Maometto, profeta da imitare in tutto e per tutto

Nell’Islam la Sunnah* è la seconda fonte della Legge Islamica dopo il Corano. Essa rappresenta un “complemento” del Corano e una sua manifestazione pratica.

Il Corano si occupa principalmente delle questioni generali e menziona i principi fondamentali su cui si basa la condotta di vita islamica. Il Corano è quindi più simile ad una costituzione che ad un libro di legge. I dettagli sono lasciati al profeta Maometto, anche quelli riguardanti l’esatta maniera in cui ogni musulmano deve comportarsi in ogni circostanza (riwayāt). Ciò viene dedotto dai seguenti Versetti:

“Egli è Colui che ha inviato tra gli illetterati un Messaggero della loro gente, che recita i Suoi Versetti, li purifica e insegna loro il Libro e la Saggezza” (62:2)

“E su di te (O Maometto) abbiamo fatto scendere il Monito (il Corano), affinché tu spieghi agli uomini ciò che è stato loro rivelato e affinché possano riflettervi.” (16:44)

“Avete nel Messaggero di Allah un bell’esempio per voi, per chi spera in Allah e nell’Ultimo Giorno e ricorda Allah frequentemente.” (33:21)

“In verità i vostri alleati sono Allah e il Suo Messaggero e i credenti che assolvono all’orazione, e pagano la decima prosternandosi con umiltà. E colui che sceglie per alleati Allah e il Suo Messaggero e i credenti, in verità è il partito di Allah che avrà la vittoria.” (5:55-56)

Inoltre, secondo i musulmani, il Corano ha ripetutamente ordinato di obbedire ad Allah, e seguire Allah significa seguire il Corano. Quindi, dato che lo stesso Corano ha ripetutamente ordinato loro di obbedire a Maometto, ne consegue che l’Islam ordini di seguire la Sunnah (3:31, 3:32, 33:36, 4:59-60, 26:110, 4:80, 26:110).

Sotto riportiamo un estratto di un’opera di Al-Gazali, Le perle del Corano, dove egli ci illustra fino a che punto Maometto dovrebbe essere imitato:

«Sappi che la chiave della felicità è seguire la sunnah e adeguarsi all’esempio dell’inviato di Dio in tutto ciò che ha fatto e ha detto, fin nei minimi particolari: come si muoveva e come stava fermo, come mangiava e come si comportava, come dormiva o parlava. E non mi riferisco soltanto ai comportamenti negli atti del culto (‘ibadat) poiché, relativamente ad essi, è inconcepibile essere trascurati nel seguire la sunnah, ma a tutti i gesti abitudinari della vita, che da essi risulta il perfetto adeguamento (al modo di essere del Profeta). Ha detto Iddio – sia lode a Lui! -: “Se veramente amate Dio, seguite me [qui si intende il Profeta] e Dio vi amerà” (3:31); e ancora: “Quel che vi darà il Messaggero, prendetelo, e quel che vi vieterà, astenetevene” (59:7). Perciò, stando seduto devi coprirti le brache e, stando in piedi, devi calzare il turbante; con la destra devi infilarti le scarpe e con la destra prendere il cibo; le unghie devono essere tagliate a cominciare dal dito indice della mano destra e l’anello deve essere infilato al pollice; per quanto riguarda il piede, bisogna cominciare (a tagliare le unghie) a partire dal mignolo destro e infìlare gli anelli (a partire) dal mignolo sinistro. Ciò vale per tutti i gesti che compi in movimento o da fermo.
Ricorda che Muhammad Ibn Aslam non mangiava cocomeri perché non gli era stato tramandato come li mangiasse l’inviato di Dio; e se qualche volta, per distrazione, si infilava le scarpe con la sinistra, faceva ammenda (donando ai poveri) un Kurr di grano. Non bisogna essere negligenti in queste cose e dire: Non hanno nulla a che fare con il culto! Oppure: Non ha senso seguirle!, ché, anzi. (la negligenza) ti chiude una delle porte della felicità.» **

Considerazione: A prima vista, l’imitazione “nei minimi dettagli” di quello che diceva e faceva Maometto, a noi non-credenti può sembrare semplicemente ridicola se non delirante, ma se si pensa a quante cose brutte ha detto e fatto il Profeta dell’Islam (ad esempio: quiqui e qui), soprattutto nei confronti di chi non era musulmano, questa prescrizione religiosa per noi infedeli rappresenta un serio motivo di pericolo.


* La “Sunnah del Profeta” comprende tre aspetti: 1) I detti di Maometto (hadith); 2) Le azioni di Maometto; 3) Le tacite approvazioni delle azioni realizzate in presenza di Maometto.

** L’affermazione di al-Ghazali sul metodo di indossare i pantaloni ed il turbante non è completamente corretta: nessun hadith affidabile prova che ci si debba sedere per indossare i pantaloni o stare in piedi mentre ci si lega il turbante.

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