Gli Jinn che infestavano la mente di Maometto

jinn

Il termine jinn [ʤin:] (in arabo: جِنّ, jinn), al plurale jinna, collettivo jān, aggettivo jinnī (in arabo: جني), spesso tradotto come genio e, approssimativamente, goblin o folletto, indica, nella religione preislamica e in quella musulmana, un’entità soprannaturale, intermedia fra mondo angelico e umanità, che ha per lo più carattere maligno, anche se in certi casi può esprimersi in maniera del tutto benevola e protettiva.

Maometto vedeva questi Jinn e demoni piuttosto spesso, come è chiaro dalla seguente Hadith

Sahih Muslim Libro 4, Numero 1106

Abu Darda’ riporta:

Il Messaggero di Allah (che la pace sia su di lui) si fermò (per pregare) e lo udimmo dire: “Cerco rifugio in Allah da te.”, poi disse: “che tu sia maledetto con la maledizione di Allah” tre volte, quindi stese la sua mano come per afferrare qualcosa. Quando finì la preghiera, noi dicemmo: “Messaggero di Allah, ti abbiamo udito dire qualcosa durante la preghiera che non abbiamo sentito prima, e ti abbiamo visto stendere la tua mano. Egli rispose: “Il nemico di Allah, Iblis, venne con una fiamma di fuoco da porre sul mio volto, così ho detto tre volte: “Cerco rifugio in Allah da te.” Quindi ho detto tre volte: “Ti maledico con la piena maledizione di Allah.” Ma lui non si ritirò (in nessuna di queste) tre volte. Ho quindi deciso di mettergli le mani addosso. Giuro in nome di Allah, che se non fosse stato per le suppliche di mio fratello Sulaiman egli sarebbe stato legato, e reso oggetto di scherno dai bambini di Medina.”

Con “mio fratello Sulaiman” Maometto allude a Re Salomone, che si sarebbe trovato in sua compagnia senza essere visto da nessuno al di fuori di Profeta. Comunque, non è chiaro perché “suo fratello” Sulaiman prenda le difese di Satana e non gli permetta di afferrarlo e di renderlo “oggetto di scherno” da parte dei bambini di Medina!

Gli Arabi del settimo secolo erano persone superstiziose, ma anche per i loro standard Maometto era un caso estremo. Essi credevano che Maometto fosse un pazzo o un indemoniato, fatto che il Profeta si cura di far smentire da Allah in persona:

Corano 81:22-25

“No, il vostro compatriota [Maometto] non è pazzo. Egli lo vide [Gabriele] su di un chiaro orizzonte. Egli non sussurra da sé i segreti dell’invisibile, né questa è la parola di un diavolo maledetto.”

Corano 69:41-42

“Non è il Corano la parola di un poeta: così scarsa è la vostra fede! Non è la divinazione di uno stregone: come è limitato il vostro pensiero! E’ una rivelazione dal Signore dell’Universo.”

Il motivo per cui il Profeta nega di essere uno stregone e che il Corano fosse rivelato a lui dagli Jinn, è rintracciabile nell’opinione che “Gli angeli scendono dalle nuvole e raccontano di questo o quel decreto Celeste. I diavoli ascoltano di nascosto questi discorsi, scendono per ispirare gli stregoni con essi, e questi ultimi vi aggiungono 100 delle loro menzogne.” Sahih Bukhari Volume 4, Libro 54, Numero 432

Nei versetti sopra citati Maometto ci rassicura che non era il diavolo ma Gabriele a portare il suo messaggio.

W.M.Watt nella sua traduzione della biografia di Maometto di Ibn Ishaq (p. 36) cita una vicenda curiosa raccontata da Maometto, che ci fa rifletere sul suo stato di salute mentale:

“…due uomini in vesti bianche vennero a me con un catino dorato pieno di neve. Mi presero ed aprirono in due il mio corpo, quindi presero il mio cuore e lo aprirono in due e vi tirarono fuori un grumo nero che gettarono via. Quindi lavarono il mio cuore e il mio corpo con quella neve fino a quando non divennero puri.”

Lo stato mentale del Profeta era fonte di preoccupazione fin dalla sua infanzia, e turbò profondamente la sua balia, la quale restituì Maometto a sua madre. Questa è la storia da lei raccontata, riportata nella traduzione di Guillaume di Ibn Ishaq, a pagina 72:

“Suo padre [di un amico di Muhammad] mi disse, “Temo che questo bambino abbia preso un colpo, quindi restituiscilo alla sua famiglia prima che il risultato sia evidente. […] Lei [la madre di Muhammad] mi chiese cosa era successo e non mi diede pace fino a quando non glielo dissi. Quando mi chiese se io temessi che un demone l’avesse posseduto, io risposi che lo temevo.”

