mio favore”. Abu Bakr disse “Allora la decisione è quella che Maometto ha preso”. La persona che perse la disputa rigettò ancora la decisione e disse, “Andiamo da Umar bin Al-Khattab”. Quando andarono da Umar, la persona che vinse la disputa disse, “Abbiamo presentato il nostro contenzioso al Profeta e lui ha deciso in mio favore, ma quest’uomo si è rifiutato di sottomettersi alla sua decisione”. Umar bin Al-Khattab chiese al secondo uomo e questi confermò quanto riferito. Umar entrò nella sua abitazione da cui uscì tenendo in mano una spada. Con la propria spada colpì alla testa l’uomo che aveva rigettato la decisione di Maometto e lo uccise. Di conseguenza, Allah rivelò il 4:65.

Per un’azione così crudele quale punizione sarebbe stata giusta nei confronti di Umar?

giustizia di maometto

Cerchiamo di seguire cosa avvenne dopo il crimine di Umar. Maometto fu rattristato nel sentire ciò che accadde, tuttavia Umar era uno degli uomini a lui più fedeli, quindi non ritenne opportuno condannarlo secondo qaunto prescritto dal suo stesso Corano:

O voi che credete, in materia di omicidio vi è stato prescritto il contrappasso: libero per libero, schiavo per schiavo, donna per donna. E colui che sarà stato perdonato da suo fratello, venga perseguito nella maniera più dolce e paghi un indennizzo: questa è una facilitazione da parte del vostro Signore, e una misericordia. Ebbene, chi di voi, dopo di ciò, trasgredisce la legge, avrà un doloroso castigo. (2:178)

La vita del suo amico valeva più di più di quella degli altri uomini, per cui davanti agli occhi della gente ebbe difficoltà a decidere come comportarsi. Quindi, anche in questo caso cosa ci poteva essere di meglio della solita rivelazione divina per risolvere la magagna? Di seguito le perle coraniche venute in soccorso di Maometto:

Corano 4:65
No, per il tuo Signore, non saranno credenti finché non ti avranno eletto giudice delle loro discordie e finché non avranno accettato senza recriminare quello che avrai deciso, sottomettendosi completamente.

In altre parole con questo versetto Maometto ha detto:

“Dopotutto l’uomo ucciso da Umar non era musulmano. Se avesse avuto vera fede, avrebbe accettato la mia sentenza. Non accettandola ha dimostrato di essere un infedele.”

In quanto infedele la vita di quell’ansari non aveva lo stesso valore della vita di un musulmano. Per lui regola coranica “vita per vita” non è stata applicabile.

Capite? Questa è la logica di un uomo che si è presentato come il miglior esempio per l’umanità. Questa è la giustizia “di Allah” applicata per mezzo della Sua “migliore creatura”.

I musulmani ci tengono sempre a far notare che non si può capire il Corano senza guardare al contesto e alle ragioni che ci sono dietro le rivelazioni. Ebbene, noi abbiamo esposto l’episodio alla base delle succitate “rivelazioni”. Lasciamo al lettore la libertà di farsi un’idea alla luce del contesto, per giudicare se Umar e Maometto si sono comportati giustamente oppure ingiustamente.
Noi non vediamo molte alternative. Umar fu lasciato impunito dopo aver ucciso un uomo a sangue freddo. Maometto ha messo il suo timbro di approvazione sull’accaduto. Dal punto di vista della giustizia e della morale sia Maometto che Umar hanno toccano il fondo.

Si veda anche questo articolo:

http://islamicamentando.altervista.org/umar-ibn-khattab-ancora-volta-catalizzatore-rivelazioni/

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