Il Corano e le scoperte scientifiche

Un argomento frequentemente usato dai musulmani per sostenere che il Corano è un libro miracoloso e inimitabile, è quello di citare alcuni versetti che conterrebbero delle “scoperte scientifiche“. Secondo i musulmani la scienza moderna avrebbe infatti provato l’esattezza dei dati coranici ed avrebbe così confermato l’origine divina di questo testo. Infatti, visto che i contemporanei del Profeta non conoscevano nulla delle verità scientifiche citate nel Corano (cosa per altro non del tutto vera come vedremo), ciò testimonierebbe che il Corano proviene di Allah.

Secondo i musulmani nel versetto 41:52 il Corano stesso stabilirebbe un nesso con i dati scientifici:

Di’: “Non vedete? Se [qusto Corano] viene da Allah e voi lo rinnegate, chi sarà più traviato di chi si allontana nello scisma? (41:52)

Dedicati a questo argomento sul web sono presenti molti articoli e in circolazione esistono persino dei libri. I forum e le pagine Facebook ne sono pieni e viene ripetuto fino alla nausea. Per capire l’importanza che questa “argomentazione apologetica” ha oggi nell’Islam basta aprire un confronto con un musulmano mettendo in discussione il fatto che il Corano sia un libro divino: una delle sue prime argomentazioni per controbattere al suo interlocutore, se non addirittura la prima, sarà che “è la stessa scienza a dimostrare che il Corano è divino”.

Peccato che questa interpretazione cosiddetta “scientifica” porti a risultati sconcertanti e nello sforzo equilibrista di armonizzare e far corrispondere il Corano con la scienza moderna si finisce con il cadere nel ridicolo.

Qui di seguito prenderemo in esame alcuni punti chiave (per mancanza di tempo non tutti) presenti nei link che abbiamo riportato sopra, per dimostrare che la tesi del “Corano libro scientifico” non ha alcun senso di esistere. In tutta sincerità questa argomentazione per noi è talmente debole da essere persino ridicola, però, visto che molti musulmani ne sono così tanto convinti, e visto che negli intenti di Islamicamentando c’è anche l’obiettivo di aprire gli occhi a queste persone, crediamo sia opportuno affrontarla una volta per tutte.
Premettiamo che l’articolo è stato scritto con un po’ di fretta, quindi, chiunque volesse aiutarci a migliorare la qualità delle nostre risposte o aggiungere qualcosa sarà ben accetto.

Astronomia

Argomentazione:
CREAZIONE DELL’UNIVERSO: ‘IL BIG BANG’
Il Corano contiene il seguente versetto, per quanto riguarda l’origine dell’universo: “Non sanno dunque i miscredenti che i cieli e la terra formavano una massa compatta? Poi li separammo e traemmo dall’acqua ogni essere vivente. Ancora non credono?” [ Corano 21:30 ]
La congruenza notevole fra il versetto Coranico e ‘il Big Bang ‘è inevitabile! Come potrebbe un libro, che in primo luogo è apparso nei deserti dell’Arabia 1400 anni fa, contenere questa verità scientifica profonda?

Risposta:
Qui l’autore sostiene che il passo citato sarebbe la prova della presenza della teoria del Big Bang nel Corano.
Orbene, non possiamo che obiettare. Il passo enuncia, invece, la circostanza che Allah avrebbe creato tutto da un’unica massa compatta.
Ciò, tra l’altro, segue lo stesso sviluppo che si trova similarmente anche nel libro della Genesi ma, a prescindere da ciò, si denota semplicemente che secondo il Corano Allah avrebbe creato tuttto l’universo a partire da una unica massa (di cui non si chiarisce l’origine, possiamo a questo punto assimilare il concetto all’assioma “All’inizio era il Verbo…” di nota memoria).
Allah, insomma, ha creato tutto separandolo da un’unica massa. Come lo ha fatto? In 10:3 si dice che la creazione sarebbe avvenuta in sei giorni.
Di esplosioni non vi è traccia. Nel versetto citato non si legge che Allah avrebbe fatto esplodere la massa, generando un’esplosione potentissima che avrebbe poi originato l’espansione dell’universo (questa è, in termini banali, la teoria del big bang che tra l’altro è ancora una teoria in quanto vi sono dei recenti sviluppi che aprono interessanti ipotesi a riguardo modificandone lievemente il contenuto, ma non è questa, ritengo l’articolo per approfondire).

Argomentazione:
C’ERA UNA MASSA GASSOSA INIZIALE PRIMA DELLA CREAZIONE DELLE GALASSIE
Gli scienziati dicono che prima che le galassie nell’universo siano state formate, la materia celeste era inizialmente sotto forma della materia gassosa. In breve, la materia o le nubi gassosa enormi erano presenti prima della formazione delle galassie. Descrivere la materia celeste iniziale, la parola ‘fumo ‘è più adatta del gas. Il seguente versetto Coranico si riferisce a questo dichiarazione dell’universo dalla parola dhukhan che significa il fumo.
“Poi si rivolse al cielo che era fumo e disse a quello e alla terra: ‘Venite entrambi, per amore o per forza’. Risposero: ‘Veniamo obbedienti!’. ‘” [ Corano 41:11 ]
Ancora, questo fatto è un corollario ‘al Big Bang ‘e gli arabi non ne erano a conoscenza durante il periodo del Profeta Muhammad (pace e benedizione su di lui). Quale allora, potrebbe essere la fonte di questa conoscenza?

Risposta:
Qui si desume dal passo “poi si rivolse al cielo, che era fumo” che il Corano avrebbe predetto che la materia originatasi dall’esplosione fosse gas. Ciò interpretando il termine arabo “dhukhan”.
Dovendoci esprimere con precisione linguistica e chiarezza concettuale, ci troviamo costretti a far notare ai musulmani che Allah avrebbe parlato al “cielo e alla terra”, cioè, il fumo del cielo sarebbe stato coesistente alla terra, il che negherebbe l’assimilazione del concetto al gas originatosi dall’esplosione dal quale sarebbero poi succeduti i fenomeni della creazione dei pianeti e tutto il resto.
Il passo citato non può in alcun modo far capire che l’Autore del Corano avesse cognizione né del Big Bang, né dei fenomeni successivi, tanto più che la creazione così come indicata in Corano 10:3 contrasta con quanto postula la teoria predetta.

Argomentazione:
LA FIGURA SFERICA DELLA TERRA
Nei primi tempi, la gente credeva che la terra fosse piana. Per i secoli, gli uomini avevano paura di avventurarsi in cose assai distanti, affinchè non sarebbero caduti nella trappola. Il signor Francis Drake era la prima persona che ha dimostrato che la terra è sferica quando ha navigato intorno essa nel 1597. Prendiamo in considerazione il seguente versetto Coranico per quanto riguarda l’alternazione del giorno e della notte: “Non hai visto che è per grazia di Allah che la nave solca il mare, affinchè vi mostri qualcuno dei Suoi segni?” [ Corano 31:29 ]
La fusione qui significa che la notte lentamente e gradualmente cambia al giorno e viceversa. Questo fenomeno può avvenire soltanto se la terra è sferica. Se la terra fosse piana, ci sarebbe stato un cambiamento improvviso dalla notte al giorno e dal giorno alla notte.
Il seguente versetto inoltre allude alla figura sferica della terra: “Ha creato i cieli e la terra in tutta verità. Arrotola la notte sul giorno e il giorno sulla notte.” [ Corano 39:5 ]
La parola araba usata qui è Kawwara che significa ‘da coincidere ‘o ‘da arrotolarsi ‘- il senso di un turbante intorno alla testa. La sovrapposizione o arrotolarsi del giorno e della notte può avvenire soltanto se la terra è sferica.
La terra non è esattamente tonda come una sfera, ma geo-sferica cioè è appiattita ai poli. Il seguente versetto contiene una descrizione della figura della terra: Dopo di ciò ha esteso la terra.” [ Corano 79:30 ] [la parola araba dahaha è tradotta da A. Yusuf Ali come “distesa ampia”, che inoltre è corretta. La parola dahaha inoltre significa un uovo di struzzo. ]