E’ normale che un bambino veda mostri sotto il suo letto, ed abbia degli amici immaginari e segreti. Ma il caso di Maometto deve essere stato eccezionalmente preoccupante e bizzarro al punto da spaventare la sua stessa madre e far sorgere il dubbio che fosse posseduto dal demonio. Il fatto che anche la sua balia ne fosse convinta è un’ulteriore prova della sua instabilità mentale sin dalla tenera età.


Ci sono molti versi del Corano e storie narrate nelle Hadith che parlano di Jinn.

Sahih Bukhari Volume 1, Libro 12, Numero 740:

Narrato da Ibn ‘Abbas:

Il Profeta partì con l’intenzione di recarsi a Suq ‘Ukaz (mercato di ‘Ukaz) con alcuni dei suoi compagni. A quel tempo, una barriera venne interposta tra i diavoli e le notizie celesti. Del fuoco cominciò ad essere scagliato contro di loro. I Diavoli si recarono presso la loro gente, che gli chiesero. “Cosa c’è che non va?” Essi dissero, “Una barriera è stata posta tra noi e le notizie celesti. E del fuoco è stato lanciato contro di noi.” Essi dissero, “Ciò che è stato messo come barriera tra voi e le notizie celesti dev’essere a causa di qualcosa avvenuto di recente. Andate ad Est e a Ovest e cercate di scoprire che cosa ha posto una barriera tra voi e le notizie celesti.” Coloro che si recarono verso Tuhama incontrarono il Profeta in un posto chiamato Nakhla quando questi era sulla via per Suq ‘Ukaz e il Profeta stava offrendo la preghiera Fajr con i suoi compagni. Quando udirono il Corano questi lo ascoltarono e dissero, “Per Allah, è per questo che è stata posta una barriera tra noi e le notizie celesti.” Tornarono dalla loro gente e dissero, “O nostra gente, invero abbiamo udito una recita meravigliosa (il Corano) che mostra la Retta Via; vi abbiamo creduto e non adoreremo associati oltre al nostro Signore.” Allah rivelò i seguenti versi al suo Profeta (Sura ‘Jinn’) (72): “Di’: ciò mi è stato rivelato.” E ciò che è stato rivelato a lui era la conversazione tra i Jinn.

Gli Jinn per il Profeta erano creature reali. Non erano creature allegoriche o simboliche, come è chiaro dalla Hadith sopra: a loro ha persino dedicato un Surah. Questo è ciò che la “Sura Jinn” ha da dire.

Corano 72:1-15

1) Di’: Mi è stato rivelato che una compagnia dei Jinn ascoltavano (il Corano). Essi dissero, ‘Invero abbiamo udito una recita meravigliosa.

2) Che conduce sulla retta via, e noi vi abbiamo creduto: non uniremo (in adorazione) nessuno con il nostro Signore.

3) In verità Egli – esaltata sia la Sua Maestà – non ha preso né compagna né figlio.

4) Vi erano dei folli tra noi, che erano soliti pronunziare strane menzogne contro Allah.

5) Credevamo che nessuno, uomo o spirito, potesse dire il falso contro Allah.

Questi Jinn non erano spiriti immaginari. Per il Profeta erano entità reali. Vi era persino chi poteva recarsi a vivere con loro.

6) Invero, vi sono persone nel mondo che hanno preso riparo presso i Jinn, ma questo non fece che aumentare la loro follia.

7) Ed essi (giunsero a pensare) come voi, che Allah non avrebbe resuscitato nessuno.

Ma la parte migliore è quando i Jinn cercano di ascoltare i segreti del cielo e vengono scacciati da “stelle cadenti” che vengono lanciate contro di loro come missili di fuoco.

8) Ed abbiamo sbirciato nei segreti del cielo; ma li abbiamo trovati pieni di temibili guardiani e fuochi rutilanti.

9) Era invero nostro costume di sedere in luoghi (nascosti), (per ascoltare) delle parole; ma chiunque ascolti ora trova un fuoco rutilante che lo attende in agguato.

10) E non riusciamo a comprendere se sia stato decretato il male per coloro che sono sulla terra, o se il loro Signore vuole (davvero) guidarli sulla Retta Via.

11) Vi sono fra noi alcuni che sono giusti, ed altri che sono l’opposto: noi seguiamo sentieri divergenti.

12) Ma noi crediamo che in nessun modo possiamo frustrare Allah sulla terra, né possiamo sfuggirgli.

