Fu Maometto il mandante dell’omicidio del poeta Ashraf

assassino islam Maometto Ka’b bin al-Ashraf

Forse sono in pochi a sapere che Maometto, il profeta dell’islam, durante alcuni dei suoi ordini di uccidere gli oppositori permise di mentire per raggiungere l’obiettivo.

Qui di seguito riportiamo la storia dell’uccisione di Ka’b bin al-Ashraf, tratta da hadith classificati come sahih (veritieri).

Ka’b bin al-Ashraf era un giovane poeta di bell’aspetto, molto noto a Medina, figlio di una donna ebrea dei Banu Nadir. Visto ciò che capitò ai Banu Qaynuqa, diede voce all’opposizione e forse andò anche alla Mecca per capire cosa progettavano i Banu Quraysh e decidere quale atteggiamento adottare. Comunque, tornato a Medina, compose una serie di rime satiriche contro le donne musulmane, coprendole di ridicolo. Per queste ragioni Maometto ne ordinò l’uccisione.

Sahih Bukhari Volume 5, Libro 59, Numero 369:

Narrato da Jabir Abdullah:

Il Messaggero di Allah disse, ‘Chi è pronto ad uccidere Ka’b bin al-Ashraf? Ha proferito parole ingiuriose e ha danneggiato Allah e il Suo Apostolo.’ Maslamah si alzò e disse, ‘Vuoi che sia io ad ucciderlo?’ Il Profeta proclamò, ‘Si.’ Maslamah disse, ‘Quindi permettimi di mentire così che io sia in grado di ingannarlo.’ Maometto disse, ‘Puoi farlo.'”

Maslamah si recò da Ka’b e disse, “Quell’uomo (Maometto) pretende la Sadaqa (Zakat) [tassa] da noi, e ci ha creato problemi, ed io sono venuto per chiederti delle cose in prestito.” Al che Ka’b disse, “Per Allah, presto vi stancherete di lui!” Maslamah disse, “Così come l’abbiamo seguito finora, non lo abbandoneremo finché vedremo come sarà la fine. Ora vorremmo che tu ci prestassi il carico di cibo di uno o due cammelli.” Ka’b disse, “Si, ma dovrai impegnare qualcosa presso di me.” Maslamah e i suoi compagni dissero, “Che cosa vuoi?” Ka’b rispose, “Impegnate le vostre donne presso di me.” Essi dissero, “Come possiamo impegnare le nostre donne presso di te e tu essere il più nobile degli Arabi?” Ka’b disse, “Allora impegnate i vostri figli presso di me.” Essi dissero, “Come possiamo impegnare i nostri figli presso di te? In seguito verrebbero abusati dalla gente dicendo che tali e tali sono stati impegnati per un carico di cibo di un cammello. Ciò ci causerebbe una grande disgrazia, ma noi impegneremo le nostre armi presso di te.”

Maslamah e i suoi compagni promisero a Ka’b che Maslamah sarebbe tornato da lui. Egli giunse da Ka’b di notte insieme al fratello acquisito di Ka’b, Abu Na’ila. Ka’b li invitò a venire presso il suo domicilio e si recò da loro per incontrarli. Sua moglie gli chiese, “Dove stai andando a quest’ora?” Ka’b rispose, “Niente, se non che Maslamah e il mio fratello (acquisito) Abu Na’ila sono arrivati.” Sua moglie disse, “Odo una voce come se del sangue stesse cadendo da lui.” Ka’b disse, “Non sono altri se non il mio fratello Maslamah e il mio fratello acquisito Abu Na’ila. Un uomo generoso dovrebbe rispondere ad un invito notturno anche se fosse invitato per essere ucciso.”

Maslamah venne accompagnato da due uomini. Così Maslamah entrò assieme a due uomini, e disse loro, “Quando Ka’b entra, toccherò i suoi capelli e li annuserò, e quando vedrete che avrò afferrato la sua testa, colpitelo. Vi farò annusare la sua testa.”