Risposta:
Anche in questo caso troviamo l’argomento poco credibile per come è stato impostato.
Pretendere di assimilare al passo citato la nave di Sir Francis Drake è un’evidente forzatura, in quanto non vi sono riferimenti oggettivi che possano far logicamente credere all’assunto.
Domandiamo, poi, come mai il Creatore del Corano, ipotizzato in Allah, avrebbe dovuto scomodare un europeo che avrebbe circumnavigato il globo “dimenticando”, per esempio, che Aristotele, circa nel 300 a.C. (e quindi in epoca antecedente) aveva dimostrato che la Terra era sferica osservando la forma dell’ombra che la stessa proiettava sulla luna durante un’ecclissi?
Per quanto attiene l’interpretazione della parola “kawwara”, il termine, che postula l’arrotolamento potrebbe valere anche per un disco piatto, un lungo bastone, ovvero un cilindro, per cui non è certamente conclusivo.

Argomentazione:
LA LUCE DELLA LUNA È LUCE RIFLESSA
Le prime civilizzazioni credevano che la luna emanasse luce propria. La scienza ora ci dice che la luce della luna è di luce riflessa. Tuttavia questo fatto è stato accennato nel Corano 1400 anno fa nel seguente versetto: “Benedetto Colui che ha posto in cielo le costellazioni, un luminare e una luna che rischiara!” [ Corano 25:61 ]
La parola araba che si usa per il sole nel Corano, è shams. Si riferisce come siraaj, che significa ‘una torcia ‘o come wahhaaj che significa ‘una lampada ardente ‘ o come diya che significa ‘la gloriasplendente ‘. Tutte e tre le descrizioni sono adatte al sole, poiché genera il calore e la luce intensa dalla relativa combustione interna. La parola araba per luna è qamar ed è descritta nel Corano come muneer, che è un corpo che dà la luce nur. Di nuovo, la descrizione Coranica abbina perfettamente con la natura allineare della luna, che non emana la luce in se ed è un corpo inerte che riflette la luce del sole. Non una volta nel Corano, la luna è accennata come siraaj, wahhaaj o diya o il sole come nur o muneer. Ciò implica che il Corano riconosca la differenza fra la natura di luce solare ed il chiaro di luna.
Considerate i seguenti versetti relativi alla natura della luce dal sole e dalla luna: “E’ Lui che ha fatto del sole uno splendore e della luna una luce” [ Corano 10:5 ]
“Non avete considerato come Allah ha creato sette cieli sovrapposti e della luna ha fatto una luce e del sole un luminare?” [ Corano 71:15-16 ]

Risposta:
Le conoscenze linguistiche che qui vengono finemente applicate all’arabo coranico sono le medesime che si possono applicare al greco antico. Il greco “selene” (lo scriviamo con caratteri latini solo per comodità) ha il medesimo significato utilizzato dagli arabi, per cui a medesimo significato, medesima interpretazione. Idem dicasi, se si volesse approfondire, per il sanscrito (ciandrà-mas).
Aggiungiamo che come abbiamo specificato sopra Aristotele aveva osservato le ombre proiettate dalla Terra sulla luna e questo postula la conoscenza di una luminosità indotta, e che Pitagora credeva fosse un pianeta (il che non è dissimile dal vero, tenuto conto delle differenze tra pianeti e satelliti).
Quindi non è solo l’Autore del Corano ad avere maturato una conoscenza sull’origine lunare quale quella ivi esposta, si trattava di un fatto acquisito da lungo tempo.
I musulmani, nel tentativo di avvalorare la posizione che gli stanno a cuore, tendano a dimenticare i notevolissimi progressi scientifici che l’umanità aveva compiuto, al di fuori dell’Europa stessa, ben prima della “creazione” del Corano, trascurando, altresì, i contatti tra le popolazioni e lo scambio di informazioni pacificamente avvenuto.

Argomentazione:
IL SOLE RUOTA
I filosofi e gli scienziati europei a lungo hanno ritenuto che la terra stesse ferma al centro dell’universo e che ogni altro corpo, compreso il sole girasse intorno ad essa. In occidente, questo concetto geocentrico dell’universo era prevalentemente giusto dal tempo di Ptolemy nel secondo secolo A.C. Nel 1512, Nicholas Copernicus propose la sua teoria eliocentrica di movimento planetario, che ha asserito che il sole è immobile al centro del sistema solare con i pianeti che girano intorno ad esso.
Nel 1609, lo scienziato tedesco Yohannus Keppler ha pubblicato ‘Astronomia Nova’. In questo concluse che non soltanto i pianeti si muovono nelle orbite ellittiche intorno al sole, inoltre ruotano sulle loro asse a velocità irregolari. Con questa conoscenza fu per gli scienziati europei possibile spiegare correttamente molti dei meccanismi del sistema solare compreso la sequenza della notte e del giorno.
Dopo queste scoperte, si è pensato che il sole fosse fermo e non ruotasse intorno all’asse come per la terra. Mi ricordo di aver studiato questo errore dai libri di geografia durante i miei giorni di scuola. Prendiamo in considerazione il seguente versetto Coranico: “Egli è Colui che Ha creato la notte e il giorno, il sole e la luna: ciascuno naviga alla sua orbita” [ Corano 21:33 ]
La parola araba usata nel versetto è yasbahûn . La parola yasbahûn è derivato dalla parola sabaha. Porta con esso l’idea di movimento che viene da tutto il corpo che si muove. Se usate la parola per un uomo sulla terra, non significherebbe che stesse rotolando bensì che stesse camminando o correndo. Se usate la parola per un uomo in acqua non significherebbe che stesse galleggiando ma che stesse nuotando.
Similmente, se usate la parola yasbah per corpo celeste quale è il sole, non significherebbe solo che stesse volando attraverso lo spazio, bensì che stesse ruotando mentre passa attraverso lo spazio. La maggior parte dei libri scolastici hanno riportato il fatto che il sole ruotasse al relativo asse. La rotazione del sole riguardo il proprio relativo asse che può essere dimostrata per mezzo di un’apparecchiatura che proietta l’immagine del sole sul piano d’appoggio in modo da poter esaminare un’immagine del sole senza essere accecato. Si nota che il sole ha punti che completano un movimento circolare alla volta ogni 25 giorni cioè che il sole impiega approssimativamente 25 giorni per ruotare intorno al relativo asse.
Infatti, il sole viaggia attraverso lo spazio approssimativamente 150 miglia al secondo ed impiega circa 200 milione di anni per completare un giro intorno al centro della nostra galassia del senso latteo.
“Non sta al sole raggiungere la luna e neppure alla notte sopravanzare il giorno. Ciascuno vaga nella sua orbita.” [ Corano 36:40 ]
Questo versetto accenna un fatto essenziale scoperto dall’astronomia moderna, cioè l’esistenza di diverse orbite del sole e della luna ed il loro viaggio attraverso lo spazio con il loro movimento. Verso il ‘posto fisso’, quale il sole viaggia, trasportando con esso il sistema solare, è stato situato esattamente dall’astronomia moderna. È stato dato un nome, l’Apice Solare. Il sistema solare sta effettivamente muovendosi nello spazio verso un punto situato nella costellazione di Ercole (Strato di Alfa) da cui la posizione esatta è stabilita saldamente.
La luna ruota intorno al relativo asse nella stessa durata che impiega per girare intorno alla terra. Impiega circa 29 giorni e 1⁄2 per completare una rotazione. Si può essere stupiti dell’esattezza scientifica dei versetti Coranici. Non dovremo forse pendere in considerazione la domanda: “Quale era la fonte di conoscenza contenuta nel Corano?”

