Islam, tutti gli infedeli bruceranno all’inferno

Islam inferno

Una delle tante certezze che i musulmani dicono di avere é quella sul destino degli infedeli dopo la morte: andranno tutti all’inferno, senza alcuna possibilità di salvezza. Su questo Allah e il suo Profeta sono stati categorici.

Il Corano invita costantemente gli uomini ad adorare Allah:

Corano 23:23 
[…]O popolo mio, adorate Allah! Per voi non c’è altro dio che Lui.[…]

I segni che Allah ci manda sono un modo per indurci a lui:

Corano 3:108 
Questi sono i segni di Allah che ti recitiamo sinceramente. Allah non vuole l’ingiustizia per il creato.

Allah non vuole l’ingiustizia, perché per rimanere sulla retta vita l’unico modo che ha l’uomo è quello di adorarlo.

I fortunati (fa’izun), ovvero quelli che credono in Allah, sono quelli che si salveranno (24:52).

Sottomettersi alla volontà divina significa rispettare gli obblighi personali e della comunità. Il rispetto degli obblighi è conseguente all’adorazione di Allah. Una persona che non adora Allah non rispetta il primo degli obblighi. Gli altri ob loghi “minori”, che ovviamente solo un musulmano può adempiere, sono i “pilastri dell’islam” (arkna, da’a’im) riportati sul Corano. Un altro obbligo importante è il jihad. Come si vede i maggiori obblighi da rispettare per andare in paradiso sono vincolati all’essere musulmani, di conseguenza un infedele, non rispettando certi obblighi, a partire dall’obbligo principale di riconoscere l’unicità di Allah e la missione profetica di Maometto, anche se vive una vita piena di buone azioni quando muore va all’inferno.

Di seguito alcuni versetti che trattano la certeza della pena dell’anima degli infedeli.

Corano 3:85 
Chi vuole una religione diversa dall’Islàm, il suo culto non sarà accettato, e nell’altra vita sarà tra i perdenti.

Corano 98:6 
In verità i miscredenti, fra gente della Scrittura, e gli associatori, saranno nel fuoco dell’Inferno, dove rimarranno in perpetuo. Di tutta la creazione essi sono i più abbietti.

Corano 2:39 
E i miscredenti che smentiscono i Nostri segni, sono i compagni del Fuoco, in cui rimarranno per sempre.

Corano 3:91 
Quanto ai miscredenti che muoiono nella miscredenza, quand’anche offrissero come riscatto tutto l’oro della terra, non sarà accettato. Avranno un castigo doloroso e nessuno li soccorrerà.

Altri versetti si possono trovare qui.

Adesso andiamo ad analizzare alcuni hadith molto importanti su questo argomento:

Sahih Muslim Libro 1 Numero 35:
Abu Malik ha narrato per autorità di suo padre che questi ha sentito che l’Apostolo (che la pace sia su di lui) ha detto: “Colui che mantiene fede nell’unità di Allah,” e quindi ha narrato quanto mostrato qui sopra.

A a questo hadith viene aggiunto in grassetto e lettere maiuscole quanto segue:

Capitolo 10: COLUI CHE ACCETTA L’ISLAM SUL SUO LETTO DI MORTE, PRIMA DELL’AGONIA DELLA MORTE, E’ UN MUSULMANO. E’ PROIBITO INVOCARE BENEDIZIONI PER I POLITEISTI. COLUI CHE MUORE COME POLITEISTA E’ FRA GLI ABITANTI DELL’INFERNO E NESSUN MEZZO SAREBBE EFFICACE PER SALVARLO. 

Ciò è confermato da alcuni hadith successivi (notare che Abu Talib era lo zio paterno di Maometto, unico personaggio di spicco di Mecca a proteggerlo; gli altri meccani non poterono alzare le mani su di lui per la sua intercessione):