Ka’b bin al-Ashraf venne giù da loro avvolto nei suoi vestiti e cosparso di profumo. Maslamah disse, “Non ho mai sentito un aroma migliore di questo.” Ka’b rispose, “Conosco le migliori donne Arabe che sanno adoperare i migliori profumi.” Maslamah chiese a Ka’b, “Mi permetterai di annusare il tuo capo?” Ka’b disse, “sì.” Maslamah la annusò e lo fece annusare anche ai suoi compagni. Quindi chiese ancora a Ka’b, “Mi permetterai (di annusare il tuo capo)?” Ka’b disse, “sì”. Quando Maslamah lo ebbe afferrato saldamente, egli disse (ai suoi compagni) “Prendetelo!” Così lo uccisero e andarono dal profeta per informarlo.”

Ovviamente tutto questo è più consono a un padrino della mafia piuttosto che al profeta di un dio. Mentire, per giunta per commettere omicidi, non può certo essere un’azioni divina.

Le storie dei complotti orditi da Maometto sono tra le più dannose per l’immagine dell’autoproclamato profeta, ed infatti i “Musulmani moderati”, che in genere non conoscono la propria religione, quando apprendono per la prima volta queste storie preferiscono negarne l’autenticità piuttosto che cercare di spiegarle. In entrambi i casi il loro compito non è facile.

Purtroppo per loro (e per noi, visto che Maometto nell’Islam è un esempio da seguire) questi Hadith sono classificati dagli storici Musulmani come “sahih” (autentici), per cui per l’Islam sono senza alcun ombra di dubbio attendibili, dunque deve essere accettato (per fede) che Maometto in molti casi si è comportato in maniera deplorevole.

Tutte queste storie si corroborano l’un l’altra. Coloro che, a differenza dei musuomani non credono negli Hadith come una forma di guida spirituale, devono perlomeno accettarli come fonti dell’islam. Le storie degli omicidi di Maometto non contengono nessun esempio religioso (anche se nel corso della storia sono diventate lo standard di condotta dei Musulmani), ciononostante sono fatti “storici”, non tanto perché da questi Hadith possiamo avere la certezza che siano davvero accaduti (ciò, in molti casi, è naturalmente impossibile), quanto piuttosto per il fatto che i musulmani credono che lo siano.

Esiste anche una seconda categoria di Musulmani, ed è quella di coloro che difendono Maometto sempre e comunque, incuranti di qualsiasi regola di decenza, di giustizia e di moralità. Gli altri – come abbiamo detto – negano i fatti per autoconvincersi di un’immagine di Maometto in linea con la morale e i valori moderni occidentali.

La mancanza di onestà di quelli che appartengono al gruppo dei “negatori”, dal nostro punto di vista li rende i peggiori nemici della democrazia. Questi sono coloro che si mimetizzano come intellettuali e modernisti propinando l’Islam come una religione pacifica e tollerante. Costoro mentono, distorcendo i fatti al fine di nascondere la natura violenta dell’islam. Nascondono le prove non perché credono davvero che l’Islam sia una religione di pace ma per ottenere un vantaggio, specialmente in Occidente, fintanto che la comunità musulmana sarà una minoranza priva della forza sufficiente per potersi imporre. Come è sempre successo nella storia dell’islam non appena la comunità musulmana diventa più numerosa e più forte, il parlare sdolcinato e i discorsi tolleranti vengono subito abbandonati.

Questo è esattamente quello che ha fatto il Profeta, che quando si trovava a la Mecca ed era debole parlava di tolleranza, ma quando divenne potente avviò la violenza contro tutti quelli che si opponevano al suo volere.

Un commento su “Fu Maometto il mandante dell’omicidio del poeta Ashraf

  1. Raida il said:

    Concordo con te. Più che altro però i musulmani ignorano quelle storie e ascoltano soltanto quello che dicono i mullah e gli imam su di lui (ovviamente questi raccontano solo i racconti inventati). Non conoscono neanche cosa dice il Corano, anche se lo leggono ogni giorno! (Ma questo perché la maggior parte non è arabofona) il brutto è che imparano a leggere il Corano e a recitare le sure ma non il loro significato! Penso che basterebbe far loro leggere una traduzione del Corano per rendersi conto che l’Islam NON è una religione di pace

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