Risposta:
Già Anassagora postulava che il sole si muovesse, senza dimenticare il concetto del Dio Apollo che spostava il Sole, molto eloquente nel descrivere il concetto che l’Astro si muovesse secondo uno schema e alla sera fosse riportato alla sua “dimora”. Lo stesso potremmo dire per Aristarco di Samo.
E se dovessimo parlare di meraviglie scientifiche come non menzionare il fatto che Eusebio di Cesarea ebbe a misurare, millenni fa, la distanza tra il Sole e la Terra con una precisione tale da avere uno scarto di circa l’1% rispetto al dato rilevato dalle moderne apparecchiature?
L’uomo ha compiuto scoperte meravigliose, se Eusebio ha fatto ciò, non vi è da meravigliarsi di molto altro.

Argomentazione:
Il SOLE SI ESTINGUERÀ DOPO UN DETERMINATO PERIODO
La luce del sole è dovuta a un processo chimico sulla relativa superficie che sta avvenendo continuamente dagli ultimi cinque miliardi di anni. Terminerà ad un certo momento nel futuro quando il sole sarà completamente estinto portando all’estinzione tutta la vita sulla terra.
Per quanto riguarda l’impermanenza dell’esistenza del sole il Corano dice: “E il sole che corre verso la sua dimora: questo è il Decreto dell’Eccelso, del Sapiente.” [ Corano 36:38 ] [ un messaggio simile è nel Corano in 13:2, in 35:13, in 39:5 e in 39:21 ]
La parola araba usata qui è mustaqarr, che significa un luogo o una data che sono determinate. Così il Corano dice che il sole si muove verso un determinato luogo e farà così solo fino ad un periodo di tempo predeterminato – significa che arriverà al suo termine o si estinguerà.

Risposta:
Il versetto che qui si cita si riferisce ad un movimento, non ad una fine.
Ma se anche fosse vero (il che per quanto ci rugarda è negato) che il versetto si riferisse ella fine del Sole/Terra, non vi sarebbe molto di nuovo. Già secondo i Maya il mondo sarebbe dovuto finire in una determinata data, esattamente nel 2012. Vi sono cenni sulla fine del mondo in ogni religione, è solo la data che cambia o non è ben identificata.
In questo il Corano, o almeno il passo che qui si cita, non fornisce neppure una indicazione, per cui, passiamo oltre.

Argomentazione:
LA PRESENZA DELLA MATERIA INTERSTELLARE
I sistemi astronomici organizzati della parte esterna dello spazio era inizialmente un vuoto. Gli astro-fisici più tardi scoprirono la presenza di ponti della materia in questo spazio interstellare. Questi ponti della materia sono i plasma e consistono del gas completamente ionizzato che contiene il numero uguale di elettroni liberi e di ioni positivi. Il plasma a volte è denominato il quarto stato della materia (oltre ai tre conosciuti stati cioè il solido, il liquido ed il gas). Il Corano accenna la presenza di questo materiale interstellare nel seguente versetto: “Egli è Colui che ha creato i cieli e la terra e quello che vi è frammezzo.” [ Corano 25:59 ]
Sarebbe ridicolo, per qualcuno dire che la presenza di materiale interstellare galattico era conosciuto 1400 anni fa.

Risposta:
Anche in questo caso sono stati attribuiti ad un versetto contenuti che non gli appartengono. In quel versetto si parla di ciò che vi è nel frammezzo tra i “cieli” e la Terra.
Potremmo quindi, argomentando in maniera oggettiva, pensare che tra cielo e Terra vi sia tutto ciò che popola la Terra, Crediamo sarebbe una interpretazione più consona al testo.
Si parla, poi, di “cieli”, al plurale, locuzione che non si applica certamente allo spazio, tenuto conto che la delimitazione è sempre la “terra”, al singolare.
Ove si rinvenga un contenuto similare al plasma, una sua enunciazione o chiarimento, non ci è dato di vederla.

Argomentazione:
L’UNIVERSO IN ESPANSIONE
Nel 1925, un astronomo americano di nome Edwin Hubble, osservò l’evidenza, cioè che tutte le galassie stanno retrocedendo l’un l’altra, quale implica che l’universo si stia espandendo. L’espansione dell’universo ora è un fatto scientifico stabilito. Questo è quanto dice il Corano per quanto riguarda la natura dell’universo: “Il cielo lo abbiamo costruito con la Nostra potenza e costantemente lo estendiamo nell’immensità.” [ Corano 51:47 ]
La parola araba mûsi’ûn è tradotta correttamente come ‘espandendolo ‘e si riferisce alla creazione dell’espansione più vasta dell’universo. Stephen Hawking, nel suo libro, ‘ Breve storia del tempo ‘, dice, “la scoperta che l’universo si sta espandendo fu una delle più grandi rivoluzioni intellettuali del ventesimo secolo.”
Il Corano ha accennato l’espansione dell’universo, persino prima che l’uomo imparasse a costruire un telescopio! Alcuni diranno che la presenza dei fatti astronomici nel Corano non sono una sorpresa poiché gli arabi erano piuttosto avanti nel campo dell’astronomia. Sono giusti nel riconoscere l’avanzamento degli arabi nel campo dell’astronomia. Tuttavia non riescono a rendersi conto che il Corano è stato rivelato secoli prima che gli arabi si specializzassero nell’astronomia. Inoltre molti dei fatti scientifici sopra accennati che riguardano l’astronomia, come l’origine dell’universo con una grande esplosione (Big Bang), non erano noti agli arabi neppure coloro che erano al massimo dell’avanzamento scientifico. I fatti scientifici accennati nel Corano non sono quindi dovuti all’avanzamento degli arabi nell’astronomia. Piuttosto, è vero il contrario. Gli arabi erano avanzati nell’astronomia, perché l’astronomia occupa un posto nel Corano.

Risposta:
Senza entrare nel merito del fatto che al momento l’espansione dell’universo è oggetto di dibattiti, rilevo che il versetto che qui si cita non dice, nei fatti, gran che. Si tratta di una affermazione della potenza di Dio (ritengo che il plurale sia usato proprio per questo). Si parla di espansione del cielo ma non è certo comprovato che il cielo sia l’universo, altrimenti cadrebbe la precisione linguistica del Corano, visto che la volta celeste non è il cielo e il concetto non è assimilabile.

