I conflitti tra le fonti e l’istituto dell’abrogazione

Nel Corano sono presenti molti versetti in contraddizioni tra di loro. Per risolvere queste contraddizioni, come ad esempio quelle dovute ai “versetti tolleranti” in contrapposizione a quelli “meno tolleranti” (quest’ultimi posteriori), i giuristi islamici sono ricorsi alla teoria tutt’ora in vigore dell’abrogazione (naskh): sostanzialmente un versetto  riguardante una data questione è da considerarsi abrogato se c’è un versetto posteriore che tratta della medesima questione.

Nel dettaglio l’abrogazione si presenta principalmente in tre forme diverse:

  • Abrogazione del versetto del testo coranico con conservazione della regola giuridica: un testo può essere abrogato senza che sia abrogato allo stesso tempo l’istituto sciaraitico che lo veicola. L’esempio classico è quello del versetto detto “della lapidazione” – «Lapidate il vecchio e la vecchia, se fornificano» – la cui “recitazione” è abrogata nel senso che non figura più materialmente nel Corano, però la lapidazione dei fornificatori è un istituto che rimane in vigore.
  • Abrogazione del solo valore giuridico del versetto con mantenimento del versetto medesimo nel Corano: uno statuto può essere abrogato anche senza che lo sia il suo supporto testuale. Così, 2:24, che verte sulla durata del periodo di continenza (‘idda) di una donna ripudiata o di una vedova cioè un anno, è stato abrogato dal versetto 234 della stessa sura il quale riduce questo lasso di tempo a quattro mesi e dieci giorni.
  • Abrogazione del del versetto e della regola: testo e istituto possono essere abrogati congiuntamente. Per esempio, un versetto che stabiliva che la parentela di latte e l’interdizione del matrimonio che ne consegue erano stabiliti al compimento di dieci allattamente; il versetto e l’istituto corrispondente sono stati abrogati in ragione di una dichiarazione di Aisha, una delle mogli di Maometto, che riduce questo numero a cinque.

Il fenomeno dell’abrogazione riguarda anche le rivelazioni monoteistiche precedenti la rivelazione del Corano: il musulmano non si rivolge mai direttamente a quei Libri (alterati) degli ebrei e dei cristiani ma solo alle fonti proprie dell’islam (il Corano e la Sunna), che gli insegnano che questo o quel comandamento divino indirizzato a questo o quel profeta antico è ancora attuale oppure è stato abrogato. La maggioranza dei giuristi, tra cui i contemporanei, affermano che l’insegnamento di Maometto ha abrogato totalmente quello delle altre religioni. Molti versetti del Corano sono citati a sostegno di questa concezione, soprattutto quelli che stabiliscono il carattere universale dell’islam (34:28, 7:158, 3:85)

Secondo alcuni teologi persino le “informazioni storiche” possono essere state abrogate da Allah, ad esempio non facendoci pervenire informazioni su di esse.

 

Origine dei versetti sull’abrogazione

Al tempo di Maometto, i suoi avversari lo accusavano di modificare gli ordini dati ai credenti. Dei versetti coranici sono stati allora rivelati secondo i quali è Allah che ha voluto questo cambiamento tramite l’abrogazione:

Non abroghiamo un versetto né te lo facciamo dimenticare, senza dartene uno migliore o uguale. Non lo sai che Allah è Onnipotente? (2:106)

Quando sostituiamo un versetto con un altro – e Allah ben conosce quello che fa scendere – dicono: “Non sei che un impostore”. La maggior parte di loro nulla conosce (16:101)

Occorre credere che Allah abbia cambiato di parere? Si sarebbe sbagliato e avrebbe corretto il tiro? No, afferma il Corano, Allah ha sempre a disposizione, presso di lui, fin dall’eternità, il testo completo, la Madre del Libro, ma lo rivela per tappe:

Allah cancella quello che vuole e conferma quello che vuole. È presso di Lui la Madre del Libro (13:39)

Poiché c’è possibilità di cambiamento nelle norme divine, allora perché Maometto non potrebbe cambiare alcune norme a suo piacimento? Il Corano riporta un’eco di questa discussione e Allah ci risponde:

Quando vengono recitati i Nostri segni, prove evidenti, coloro che non sperano di incontrarCi dicono: “Portaci un Corano diverso da questo”; oppure: “Modificalo”. Di’: “Non posso permettermi di modificarlo di mia volontà. Non faccio che seguire quello che mi è stato rivelato. Se disobbedissi al mio Signore, temerei il castigo di un giorno terribile”. (10:15)

 

Versetto che abroga un altro versetto entrambi presenti nel Corano

Il versetto coranico abrogato in questa categoria è sempre nel Corano ed è oggetto di recita pia, meritevole. È cantato dal muezzin anche se non ha nessun valore normativo. I giuristi musulmani parlano allora dell’abrogazione della norma (hukm) e del mantenimento della recita (tilawah). Per esempio, si può citare i versetti seguenti:

Il versetto 2:115 relativo alla direzione della preghiera dice: “Ad Allah appartengono l’Oriente e l’Occidente. Ovunque vi volgiate, ivi è il Volto di Allah. Allah è immenso e sapiente” sarebbe abrogato dal versetto 2:144 che fissa la direzione della preghiera verso la Kaaba a Mecca: “Ti abbiamo visto volgere il viso al cielo. Ebbene, ti daremo un orientamento che ti piacerà. Volgiti dunque verso la Sacra moschea. Ovunque siate, rivolgete il volto nella sua direzione”.

Il versetto 2:217 vieta il combattimento nel mese sacro: “Ti chiedono del combattimento nel mese sacro. Di’: “Combattere in questo tempo è un grande peccato”. Sarebbe abrogato dal versetto 9:5 troncato: “Uccidete questi associatori ovunque li incontriate” o con il versetto 9:36: “Combattete tutti assieme i politeisti come essi vi combattono tutti assieme”.

Il versetto 24:3 d’origine biblica dice: “Il fornicatore non sposerà altri che una fornicatrice o un’associatrice. E la fornicatrice non sposerà altri che un fornicatore o un associatore, poiché ciò è interdetto ai credenti” sarebbe abrogato dal versetto 24:32: “Unite in matrimonio quelli tra voi che non sono sposati e i vostri schiavi, maschi e femmine che siano onesti”.

Il versetto 2:240 fissa la durata della pensione di un anno per il coniuge vedovo: “Quelli di voi che moriranno lasciando delle mogli, [stabiliscano] un testamento a loro favore, assegnando loro un anno di mantenimento e di residenza”. Questa durata è stata modificata dal versetto 2:234: “Coloro di voi che muoiono lasciando delle spose, queste devono osservare un ritiro di quattro mesi e dieci [giorni]. Passato questo termine non sarete responsabili del modo in cui dispongono di loro stesse, secondo la buona consuetudine”. Si osserverà qui che il versetto abrogante si situa prima del versato abrogato!

Il versetto 2:180 dice: “Quando la morte si avvicina a uno di voi, se lascia dei beni, gli è prescritto il testamento in favore dei genitori e dei parenti, secondo il buon uso. Questo è un dovere per i timorati”. Sarebbe abrogato dal versetto 4:11 che fissa la parte dei figli: “Ecco quello che Allah vi ordina a proposito dei vostri figli: al maschio la parte di due femmine…”.

 

Versetto che abroga un altro versetto entrambi scomparsi dal Corano

Dei versetti normativi sarebbero stati rivelati a Maometto, in seguito questi versetti sarebbero stati sostituiti da altri versetti normativi a contenuto diversi. Ma né i primi, né gli ultimi sono stati inclusi nel Corano. Così, la rivelazione avrebbe comportato, secondo la testimonianza di ‘Ayshah, moglie di Maometto, un versetto stabilendo il divieto del matrimonio tra parentela di latte se ci fosse stato più di dieci allattamenti, cifra riportata in un secondo tempo a cinque con un altro versetto. Questi due versetti sono scomparsi dal Corano.