Notare che alcuni Jinn si sono addirittura convertiti all’Islam!

13) E per ciò che ci riguarda, dal momento che abbiamo ascoltato la Guida, l’abbiamo accettata: e chiunque crede nel suo Signore non ha da temere, neanche per questioni da poco o per qualunque ingiustizia.

14) Fra di noi vi sono alcuni che hanno sottomesso la loro volontà (ad Allah), ed alcuni che si sono allontanati dalla giustizia. Coloro che sottomettono la loro volontà – hanno scelto (il percorso del) la retta via.

15) Ma coloro che se ne sono allontanati, – non sono che combustibile per le fiamme Infernali.

Come è evidente da questi versi, il Profeta riteneva che alcuni Jinn credessero in Allah mentre altri no e che questi ultimi sarebbero diventati combustibile per l’Inferno. C’è da dire che non è ben chiaro come i Jinn possano diventare “carburante” visto che, come Maometto stesso ci racconta, essi sono “fatti di fuoco”. Per essere carburante in effetti dovrebbero essere composti di una qualche sostanza a base di carbonio.


Alcune delle storie che il Profeta era solito raccontare ai suoi seguaci sono estremamente divertenti. Non che lui avesse un gran senso dell’humour: in effetti rideva poco frequentemente ed era solito coprirsi la bocca quando non riusciva a trattenersi. Raccontava queste storie con grande serietà e solennità, ed è proprio per questo che le troviamo così esilaranti, come la seguente:

Sahih Bukhari Volume 4, Libro 54, Numero 533

Narrato da Jabir bin ‘Abdullah:

Il Profeta disse, “Coprite i vostri utensili e legate i vostri orci dell’acqua, e chiudete le vostre porte e tenete i bambini vicini a voi durante la notte, perché gli Jinn si aggirano in quest’ora e sottraggono quello che trovano. Quando andate a dormire, spegnete le vostre luci, poiché i seminatori di zizzania (i ratti) possono trascinare lo spirito della candela e bruciare gli abitanti della casa.” Ata disse, “I diavoli.” (invece dei Jinn).

Il primo premio tuttavia spetta a questa:

Sahih Bukhari Volume 5, Libro 58, Numero 200

Narrato da Abu Huraira:

Che una volta egli si trovava in compagnia del Profeta trasportando una pentola d’acqua per le sue abluzioni e per pulire le sue parti private. Mentre lo stava seguendo trasportandola (la pentola), il Profeta disse, “Chi è costui?” Lui disse, “Io sono Abu Huraira.” Il Profeta disse, “Portami delle pietre per pulire le mie parti private, e non portarmi nessun osso o sterco di animale.” Abu Huraira continua dicendo: “Così portai alcune pietre, trasportandole in un angolo del mio vestito finché non le posi a fianco a lui e me ne andai. Quando ebbe finito, camminavo con lui e gli chiesi, “Cosa mi puoi dire delle ossa e dello sterco di animale?” Lui disse, “Questo è il cibo dei Jinn. I rappresentanti degli Jinn (della città di) Nasibin vennero a me – e come erano gentili questi Jinn – e mi chiesero i resti del cibo degli uomini. Invocai Allah in loro favore affinché non avessero mai a passare vicino un osso o dello sterco di animale senza trovare in essi del cibo.”

Durante i suoi ultimi giorni in Mecca, il Profeta venne a trovarsi in Nakhla, una valle tra Taeif e Mecca. In quel luogo, dirante, sparì e fu ritrovato il giorno seguente dicendo di aver passato la notte in compagnia di una folla di Jinn che si sbracciavano per ascoltare le sue esortazioni, ardentemente desiderosi di abbracciare l’Islam. La storia viene descritta nel Corano come segue:

Corano 46:29-31

29) E ricorda quando mandammo a te una compagnia di Jinn (quietamente) in ascolto del Corano: quando stettero in tua presenza, essi dissero, “Ascoltate in silenzio!” Quando (la lettura) terminò, essi ritornarono alla loro gente, per ammonirli (dei loro peccati).

30) Essi dissero, “O nostra gente! Abbiamo udito di un libro rivelato dopo (quello di) Mosé, confermando quanto venne prima di lui: questo guida (gil uomini) alla Verità e sulla Retta Via.

31) O nostra gente, accogliete colui che invita (voi) ad Allah, e credete in lui: Egli vi perdonerà per le vostre mancanze, e vi salverà da una Triste Pena.”