Fisica

Argomentazione:
L’ESISTENZA DI PARTICELLE SUBATOMICHE
Nei periodi antichi una teoria ben nota dal nome ‘ Teoria di Atomismo ‘ è stata ampiamente accettata. Questa teoria originalmente è stata proposta dai Greci, in particolare da un uomo chiamato Democritus, che ha vissuto circa 23 secoli fa. Democritus e la gente che venne dopo lui, disse che la più piccola unità della materia era l’atomo. Gli arabi credevano la stessa cosa. La parola araba dharrah è più comunemente conosciuta come atomo. Nei periodi recenti la scienza moderna ha scoperto che è possibile spaccare persino un atomo. Che l’atomo può essere spaccato è una scoperta del ventesimo secolo. Quattordici secoli fa questo concetto sarebbe sembrato insolito anche ad un arabo. Per lui il dharrah era il limite oltre cui uno non potrebbe andare. Il seguente versetto del Corano tuttavia, rifiuta questo limite: “I miscredenti dicono: ‘Non ci raggiungerà l’Ora’. Di: ‘No, per il mio Signore: certamente giungerà a voi, per Colui che conosce l’invisibile’, Colui al quale non sfugge il peso di un atomo, nei cieli e sulla terra, e non c’è nulla di più grande o più piccolo che non sia in un Libro chiarissimo.” [ Corano 34:3 ] [ Un Messaggio simile è riportato nel Corano in 10:61 ]
Questo versetto si riferisce alla conoscenza di Dio in tutte le cose, nascoste o apparenti. Allora prosegue e dice che Dio è informato su tutto, compreso cosa è più piccolo o più grande dell’atomo. Così il versetto indica chiaramente che è possibile per qualcosa di più piccolo dell’atomo esistere, un fatto scoperto soltanto recentemente dalla scienza moderna.

Risposta:
Anche in questo caso, abbiamo la netta sensazione che si attribuisca ad un versetto significati che non gli competono.
Vada per Democrito, citiamo anche Epicuro in materia di studi sull’atomo.
La questione, a mio avviso, è mal posta: la credenza che vi fosse un elemento oltre il quale fosse impossibile scendere era, ed è, esatta. Quell’elemento era stato, erroneamente, identificato in qualcosa chiamato “atomo” il nome questo significa.
Allorchè la scienza si avvide dell’esistenza di una particella molto piccola, la chiamò atomo in onore di Democrito e si ritenne comprovata la sua intuizione. corano scienza atomo
Orbene, oggi si è visto che, nella realtà, le particelle “atomiche” elementari sono 3 famiglie di coppie di fermioni (6 quark), 3 famiglie di coppie di leptoni (elettroni, mu, tau e neutrini) e i bosoni (i W uno Z neutro e il fotone, piu l’Higgs e i gluoni)… Gli “atomi” di democrito sono questi.
Questo fa si che le acute osservazioni di Democrito siano ancora valide in campo prettamente speculativo, in quanto egli aveva ben compreso il concetto che alla base di tutto vi dovesse essere una particella elementare non divisibile ulteriormente. Per non scompaginare quanto oramai acquisito nell’immaginario, si sono definite dette particelle “subatomiche” ma nella realtà esse sono gli “atomi” cui accennava Democrito!
Cosa dice, quindi, di scientificamente esatto il passo citato? Nulla. Se mi fosse stato detto che Dio ha creato protoni, elettroni e neutroni allora avremmo potuto argomentare su una presa di posizione scientificamente convalidata, ma dire che “non c’è nulla di più grande di un atomo o di più piccolo di un atomo che non sia in un libro chiarissimo” è una locuzione che chiarisce la grandezza di Dio e la Sua onnipotenza, null’altro.
Non si dice che l’atomo, inteso come quell’elemento base fosse “erratamente” ritenuto la particella più piccola, anzi, a ben vedere, sembra proprio che anche il Corano cada nel medesimo equivoco.

Geografia:

Argomentazione:
IL CICLO DELL’ACQUA
Nel 1580, Bernard Palissy era il primo uomo a descrivere il concetto ‘del ciclo dell’acqua ‘. Ha descritto come l’acqua si volatilizza dagli oceani e si raffredda per formare le nubi. Le nubi si spostano all’interno dove loro aumentano, si condensano e cadono come pioggia. Questa acqua si riunisce come i laghi e flussi e scorre di nuovo all’oceano in un ciclo continuo. Nel settimo secolo B.C., Thales di Miletus credeva che lo spruzzo di superficie degli oceani fosse preso dal vento e trasportato nell’entroterra per cadere come pioggia. Nei periodi precedenti la gente non conosceva la fonte di acqua sotterranea. Pensarono che l’acqua degli oceani, sotto l’effetto dei venti, si spinse verso l’entroterra dei continenti. Inoltre credevano che l’acqua ritornasse da un passaggio segreto, o al Grande Abisso. Questo passaggio è collegato agli oceani ed è stato chiamato il ‘Tartarus’, sin dai tempi di Platone. Persino Descartes, grande pensatore del diciottesimo secolo, la pensa a questo modo. Fino al diciannovesimo secolo, la teoria di Aristotele era prevalente. Secondo questa teoria, l’acqua è stata condensata nelle grotte fredde della montagna e formato i laghi sotterranei che hanno alimentato le sorgenti. Oggi, sappiamo che l’acqua piovana che si filtra nelle crepe della terra è responsabile di ciò.
Il ciclo dell’acqua è descritto dal Corano nei seguenti versetti:
“Non vedi dunque che Allah ha fatto scendere l’acqua dal cielo e poi l’ha guidata, nella terra, verso fonti sgorganti; quindi per suo tramite fa germinare graminacee dai diversi colori.” [ Corano 39:21 ]
“E fa parte dei Suoi segni farvi scorgere il lampo, con timore e brama, e far scendere dal cielo l’acqua con la quale ridà vita alla terra che già era morta. Ecco davvero segni per coloro che ragionano.” [ Corano 30:24 ]
“E facemmo scendere l’acqua dal cielo in quantità misurata e la mantenemmo sulla terra, anche se abbiamo la capacità di farla sparire.” [ Corano 23:18 ]
Nessun altro testo precedente a 1400 anni fa dà descrizione così esatta del ciclo dell’acqua.

I VENTI IMPREGNANO LE NUBI
” I venti mandammo, portatori di fertilità, e dal cielo facemmo scendere l’acqua con la quale vi dissetiamo e che non sapreste conservare (nell’abbondanza).” [ Corano 15:22]
La parola araba usata qui è lawâqih, che è il plurale di laqih dal laqaha, che significa impregnare o fecondare. In questo contesto, impregnare significa che il vento spinge le nubi che aumentano insieme la condensazione che causa il lampo e così piove. Una descrizione simile è trovata nel Corano: ” Allah è Colui che invia i venti che sollevano una nuvola; la distende poi nel cielo come vuole e la frantuma, e vedi allora le gocce uscire da suoi recessi. Quando poi ha fatto sì che cadano su chi vuole tra i Suoi servitori, questi ne traggono lieta novella, [ Corano 30:48 ]
Le descrizioni Coraniche sono assolutamente esatte e acconsentono perfettamente con i dati moderni sull’idrologia. Il ciclo dell’acqua è descritto in parecchi versetti del Glorioso Corano, compreso 3:9, 7:57, 13:17, 25:48- 49, 36:34, 50:9-11, 56:68-70, 67:30 e 86:11.

Risposta:
Ci sono dei momenti in cui mi sembra di capire che i musulmani propongano una prospettazione in cui il Profeta sarebbe stato poco più che un uomo della preistoria, azzerando millenni di conoscenze acquisite pacificamente per ogni dove.
Lo zampilio dell’acqua dalle fonti, la pioggia derivata dalle nubi, sono tutti fenomeni conosciuti e ricavabili da una semplice osservazione empirica.
Il Corano nasce nel VII secolo, epoca in cui la civiltà era in un momento di particolare splendore, non dimentichiamo i due imperi romani di occidente e di oriente e tutto quanto li ha preceduti.
Tra l’altro i versetti citati non chiariscono il concetto del ciclo dell’acqua, come pretenderebbe di spiegare chi ha scritto questo passo, ma solo l’origine divina dei fenomeni riscontrati.
Tra l’altro sono invece numerosi gli autori greci che ritenevano che il vapore acqueo fosse portato dal vento nel cielo e causasse la pioggia, per cui, ancora una volta, nihil novi sub sole.