Sahih Bukhari V5B58N223:
Narrato da Al-Musaiyab: Quando Abu Talib era sul suo letto di morte, il Profeta venne a lui mentre Abu Jahl sedeva al suo fianco. Il Profeta disse, “O mio zio! Di’: Nessuno ha il diritto di essere adorato tranne Allah, per quest’espressione io ti difenderò innanzi ad Allah.” Abu Jahl ed ‘Abdullah bin Umaya dissero, “O Abu Talib! Lascerai forse la religione di ‘Abdul Muttalib?” Così questi continuavano a dire questo a lui in modo che l’ultima affermazione che egli disse loro (prima di morire) fu: “Io sono della religioni di ‘Abdul Muttalib.” Quindi il Profeta disse, “Continuerò a chiedere il Perdono di Allah per te a meno che non mi sia proibito di farlo.” Quindi il verso seguente venne rivelato:

Corano 9:113 
Non è degno dei Profeti e di coloro che credono di chiedere perdono per i politeisti, anche se dovessero essere parenti prossimi, dopo che è divenuto chiaro a loro che sono abitanti dell’inferno.

Fu rivelato anche un altro versetto, dove si spiega che l’inefficacia delle pressioni di Maometto per convertire lo zio sono dovute al fatto che Allah guida chi vuole:

Corano 28:56 
Non sei tu che guidi coloro che ami: è Allah che guida chi vuole Lui. Egli ben conosce coloro che sono ben guidati.

L’altro hadith che tratta questa vicenda è il seguente:

Sahih Bukhari V5B58N224:
Narrato da Abu Said Al-Khudri: Ho sentito dire al Profeta quando qualcuno menzionò suo zio (i.e. Abu Talib): “Forse la mia intercessione sarà utile per lui nel Giorno della Risurrezione così che possa essere messo in un fuoco poco profondo che raggiungerà solo le sue caviglie. Il suo cervello bollirà a causa di esso.” 

Maometto insisteva perché suo zio Abu Talib – uomo pio che lo difese sempre nonostante egli andasse in giro ad offendere la religione del suo popolo – lo riconoscesse come “profeta di Allah” ripudiando la religione in cui egli aveva sempre creduto. Non soltanto, arriva ad affermare che lo zio brucerà all’inferno per l’eternità, e questo solo per essersi rifiutato di credere che Allah è l’unico dio da adorare. Il massimo che Maometto afferma di poter fare per lui è quello di sperare che il fuoco gli arrivi solo alle caviglie e gli fonda il cervello.

Le implicazioni di questo hadith sono chiare: anche chi vive una vita positiva, pacata, leale, giusta, amando il prossimo e i suoi familiari, brucerà all’inferno per sempre, per il solo peccato di non aver creduto in Allah.
Peggio ancora, andrà all’inferno anche se non ha avuto alcuna parte nel processo decisionale sul credere o non credere.
Questo non è il tipico esclusivismo di molte religioni, ma c’è una vera e propria linea netta che separa i credenti (chi ha recitato la shahada) e chi, nonostante i “veri segni”, non ha accettato di compiere la prassi della conversione.

« Infatti, quelli che senza colpa ignorano il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, e tuttavia cercano sinceramente Dio, e sotto l’influsso della grazia si sforzano di compiere con le opere la volontà di Dio, conosciuta attraverso il dettame della coscienza, possono conseguire la salvezza eterna ». 340

Non credere a quanto predicato da Maometto significa non adempiere al dovere principale a cui è chiamato ogni essere umano, ed é quindi l’azione più vile. E per questo che i termini con cui nel Corano si giudica chi è destinato all’inferno sono sprezzanti, carichi di odio, privi pietà.

Secondo il Corano le azioni dell’uomo vengono annotate da due angeli in un libro (hisab) e verranno prese in considerazione da Allah per decidere quali saranno le loro ricompense o le loro pene:

Corano 50:17
Quando i due che registrano seduti alla sua destra e alla sua sinistra, raccoglieranno [il suo dire],

Il Corano afferma che il giorno del giudizio gli uomini saranno divisi in tre gruppi. Due gruppi sono composti da credenti (i compagni della destra), ed andranno in Paradiso, anche se avranno ricompense minori o maggiori a seconda della volontà di Allah. L’altro gruppo, composto dai non credenti (i compagni della sinistra), andrà certamente all’inferno:

Corano 90:13-20
ed essere tra coloro che credono e vicendevolmente si invitano alla costanza e vicendevolmente si invitano alla misericordia. Costoro sono i compagni della destra, mentre coloro che non credono nei Nostri segni, sono i compagni della sinistra. Il Fuoco si chiuderà su di loro.

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