Vi è anche una Hadith sul romantico incontro dell’Apostolo di Allah con gli Jinn:

Sahih Muslim Libro 4, Numero 903

Dawud riporta da parte di ‘Amir che disse: Chiesi ‘Alqama se Ibn Mas’ud fosse presente presso il Messaggero di Allah (che la pace sia su di lui) nella notte dei Jinn (la notte quando il Santo Profeta li incontrò). Egli (Ibn Mas’ud) disse: No, ma noi eravamo in compagnia del Messaggero di Allah (che la pace sia su di lui) una notte e lo perdemmo di vista. Lo cercammo per le valli e per le colline e dicemmo, “Egli è stato portato via (dai Jinn) o è stato assassinato in segreto.” Così riporta (il narratore). Passammo la peggior notte che si potesse mai passare. Quando giunse l’alba lo vedemmo giungere dal lato dell’Hiri. Così riporta (il narratore). Noi dicemmo: “Messaggero di Allah, ci sei mancato e ti abbiamo cercato, ma non siamo riusciti a trovarti e abbiamo passato la peggior notte che si potesse mai passare.” Egli (il Santo Profeta) disse: “E’ giunto a me un ambasciatore da parte dei Jinn ed io venni con lui e recitai loro il Corano.” Egli (il narratore) disse: “Egli dunque venne con noi e ci mostrò le loro tracce e le tracce dei loro falò. Loro (i Jinn) gli chiesero (al Santo Profeta) riguardo al loro cibo ed egli disse: “Ogni osso ove è recitato il nome di Allah è il vostro cibo. Quando questo cadrà nelle vostre mani sarà ricoperto di carne, e lo sterco (dei camelli) è cibo per i vostri animali.” Il Messaggero di Allah (che la pace sia su di lui) disse: “Non effettuate istinja con queste (cose) perché questo è cibo per i vostri fratelli (i Jinn).”

Ci si può chiedere come possa una persona sana di mente vedere creature mitologiche come i Jinn, frutto dell’immaginazione degli arabi pre-islamici. Infatti ci sono Hadith che gettano l’ombra del dubbio sulla sanità mentale del Profeta. L’Apostolo di Allah era spesso in preda al delirio. Questo fu ammesso da lui stesso ed è riportato in Hadith che sono considerate come Sahih (vere, corrette) dalla maggioranza dei Musulmani.

Sahih Bukhari Volume 4, Libro 53, Numero 400

Narrato da Aisha:

“Una volta il Profeta venne stregato così che prese a immaginare di aver fatto cose che in realtà egli non aveva fatto.”

Sahih Bukhari Volume 4, Libro 54, Numero 490

Narrato da Aisha:

“Una magia venne operata sul Profeta così che iniziò a sostenere di stare facendo cose che in realtà non stava facendo. Un giorno egli invocò (Allah) per un lungo tempo e quindi disse, “Sento che Allah mi ha ispirato su come curarmi. Due persone vennero a me (nel mio sogno) e si sedettero, una sulla mia testa e l’altro sul mio piede. Uno di essi chiese all’altro, “Qual è il tormento di quest’uomo?” L’altro replicò, “Ha subito un sortilegio.” Il primo chiese, “Chi lo ha stregato?” L’altro replicò, “Lubaid bin Al-A’sam.” Il primo chiese, “Quale materiale ha usato?” L’altro rispose, “Un pettine, i capelli raccolti su di esso, e la pelle esteriore del polline di una pianta maschile di dattero.” Il primo chiese, “Dove si trova?” L’altro replicò, “E’ nel pozzo di Dharwan.” Così, il Profeta si recò verso il pozzo e ritornò e al suo ritorno mi disse, “Le sue piante di dattero (le piante di dattero vicino al pozzo) sono come le teste dei diavoli.” Gli chiesi, “Hai tirato fuori queste cose con le quali è stato lanciato il sortilegio?” Egli disse, “No, perché sono stato curato da Allah e temo che questa aziona possa diffondere il male tra la gente.” Più tardi il pozzo venne riempito di terra.”

Naturalmente noi sappiamo che nessuno può lanciare un sortilegio per far credere a qualcuno di fare cose che non sta facendo. Nessuno ha il potere di stregare un’altra persona. Queste sono leggende primitive. Avere visioni di Jinn significa soffrire di allucinazioni ed è un sintomo di schizofrenia. Oggigiorno coloro che sentomo voci e credono che qualcuno stia dirigendo le loro vite vengono curati. Forse Maometto non mentiva quando corse da Khadija in preda al terrore, affermando di aver visto l’Angelo Gabriele.

È agghiacciante pensare che un miliardo di persone segue come sacro ciò che ha detto un uomo mentalmente disturbato. Se il Profeta vivesse oggi forse potremmo risolvere i suoi problemi grazie all’uso degli psicofarmaci.

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