Geologia

Argomentazione:
LE MONTAGNE SONO COME LE SPINE (PALI)
Nella geologia, il fenomeno ‘di piegarsi ‘è un fatto recentemente scoperto. La piegatura è responsabile della formazione delle catene di montagne. La crosta terrestre, su cui viviamo, è come una solida copertura, mentre gli strati più profondi sono caldi e fluidi e così inospitale a tutta la forma di vita. Inoltre è risaputo che la stabilità delle montagne è collegata al fenomeno del piegarsi, dato che si sapeva che dovevano fornire le fondamenta per i rilievi che costituiscono le montagne. I geologi ci dicono che il raggio della terra sia di circa 3.750 miglia e la crosta su cui viviamo è molto sottile, variando fra 1 – 30 miglia. Poiché la crosta è sottile, ha un’alta possibilità di agitazione. Le montagne si comportano come i pali o le spine della tenda che tengono la crosta terrestre e gli danno la stabilità. Il Corano contiene esattamente una tal descrizione nel seguente versetto: “Non facemmo della terra.una.culla, delle montagne pioli? “ [ Corano 78:6-7 ]
La parola awtad significa pali (pioli) o spine (come quelli usati per ancorare una tenda); sono le fondamenta profonde delle piegature geologiche. Un libro chiamato ‘terra ‘ è considerato come manuale di riferimento di base sulla geologia in molte università nel mondo. Uno degli autori di questo libro è Frank Press, che è stato il presidente dell’Accademia delle scienze negli U.S.A per 12 anni ed era il consigliere della scienza del Presidente precedente Jimmy Carter degli Stati Uniti. In questo libro illustra la montagna in una figura e la montagna in se come piccola parte del tutto, di cui la radice è profondamente fortificata nella terra . [Earth, Press and Siever, p. 435. Vedere anche Earth Science, Tarbuck e Lutgens, p. 157]. Secondo il Dott. Press, le montagne svolgono un ruolo importante nella stabilizzazione della crosta della terra.
Il Corano accenna chiaramente la funzione delle montagne nell’impedire che la terra si agiti: “Abbiamo infisso sulla terra le montagne, affinché non oscilli coinvolgendoli e vi ponemmo larghi passi . Si sapranno dirigere? .” [ Corano 21:31 ]
Le descrizioni Coraniche sono in perfetto accordo con i dati geologici moderni.

LE MONTAGNE HANNO RIPARATO SALDAMENTE
La superficie della terra è rotta in molte piastre rigide che sono di circa 100 chilometri di spessore. Queste piastre galleggiano su una regione parzialmente fusa che si chiama astenosfera. Le forme della montagna si presentano con delle piastre attorno. La crosta terrestre è spessa 5 chilometri sotto gli oceani, spessa circa 35 chilometri sotto le superfici continentali piane e spessa quasi 80 chilometri sotto le gamme grandi della montagna. Queste sono le fondamenta forti su cui le montagne si levano in piedi. Il Corano inoltre parla delle fondamenta forti della montagna nel seguente versetto: “e le montagne le ha ancorate.” [ Corano 79:32 ] [ un simile messaggio è contenuto nel Corano in 88:19, in 31:10 ed in 16:15]

Risposta:
Facciamo i nostri complimenti per la precisione linguistica con cui sono stati chiariti i concetti relativi gli aspetti geologici della Terra, ma ancora una volta non possiamo che dissentire dall’autore.
Anzi, è proprio l’approccio dell’autore, che porta a rinvenire nel Corano concetti espressi con chiarezza concettuale e precisione linguistica a fornirmi lo spunto.
Posto che le montagne sono il frutto dello scontro di placche tettoniche o di fenomeni vulcanici, dire che esse “servono” per stabilizzare la crosta terrestre è confondere l’effetto con la causa.
Le stesse, causate dagli scontri, rappresentano l’epilogo dello scontro e scaricando le energie delle faglie e delle placche, stabilizzano i movimenti sismici e tellurici.
Ma dire che le montagne “servano” a tale scopo è inesatto e se dobbiamo ritenere che il Corano sia preciso, il concetto è errato.
Ma c’è di più.
Qui si precisa che il termine usato è “pioli”, orbene, il piolo è qualcosa che si posizione sulla Terra e si fa penetrare in essa, quindi esso ha un’origine dall’alto verso il basso, le montagne sono l’opposto.
E questo applicando una rigorosa analisi del concetto letterale che viene detto essere usato nel Corano.
Ciò dimostra, a nostro avviso, il fatto che non vi sia una pretesa di verità scientifica alla base del Corano, le locuzioni usate portano ad una valutazione del testo su una base religiosa e di segno, ma non altrove.
Può andar bene per il credente ritenere che Dio abbia voluto le montagne, ma non vi è altro riferimento scientifico. I fenomeni tellurici erano noti all’uomo dei tempi del Profeta per cui si ha null’altro che l’esplicitazione di un concetto noto.

Oceanologia

Argomentazione:
BARRIERA FRA L’ACQUA DOLCE E SALATA
Considerando i seguenti versetti del Corano: “Ha lasciato liberi mari affinché si incontrassero, [ma] fra loro vi è una barriera che non possono oltrepassare. “ [ Corano 55:19-20 ]
Nel testo arabo la parola barzakh significa una barriera o un divisorio. Questa barriera non è un divisorio fisico. La parola araba maraja significa letteralmente che ‘ si incontrano e si mescolano a vicenda ‘. I primi commentatori del Corano non potevano spiegare i due significati opposti per i due corpi dell’acqua, cioè si incontrano e si mescolano allo stesso tempo, c’ è una barriera fra loro. La scienza moderna ha scoperto che nei luoghi in cui i due mari differenti vengono a contatto, c’ è una barriera fra loro. Questa barriera divide i due mari in modo che ogni mare abbia la propria temperatura, salinità e densità. C’ è un’inclinazione mai vista acquatica fra i due mari attraverso il quale l’acqua di un mare passa all’altro.
Ma quando l’acqua di un mare entra nell’altro mare, perde la sua caratteristica che la contraddistingue e diventa, con l’altra acqua, omogeneizzata. In un modo questa barriera serve da zona d’omogeneizzazione di transizione per le due acque. Questo fenomeno scientifico accennato nel Corano inoltre è stato confermato da Dr. William Hay che è uno scienziato e professore delle scienze geologiche all’Università del Colorado, in U.S.A. Il Corano inoltre accenna questo fenomeno nel seguente versetto: “Che vi fatto scorrere i fiumi, vi ha posto immobili montagne e stabilito una barriera tra le due acque” [ Corano 27:61 ]
Questo fenomeno si presenta in parecchi luoghi, compreso il divisore fra il Mediterraneo e l’Oceano Atlantico a Gibralter. Ma quando il Corano parla del divisore fra l’acqua salata e fresca, accenna l’esistenza “di un divisorio ostile” con la barriera. ” Egli è Colui che ha fatto confluire le due acque: una dolce e gradevole, l’altra salata e amara, e ha posto tra loro una zona intermedia, una barriera insormontabile .” [ Corano 25:53 ]
La scienza moderna ha scoperto che in estuari, in cui il raduno dell’acqua salata e l’acqua fresca (dolce) si incontrano, la situazione è in qualche modo differente da quella trovata nei posti dove i due mari vengono a contatto. È stato scoperto che cosa distingue l’acqua dolce dall’acqua salata in estuari è “una zona di picnocline con una profonda discontinuità di densità che separa i due strati.” 
Questo fenomeno si presenta in parecchi posti, compreso l’Egitto, in cui il fiume Nilo fluisce nel mare mediterraneo.

