L’Islam autorizza il marito a picchiare la moglie

 

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Corano 4:34
34. Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono [per esse] i loro beni. Le [donne] virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l’insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande.

Le parole tra parentesi (del traduttore) non fanno parte del Corano, non esistono ne “l’originale scritto prima dell’inizio dei tempi”; sono state aggiunte per aiutarci a comprendere quello che il traduttore considera essere il significato del verso.

Nel Corano non esiste nessun concetto di gradualità verso la punizione nei confronti della donna, né di mitigazione dello stesso; esso dice semplicemente: E riguardo a quelle donne di cuti temete disonestà e cattiva condotta, ammonitele, rifiutate di condividere i loro letti, battetele.
Suona molto diverso così, non è vero? La soggettività e arbitrarietà del verso è sottolineata dal fatto che basti il sospetto di cattiva condotta da parte della donna per scaturirne la punizione.

Anche in altri versi del Corano si usano parole introdotte arbitrariamente dai commentatori:

Corano 3:60
(Questa è) la verità dal tuo Signore, quindi non siate tra coloro che la mettono in discussione.

“Questa è” non fa parte dell’originale, perfetto, divino, inimitabile Corano di Allah…

Molti apologisti giocano sul significato vago dell’arabo antico per plasmare il significato del Corano secondo convenienza.
Le loro sono interpretazioni personali e non vincolanti, in quanto sappiamo anche da altre fonti che Maometto approvava l’uso della violenza per imporre la disciplina alle sue mogli: lui stesso picchiava Aisha, pur giunta molto più giovane di lui. Una volta egli uscì di notte, pensando che lei dormisse, ma lei lo seguì di nascosto. Maometto la vide e, come Aisha racconta:

Sahih Muslim B4N2127:
(la hadith è piuta osato lunga, riporto qui solo la parte rilevante)
Egli (Muhammad) disse: Era la tenebra (della tua ombra) che vidi di fronte a me? Io (Aisha) dissi: Si. Egli mi colpì al petto e questo mi causò dolore, e quindi disse: Pensi forse che Allah e il Suo Apostolo ti trattino ingiustamente? 

Ancora, abbiamo:

Sunan Abu-Dawud B11N2142:
Narrato da Umar ibn al-Khattab:
Il Profeta (sia la pace su di lui) disse: Ad un uomo non verrà mai chiesto perché egli picchia sua moglie. 

Ibn Kathir e Ibn Abbas sono d’accordo circa il fatto che 4:34 intenda proprio picchiare la moglie, anche se non duramente. Non citerò i siti e video Islamici in cui si afferma chiaramente la necessità di picchiare la propria moglie ribelle, la lista sarebbe troppo lunga.

E’ opportuno però confrontare come vari traduttori hanno riprodotto il termine chiave del Versetto 4:34وَاضْرِبُوهُنَّwadribwhunna.

Pickthall: “and scourge them” cioè “e frustatele”
Yusuf Ali: “(And last) beat them (lightly)” cioè “(E infine) battetele(leggermente)
Al-Hilali/Khan: “(and last) beat them (lightly, if it is useful)” cioè “(e infine) battetele (leggermente, se fosse utile)
Shakir: “and beat them” cioè “e battetele”
Sher Ali: “and chastise them” cioè “e punitele severamente”
Khalifa: “then you may (as a last alternative) beat them” cioè “poi potete (come ultima alternativa) batterle”
Arberry: “and beat them” cioè “e battetele”
Rodwell: “and scourge them” cioè “e frustatele”
Sale: “and chastise them” cioè “e punitele severamente”
Asad: “then beat them” cioè “e battetele”
[Piccardo: “e battetele” (N.d.T.)]
[Guzzetti: “e battetele” (N.d.T.)]
[La radice Araba DaRaBa significa colpire, picchiare, ma non molto delicatamente, tanto che “daraba âunuqahu” = colpire il collo di qualcuno, significa “decapitare” (N.d.T.)]

Laleh Bakhtiar, in una nuova traduzione che ha ricevuto ampia pubblicità, lo traduce come “allontanatevi da loro”. Alla luce della unanimità tra i traduttori, sia Musulmani che non Musulmani, questa versione sembra difficile da sostenere – possibile che tutte queste autorità abbiano sempre sbagliato l’interpretazione di questa parola fino alla Bakhtiar? Ma il suo desiderio è comprensibile, dato che oggi molti Musulmani guardano questo Versetto con acuto imbarazzo.

Lo Sceicco Syed Mahmud Allusi nel suo commentario Ruhul Ma’ani fornisce quattro ragioni per cui un uomo è autorizzato a picchiare la moglie: “se rifiuta di farsi bella per lui,” se rifiuta il rapporto sessuale quando lui lo richiede, se rifiuta di pregare o di praticare le abluzioni rituali e “se esce di casa senza un valido motivo”. Inoltre, l’esempio di Maometto è normativo per i Musulmani, dato che lui è un “eccellente esempio di condotta” (33:21) – e come abbiamo già visto Aisha riferisce che Maometto la percosse.

Picchiare la moglie è un evento presente in tutte le culture, ma solo nell’Islam è santificato da una autorizzazione di Dio. Amnesty International riporta che “secondo l’Istituto di Scienze Mediche del Pakistan, oltre il 90% delle donne sposate riferiscono di essere state prese a calci, schiaffeggiate, picchiate, o sottoposte ad abusi sessuali quando i mariti non erano soddisfatti della loro cucina o della pulizia della casa, o quando si dimostravano ‘incapaci’ di rimanere incinte o avevano partorito una femmina invece di un maschio”.

La stessa Aisha lo confessò: “Io non ho mai visto nessuna donna soffrire tanto quanto le donne credenti”.

Esistono molti e chiari elementi che mostrano la correttezza Islamica della pratica di picchiare la propria moglie se “se ne teme l’insubordinazione.” Purtroppo non sarà appellandosi a possibili traduzioni alternative che verrà cancellata questa pratica dal mondo Musulmano, in quanto il Corano dice chiaro che la punizione fisica è, se non la sola possibilità, perlomeno una strada percorribile in piena legittimità.

 

[Versioni Italiane del Corano possono essere trovate qui (versione dell’UCOII di Hamza Piccardo), qui (con recitazione .mp3 in Arabo, Italiano e altre lingue), qui e qui. Esistono anche molte edizioni a stampa del Corano  in Italiano; N.d.T.]