 

Versetto contenuto nel Corano abrogato da un altro versetto scomparso dal Corano

E’ la categoria più sorprendente in questo settore. Il Corano dice:

Flagellate la fornicatrice e il fornicatore, ciascuno con cento colpi di frusta e non vi impietosite [nell’applicazione] della Religione di Allah, se credete in Lui e nell’Ultimo Giorno, e che un gruppo di credenti sia presente alla punizione (24:2)

Questo versetto si trova sempre nel Corano ma sarebbe stato abrogato da un altro versetto che non appare nel Corano riportato dal califfo ‘Umar (d. 644) ed i cui termini sarebbero:

Se un vecchio o una vecchia donna fornicano, lapidateli fino alla morte, in punizione che viene da Allah.

Si riporta a tal fine che il califfo ‘Umar ha riunito nella moschea i principali compagni del Profeta e li ha detto: “O compagni del messaggero di Allah, il passaggio del libro santo riguardante la lapidazione è sceso dal cielo, il Profeta lo ha letto e lo abbiamo letto noi stessi; più tardi, questo passaggio è stato revocato e, sebbene non lo abbiamo più recitato, il Profeta stesso e il califfo Abu-Bakr (d. 634) hanno fatto lapidare, io stesso ho fatto lapidare”. I compagni hanno tutti conservato il silenzio. Le fonti musulmane non dicono perché questo versetto non è stato inserito nel Corano.

Dimenticanza pura e semplice di versetti

Secondo molti detti, Allah faceva dimenticare a Maometto dei versetti rivelati la vigilia. Questi versetti, a volte trascritti dai suoi segretari, erano cancellati miracolosamente. Coloro che l’avevano imparato a memoria li hanno anche dimenticati miracolosamente. Il Corano fa eco di questo fenomeno:

Ti faremo recitare [il Corano] e non dimenticherai se non ciò che Allah vuole (87:6-7)

Non abroghiamo un versetto né te lo facciamo dimenticare, senza dartene uno migliore o uguale. Non lo sai che Allah è Onnipotente? (2:106)

Abrogazione dei versetti satanici

Il Corano afferma che Allah può intervenire per ritirare dalla rivelazione ciò che Satana era riuscito a fare passare come rivelazione:

Non inviammo prima di te nessun messaggero e nessun Profeta senza che Satana si intromettesse nella sua recitazione. Ma Allah abroga quello che Satana suggerisce. Allah conferma i Suoi segni. Allah è sapiente, saggio (22:52)

Due versetti scomparsi dal Corano sono considerati dai commentatori musulmani come rivelati da Satana a Maometto. Salman Rushdie ne ha fatto il titolo del suo libro I versetti satanici. Dedica loro un capitolo di una quarantina di pagine per illustrare il combattimento tra il male ed il bene. Vediamo di che si tratta.

Per un maggiore approfondimento di questo punto si può consultare l’articolo ad esso dedicato.

 

Determinazione dell’abrogante e dell’abrogato

L’abrogazione pone dei problemi quanto alla determinazione dell’abrogante e dell’abrogato. A volte, l’abrogazione è chiaramente annunciata in alcune norme. Così, il versetto 8:65 dice:

Venti di voi, pazienti, ne domineranno duecento e cento di voi avranno il sopravvento su mille miscredenti. Ché in verità è gente che nulla comprende.

Questo versetto è stato abrogato dal versetto 8:66 che dice:

Ora Allah vi ha alleggerito [l’ordine], Egli conosce l’inadeguatezza che è in voi. Cento di voi, perseveranti, ne domineranno duecento; e se sono mille, con il permesso di Allah, avranno il sopravvento su duemila. Allah è con coloro che perseverano.

Altre volte viene determinata dall’ordine cronologico. Questo tuttavia richiede una datazione di questi versetti, dilemma difficile e controverso, soprattutto per il motivo che alcuni versetti abrogano altri che si trovano in capitoli posteriori nella raccolta del Corano.
Su questa pagina abbiamo pubblicato una tavola analitica dei principali versetti coranici.

Alcuni giuristi non esitarono nemmeno a ritenere semplicemente abrogati tutti i versetti tolleranti del Corano nei confronti dei non musulmani citando il versetto della sciabola:

Quando poi siano trascorsi i mesi sacri, uccidete questi associatori ovunque li incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro agguati. Se poi si pentono, eseguono l’orazione e pagano la decima, lasciateli andare per la loro strada. Allah è perdonatore, misericorAllahso (9:5)

 

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