OSCURITA’ NELLE PROFONDITÀ DELL’OCEANO
Il prof. Durga Rao è un esperto in materia della geologia marina ed era un professore del re Abdul Aziz dell’Università in Jeddah. Lui ha chiesto di commentare il seguente versetto: ” Oppure [le loro opere sono paragonabili] a tenebre di un mare profondo, le onde lo coprono, [onde] al di sopra delle quali si ergono [altre] onde sulle quali vi sono le nuvole. [Ammassi di] tenebre le une sulle altre, dove l’uomo che stende la mano quasi non può vederla. Per colui cui Allah non ha dato la luce, non c’è alcuna luce !” [ Corano 24:40 ]
Il prof. Rao ha detto che gli scienziati hanno adesso confermato, per mezzo di un’apparecchiatura moderna che c’ è oscurità nelle profondità dell’oceano. Gli esseri umani non possono tuffarsi da soli sott’acqua per più di 20 – 30 metri e non possono sopravvivere nelle regioni oceaniche profonde ad una profondità di più di 200 metri. Questo versetto non si riferisce a tutti i mari perché non tutti i mari possono essere descritti come se avessero accumulato oscurità con uno strato di eccedenza sopra l’altro. Si riferisce particolarmente ad un mare profondo o ad un oceano profondo, mentre il Corano dice, “oscurità in un oceano profondo e ampio”. Questo strato di oscurità in un oceano profondo è il risultato di due cause:
1. Un raggio luminoso si compone di sette colori. Questi sette colori sono viola, indaco, l’azzurro, il verde, il colore giallo, arancione e rosso (VIBGYOR). Il raggio luminoso subisce la rifrazione quando colpisce l’acqua. I 10 – 15 metri superiori di acqua assorbono il colore rosso. Di conseguenza se un tuffatore è a 25 metri sott’acqua e si ferisce, non potrebbe vedere il colore rosso del suo sangue, perché il colore rosso non raggiunge questa profondità. I raggi similmente arancioni sono assorbiti a 30 – 50 metri, il colore giallo a 50 – 100 metri, verde blu a 100 – 200 metri e per concludere, oltre 200 metri viola e indaco superiore a 200 metri. Dovuto la scomparsa successiva di colore, uno strato dopo un altro, l’oceano diventa progressivamente più scuro, cioè l’oscurità avviene negli strati di luce. Sotto una profondità di 1000 metri c’è oscurità completa [Oceani, Elder e Pernetta, p. 27 ]
I raggi del sole sono assorbiti dalle nubi, che a loro volta spargono i raggi luminosi che causano così uno strato di oscurità sotto le nubi. Ciò è il primo strato di oscurità. Quando l’estensione dei raggi sono luminosi la superficie dell’oceano è riflessa dall’onda di superficie dandogli un’apparenza lucida. Di conseguenza le onde riflettono la luce e causano l’oscurità. La luce non riflessa penetra nelle profondità dell’oceano. Di conseguenza l’oceano ha due parti. La superficie caratterizzata da luce e calore e la profondità caratterizzata l’oscurità. La superficie è più ulteriormente separata dalla parte profonda dell’oceano dalle onde. Le onde interne coprono le acque profonde dei mari e degli oceani perché le acque profonde hanno una più alta densità delle acque che si trovano sopra. L’ oscurità comincia sotto le onde interne. Neppure i pesci nelle profondità dell’oceano possono vedere; la loro unica fonte luminosa proviene dai loro propri corpi.
Il Corano accenna giustamente: ” tenebre di un mare profondo, le onde lo coprono, [onde] al di sopra delle quali si ergono [altre] onde “.
Cioè sopra queste onde ci sono più tipi di onde, cioè quelle trovate sulla superficie dell’oceano. Il versetto del Corano continua, ” sulle quali vi sono le nuvole. [Ammassi di] tenebre le une sulle altre.”
Queste nubi come abbiamo spiegato sono barriere una sopra l’altra che facilita l’oscurità da assorbimento di colori a livelli differenti.
Il prof. Durga Rao ha concluso dicendo, “1400 anni fa un normale essere umano non potrebbe spiegare molto questo fenomeno in modo dettagliato. Così le informazioni devono venire da una fonte soprannaturale “.

Risposta:
Quanto ho detto sopra vale anche per questo argomento.
Le foci dei fiumi erano navigate da millenni (Fenici, Greci, Egizi, Babilonesi, Mesopotamici…) ed essi avevano notato il fenomeno dello scontro tra le due correnti di acqua, quella dolce e quella salata, il fenomeno del reflusso, così come avevano ben studiato le maree. Avvertiamo che su questo punto c’è persino una contraddizione, perché si parla di una barriera, che impedirebbe il miscuglio, mentre l’acqua salata e l’acqua dolce si mescolano dopo fasi di transizioni.

Lo stesso dicasi per le “tenebre abissali” e le correnti marine, erano fenomeni osservati, cui l’uomo non si sapeva dare una spiegazione ma che esistevano in natura, da qui è facile capire come gli stessi siano stati attribuiti a Dio, in mancanza di spiegazioni scientifiche, ottenute tempo dopo.
Forse in alcuni momenti l’autore confonde la dimostrazione scientifica di fenomeni con la loro constatazione.
E lo stesso discorso che si può fare per il calamaro gigante.
L’animale esiste da millenni, allorchè taluni rari esemplari giungevano morti a riva o venivano avvistati, i marinai, atterriti, pensavano a mostri e nascevano leggende.
Oggi si è dimostrata la loro esistenza e l’animale è stato classificato e studiato.
Ritenere di origine divina un testo antecedente alla classificazione di detti animali che parla degli stessi sarebbe risibile, ma il discorso vale per molti dei fenomeni a cui si riferisce l’autore.

Biologia

Argomentazione:
OGNI COSA VIVENTE È FATTA DI ACQUA
Consideriamo il seguente versetto del Corano: ” Non sanno dunque i miscredenti che i cieli e la terra formavano una massa compatta? Poi li separammo e traemmo dall’acqua ogni essere vivente . Ancora non credono? “ [ Corano 21:30 ]
Solo dopo che si è andati avanti nella scienza, conosciamo quel citoplasma, la sostanza di base della cellula del quale ci componiamo è fatta sopra l’ 80% di acqua. La ricerca moderna inoltre ha rivelato che la maggior parte degli organismi consistono di 50% e 90% di acqua e che ogni entità vivente ha bisogno di acqua per la sua esistenza. Era possibile che 14 secoli fa degli esseri viventi indovinassero che ogni essere vivente è fatto di acqua? Inoltre una tal congettura sarebbe immaginabile da un umano nei deserti dell’Arabia in cui c’ è stata sempre scarsità di acqua? Il seguente versetto si riferisce alla creazione degli animali d’acqua: “ed Allah ha generato ogni animale dall’ acqua.” [ Corano 24:45 ]
Il seguente versetto si riferisce alla creazione degli esseri umani dall’ acqua: ” Egli è Colui che dall’acqua , ha creato una specie umana e la ha resa consanguinea ed affine . Il tuo Signore è potente. “ [ Corano 25:54 ]

Risposta:
Che l’acqua sia fonte di vita l’uomo lo sa da sempre. Parliamo di Talete ed Anassimandro, che hanno ritenuto che l’acqua fosse fonte di vita e gli animali e l’uomo “provenissero dell’acqua”.
Ricordiamo l’origine divina che gli uomini primitivi davano a fiumi, laghi ed al mare.

