Sul concetto di fratellanza nell’Islam (Le religioni non sono tutte uguali)

islam fratellanza

Un musulmano, secondo l’Islam, può considerare fratello solo un altro musulmano. Il fratello del musulmano è qualsiasi altro musulmano.

I credenti e le credenti sono alleati gli uni degli altri. Ordinano le buone consuetudini e proibiscono ciò che è riprovevole, eseguono l’orazione pagano la decima e obbediscono ad Allah e al Suo Messaggero. Ecco coloro che godranno della misericordia di Allah. Allah è eccelso, saggio. (IX,071)

Aggrappatevi tutti insieme alla corda di Allah e non dividetevi tra voi e ricordate la grazia che Allah vi ha concesso: quando eravate nemici è Lui che ha riconciliato i cuori vostri e per grazia Sua siete diventati fratelli. E quando eravate sul ciglio di un abisso di fuoco, è Lui che vi ha salvati. Così Allah vi manifesta i segni Suoi affinché possiate guidarvi. (III, 103)

In verità i credenti sono fratelli: ristabilite la concordia tra i vostri fratelli e temete Allah. Forse vi sarà usata misericordia. (XLIX, 10

Sarà anche necessario cessare di essere solidali con la propria parentela, se questa persevera nell’infedeltà:

O voi che credete, non prendete per alleati i vostri padri e i vostri fratelli se preferiscono la miscredenza alla fede. Chi di voi li prenderà per alleati sarà tra gli ingiusti. (IX, 23)

Non troverai alcuno, tra la gente che crede in Allah e nell’Ultimo Giorno, che sia amico di coloro che si oppongono ad Allah e al Suo Inviato, fossero anche i loro padri, i loro figli, i loro fratelli o appartenessero al loro clan. Egli ha impresso la fede nei loro cuori e li ha rafforzati con uno spirito proveniente da Lui. Li farà entrare nei Giardini dove scorrono i ruscelli, in cui rimarranno in perpetuo. Allah si compiace di loro e loro si compiacciono di Lui. Essi sono il partito di Allah. Ebbene, il partito di Allah non è forse quello di coloro che trionferanno? (LVIII, 22) 

Solo i credenti, dunque, formano la comunità dei fratelli. Gli infedeli sono nemici sia dell’Islam che dei musulmani. Solo se si convertono possono essere considerati fratelli:

Se poi si pentono, eseguono l’orazione e pagano la decima, siano vostri fratelli nella religione. Così esponiamo chiaramente i Nostri segni per gente che comprende. (XI, 11)

Non bisogna compromettersi con loro, né dar loro fiducia, né prenderli come affiliati.

[…]Non sceglietevi amici tra loro, finché non emigrano per la causa di Allah.[…]  (IV, 89)

Nell’attesa il non musulmano non può essere oggetto di vero amore. Non è un fratello. Maometto stesso si leva contro i non credenti, li combatte, non può far nulla per loro, non prega in loro favore e si disinteressa della loro sorte (qui e qui). Fra gli altri:

Che tu chieda perdono per loro o che tu non lo chieda, [è la stessa cosa], anche se chiedessi settanta volte perdono per loro, Allah non li perdonerà, perché hanno negato Allah e il Suo Messaggero e Allah non guida il popolo degli empi. (IX, 80

Se Allah avesse voluto, non Gli avrebbero attribuito alcun consimile. Non ti abbiamo nominato loro custode e neppure sei loro difensore. (VI, 107

Di’: “O uomini! Vi è giunta la verità da parte del vostro Signore. Chi è sulla Retta Via lo è per se stesso, e chi se ne allontana lo fa solo a suo danno. Io non sono responsabile di voi”. (X, 108

Soltanto quando tutti gli uomini saranno divenuti musulmani l’Islam conoscerà le dimensioni quantitative della fraternità cristiana. Il Cristianesimo, infatti, riconosce la piena universalità della fratellanza umana. Agli occhi di Allah, di Maometto e dei musulmani la carità non può accogliere contemporaneamente i membri della comunità e gli infedeli: questi ultimi sono normalmente i nemici di Dio e dei credenti.

Per il cristiano la prospettiva è completamente diversa. Prima di tutto non c’è collusione tra religioso e sociale, e un nemico della nazione non è automaticamente un nemico della fede. Inoltre la società cristiana non è incaricata di esercitare rigori contro gli infedeli, la vendetta è lasciata alla giustizia di Dio e, soprattutto, alla sua misericordia. Perché Dio non è un giustiziere che svia e poi punisce. Dio è il padre, il benefattore universale che distribuisce a tutti i suoi favori, ai buoni e ai cattivi. E poiché Dio abbraccia nel suo amore tutti gli uomini, il cristiano dovrà anch’egli amarli ugualmente tutti:

“ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti.” (Mt. 5, 44 -45) 

San Giovanni scrive molto chiaramente:

“Se Dio ci ha amati, anche noi dobbiamo amarci gli uni con gli altri.” (1, Gv 4, 11) 

La fraternità si estende duqnue a tutti gli uomini senza eccezione, anche a coloro che sono considerati nemici. (parabola del buon Samaritano, Lc 10, 25 – 37).

Il cristianesimo prevede un amore incondizionato per ogni uomo perché in qualsiasi uomo si cela l’immagine di Dio. In Mt. 25,32-46 è chiaramete espresso, che qualunque cosa, positiva e negativa, fatta da ogni singola persona veso gli altri uomini, Gesù la reputerà fatta a se stesso, e non ci sono scusanti: non vi sono vincoli di religione, sesso, nazionalità, etnia, razza, e condotta morale: chi vuole fare la volontà di Dio si deve mostrare compassionevole e misericordioso verso tutti, senza distinzioni.

Inoltre nella 1Gv 4,19-21 è detto chiaramente che solo chi ama il fratello, anche qui senza distinzione alcuna, può dire di amare Dio, al contrario se dice di mare Dio ma non ama il fratello, esso è da considerarsi un bugiardo:

“Noi amiamo, perché egli ci ha amati per primo. Se uno dicesse: «Io amo Dio», e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. Questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il suo fratello.”

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2 thoughts on “Sul concetto di fratellanza nell’Islam (Le religioni non sono tutte uguali)

  1. AdminIslamic il said:

    Il 10 agosto 2014 l’arcivescovo caldeo di Mosul Amel Nona, a seguito dei massacri nei confronti dei cittadini cristiani dice «I vostri principi liberali e democratici qui non valgono nulla. Occorre che ripensiate alla nostra realtà in Medio Oriente perché state accogliendo nei vostri Paesi un numero sempre crescente di musulmani. Anche voi siete a rischio. Dovete prendere decisioni forti e coraggiose, a costo di contraddire i vostri principi. Voi pensate che gli uomini sono tutti uguali. Ma non è vero. L’Islam non dice che gli uomini sono tutti uguali. I vostri valori non sono i loro valori. Se non lo capite in tempo, diventerete vittime del nemico che avete accolto in casa vostra»

    http://italians.corriere.it/2014/08/28/lislam-il-corano-e-il-principio-della-dissimulazione/

  2. Pingback: Totus tuus network: Invasione islamica: mentirci non è peccato (per loro) - La buona Novella

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