Botanica

Argomentazione:
PIANTE CREATE IN COPPIA, MASCHIO E FEMMINA
Precedentemente gli esseri umani non sapevano che anche le piante hanno distinzioni maschili e femminili di genere. La botanica dichiara che ogni pianta ha un genere maschile e femminile. Anche le piante che sono unisessuali hanno elementi distinti sia del maschio che della femmina. ” E’ Lui che vi ha dato la terra come culla e vi ha tracciato sentieri e dal cielo fa scendere l’acqua per mezzo della quale facciamo germinare diverse specie di piante . “ [ Corano 20:53 ]

FRUTTI CREATI IN COPPIA, MASCHIO E FEMMINA
” Ed Egli è Colui che ha disteso la terra, vi ha posto montagne e fiumi, e di ogni frutto ha stabilito in essa una coppia. Fa sì che la notte copra il giorno . Ecco i segni per coloro che riflettono! “ [ Corano 13:3 ]
La frutta è il prodotto finale della riproduzione delle piante superiori. La fase precedente della frutta è il fiore, che ha organi maschili e femminili (stami ed ovuli). Una volta che il polline è stato trasportato al fiore, porta i suoi frutti, che a sua volta fa maturare e libera il suo seme.
Tutti i frutti quindi implicano l’esistenza degli organi maschili e femminili; ed è menzionato nel Corano.
In determinate specie, la frutta può venire da fiori non fertilizzati ( frutta parthenocarpic), dalle banane per esempio, da determinati tipi di ananas, dal fico, dall’arancio, dalla vite, ecc. Inoltre hanno caratteristiche sessuali definite.

OGNI COSA E’ FATTA IN COPPIA
” Di ogni cosa creammo una coppia, affinché possiate riflettere. “ [ Corano 51:49 ]
Ciò si riferisce alle cose tranne agli esseri umani, gli animali, le piante e la frutta. Può anche riferirsi ad un fenomeno come l’elettricità in cui gli atomi consistono negativamente – e positivamente – degli elettroni e dei protoni caricati.
” Gloria a Colui che ha creato le specie di tutto quello che la terra fa crescere, di loro stessi e di ciò che neppure conoscono. ” [ Corano 36:36 ]
Il Corano qui dice che ogni cosa è generata in coppia, compreso le cose che gli esseri umani non conoscono attualmente e possono scoprire in seguito.

Risposta:
Che la sessualità riguardasse anche le piante è un dato come al solito conosciuto da millenni.
Che poi ciò si estenda, come qui si dice, fino all’energia elettrica, agli atomi (ma quisi accorpa erroneamente i protoni con i neutroni, e quindi il ragionamento fila ancor meno) e addirittura agli extra terrestri… beh, mi viene solo da dire… verba generaliora non sunt appicicatoria.

Zoologia

Argomentazione:
GLI ANIMALI E GLI UCCELLI VIVONO NELLE COMUNITÀ
” Non c’è essere che si muova sulla terra o uccello che voli con le sue ali che non appartenga ad una comunità . Non abbiamo dimenticato nulla nel Libro . Poi tutti saranno ricondotti verso il loro Signore. “ [ Corano 6:38 ]
La ricerca ha indicato che gli animali e gli uccelli vivono nelle Comunità, cioè organizzano e vivono e lavorano assieme.

Risposta:
Ma anche un bambino uscendo al parco con la nonna può constatare da solo che gli animali vivono in comunità e per specie. Quindi si spera che anche Maometto avesse quel minimo senso dell’osservazione che hanno anche i bambini o almeno conoscesse cose acquisite dall’uomo da millenni.

Zoologia

Argomentazione:
IL VOLO DEGLI UCCELLI
Per quanto riguarda il volo degli uccelli il Corano dice: ” Non hanno visto gli uccelli sottomessi [ad Allah] nello spazio del cielo, dove solo Allah li sostiene? In ciò sono segni per coloro che credono.” [ Corano 16:79 ]
Un messaggio simile è ripetuto nel Corano nel seguente versetto: ” Non hanno visto, sopra di loro, gli uccelli spiegare e ripiegare le ali? Non li sostiene altri che il Compassionevole. In verità Egli osserva ogni cosa. “ [ Corano 67:19 ]
La parola araba amsaka letteralmente significa, ‘ mettere sulla sua mano, tenere, trattenere qualcuno ‘ che esprima l’idea che Allah tiene l’uccello nella Sua forza. Questi versetti sollecitano la dipendenza estremamente vicina del comportamento degli uccelli su ordini Divini. I dati scientifici moderni hanno indicato il grado di perfezione raggiunto da determinata specie di uccelli riguardo alla programmazione dei loro movimenti. È soltanto l’esistenza di un programma migratore nel codice genetico degli uccelli che possono spiegare il viaggio lungo e complicato che gli uccelli molto giovani, senza alcun’esperienza precedente e senza alcuna guida, possono compire. Possono inoltre rinviare al punto di partenza in una data definita.
Il prof. Hamburger nel suo libro ‘Forza e Fragilità ‘dà l’esempio ‘ dell’ uccello mutton’ che vive nel Pacifico dopo il suo viaggio oltre 15.000 miglia nella forma della figura ‘8 ‘. Fa questo viaggio durante 6 mesi e torna al punto di partenza con un massimo di una settimana. Le istruzioni altamente complicate per un tal viaggio devono essere contenute nelle cellule nervose degli uccelli. Definitivamente sono programmate. Non dovremmo riflettere sull’identità di questo ‘programmatore ‘?

Risposta:
Qui proprio dissentiamo, è risibile la motivazione evoluzionistica, basata su riscontri oggettivi, e invece è credibile che sia Allah a sostenere gli uccelli?
E’ risibile pensare che gli uccelli abbiano un istinto e delle capacità geneticamente derivate dall’evoluzione mentre è più semplice pensare ad un “programmatore”?
E allora i dinosauri? E la chiara linea evolutiva che ha portato gli animali ad affinarsi? Tutto questo non ha senso?
Ed è più facile pensare che Allah abbia programmato gli uccelli a migrare piuttosto che ritenere che ciò sia l’esito di una necessità di sopravvivenza a cui si sono adeguati?
Qui è del tutto palese che la posizione dell’autore non trae origine che dalla volontà di giungere ad avvalorare una tesi e a nulla più.

Argomentazione:
L’APE
“Ed il tuo Signore ispirò alle api : «Dimorate nelle montagne, negli alberi e negli edifici degli uomini. Cibatevi di tutti i frutti e vivete nei sentieri che vi ha tracciato il vostro Signore». Scaturisce dai loro ventri un liquido dai diversi colori, in cui c’è guarigione per gli uomini. Ecco un segno per gente che riflette.” [ Corano 16:68-69 ]
Von Frisch ha ricevuto il premio Nobel nel 1973 per la sua ricerca sul comportamento e la comunicazione delle api. L’ape, dopo la scoperta di qualche nuovo giardino o fiore, torna indietro e dice alle altre api la direzione esatta per andare là, ed è conosciuta come ‘ la danza dell’ape ‘. I significati dei movimenti di questo insetto che sono intesi per trasmettere le informazioni fra le api operaie sono state scoperte scientificamente usando la fotografia ed altri metodi. Le menzioni sono nel versetto del Corano, come l’ape trova con abilità i percorsi spaziosi del suo Signore.
L’ape operaia o l’ape soldato è un’ape femmina. Nel capitolo n. 16 , versetti 68 e 69 della Sura Al-Nahl il genere usato per l’ape è il genere femminile (fa’slukî e kulî), indicante che l’ape che lascia la relativa sede per riunire l’alimento è un’ape femmina. In altre parole l’ape operaia o soldato è un’ape femmina. Infatti, in “Henry the Fourth” di Shakespeare, alcuni dei personaggi parlano delle api ed accennano che le api sono soldati e che hanno un re. È ciò che la gente pensava ai tempi di Shakespeare. Pensavano che le api operaie fossero api maschili e che andavano a casa ed erano responsabili ad un’ape re. Ciò, tuttavia, non è vero. Le api operaie sono femmine e non si riferivano ad un’ape re ma ad un’ape regina. Ma per scoprire tutto ciò si ricorreva alle indagini moderne degli ultimi 300 anni.

IL MIELE HA PROPRIETÀ CURATIVA
L’ape assimila i succhi di vari generi di fiori e di frutta e di forme all’interno del corpo il miele, che immagazzina in cellule della cera. Solo due secoli fa l’uomo venne a sapere che il miele viene dalla pancia dell’ape. Questo fatto è stato accennato nel Corano 1400 anno fa nel seguente versetto: ” Scaturisce dai loro ventri un liquido dai diversi colori, in cui c’è guarigione per gli uomini . Ecco un segno per gente che riflette. “ [ Corano 16:69 ]
Ora sappiamo che il miele ha una proprietà curativa ed anche una proprietà antisettica delicata. I Russi hanno usato il miele per coprire le loro ferite nella seconda guerra mondiale. La ferita manterrebbe l’umidità e lascerebbe pochissimo il tessuto della cicatrice. Dovuto dalla densità del miele, nessun fungo o batteri si svilupperebbe nella ferita. Una persona che soffre di allergia per una pianta particolare si può ricavare il miele da quella pianta in modo che la persona diventi immune da quell’allergia. Il miele è ricco in fruttosio e vitamina K. Così la conoscenza contenuta nel Corano per quanto riguarda miele, l’origine e le proprietà, era lontana dal tempo ch’ è stato rivelato.

Risposta:
La parola miele sembra derivare dall’ittita melit.
Per millenni ha rappresentato l’unico alimento zuccherino concentrato disponibile. Le prime tracce di arnie costruite dall’uomo risalgono al sesto millennio a.C circa.
Anche nell’antico Egitto il miele era apprezzato, e le prime notizie di apicoltori che si spostavano lungo il Nilo per seguire con le proprie arnie la fioritura delle piante risalgono a 4000 anni fa. Durante gli scavi delle tombe dei faraoni sono stati rinvenuti vasi di miele ermeticamente chiusi il cui contenuto si era perfettamente conservato. Lo usavano anche per curare i disturbi digestivi e per creare unguenti per piaghe e ferite.
I sumeri lo impiegavano in creme con argilla, acqua e olio di cedro, mentre i babilonesi lo impiegavano per cucinare: erano diffuse infatti le focaccine fatte con farina, sesamo, datteri e miele. Nel Codice di Hammurabi si ritrovano articoli con cui gli apicoltori erano tutelati dal furto di miele dalle arnie.
La medicina ayurvedica, già tremila anni fa, considerava il miele purificante, afrodisiaco, dissetante, vermifugo, antitossico, regolatore, refrigerante, stomachico e cicatrizzante. Per ogni specifico caso era indicato un differente tipo di miele: di ortaggi, di frutti, di cereali o di fiori.
I Greci lo consideravano “cibo degli dei”, e dunque rappresentava una componente importantissima nei riti che prevedevano offerte votive. Omero descrive la raccolta del miele selvatico; Pitagora lo raccomandava come alimento per una vita lunga.
I romani ne importavano grandi quantitativi da Creta, da Cipro, dalla Spagna e da Malta. Quest’ultima pare anche derivarne il nome originale Meilat, appunto terra del miele. Veniva utilizzato come dolcificante, per la produzione di idromele, di birra, come conservante alimentare e per preparare salse agrodolci.
Citare un passo di Shakespeare, che è pura letteratura, a sostegno di una tesi non è un procedimento che possiamo approvare. In più l’autore incentra la sua attenzione sempre sull’Europa e dimentica il resto del mondo.
Note erano le Api, noto il miele, l’apicultura era sviluppata da secoli.

Argomentazione:
LA TELA DEL RAGNO/LA CASA È FRAGILI
È menzionato nel Corano in Sura Al-‘Ankabût, ” Coloro che si sono presi patroni all’infuori di Allah assomigliano al ragno che si è dato una casa. Ma la casa del ragno è la più fragile delle case. Se lo sapessero! “ [ Corano 29:41 ]
Oltre a dare la descrizione fisica della tela del ragno essendo molto fragile e debole, il Corano ha anche spiegato sulla fragilità del rapporto nella casa del ragno, in cui il ragno femmina impiega molto tempo per uccidere il suo compagno, il ragno maschio.

Risposta:
Questo è un vero e proprio errore. La tela del ragno è un materiale dalle caratteristiche incredibili, dalla resistenza e capacità assolutamente insuperabili.
Se fosse possibile creare un filo delle dimensioni di qualche mm con lo stesso materiale esso sosterrebbe ponti, essendo ben più resistente del filo di acciaio o del nylon. Sono le dimensioni rispetto a noi che lo fanno sembrare fragile, ma così non è. Per cui questo è il tipo errore di prospettiva cui poteva incorrere un uomo del 600 d.C., che osservava le cose non da un punto di vista scientifico (ne tanto meno divino) ma prettamente empirico, senza valutare le cose dal reale punto di vista.
Il passo disquisisce della debolezza della ragnatela, errando. L’autore, poi, lo vuol riferire al fatto che il ragno ha una casa debole perché viene mangiato dalla femmina… non troviamo il nesso.

Argomentazione:
STILE DI VITA E COMUNICAZIONE DELLE FORMICHE
Teniamo in considerazione il seguente versetto Coranico:
” Furono riunite per Salomone le sue schiere di dèmoni, di uomini e di uccelli e furono allineate in ranghi distinti. Quando giunsero alla valle delle formiche, una formica disse: «O formiche, rientrate nelle vostre dimore, che non vi schiaccino inavvertitamente Salomone e le sue truppe ».” [ Corano 27:17-18 ]
In passato, probabilmente alcune persone avrebbero deriso il Corano, prendendolo come un libro di racconti fiabeschi in cui le formiche comunicano l’una con l’altra e comunicano messaggi speciali. In tempi recenti, le ricerche ci hanno mostrato parecchi fatti riguardo lo stile di vita delle formiche, che prima non erano conosciuti dal genere umano. Le ricerche hanno mostrato che lo stile di vita più simile fra gli animali o gli insetti è quello delle formiche. Ciò può essere visto dalle seguenti scoperte sulle formiche:
(a) Le formiche seppelliscono i loro morti in un modo simile agli esseri umani.
(b) Hanno un sistema specializzato di divisione del lavoro, per cui hanno i responsabili, i soprintendenti, i capo-reparti, gli operai, ecc.
(c) Vengono a contatto occasionalmente fra di loro per avere ‘una conversazione ‘.
(d) Hanno un metodo avanzato della comunicazione fra di loro.
(e) Hanno mercati normali in cui scambiano le merci.
(f) Immagazzinano i grani per i periodi lunghi nell’inverno e se il grano comincia a germogliare, tagliano le radici, come se capiscano che se la lasciano crescere, si rovinerà. Se i grani immagazzinati da loro sono bagnati a causa della pioggia, portano questi grani fuori alla luce del sole per asciugarli ed una volta che questi sono asciutti, li riprendono come se sapessero che l’umidità causerà lo sviluppo dei sistemi della radice e da allora in poi la decomposizione del grano.

Risposta:
Anche qui non rinveniamo argomenti scientifici di sorta, è un versetto ove si rinviene un animale parlante… come l’autore stesso ammette poco dopo la letteratura è piena di esempi del genere.
Volervi a tutti i costi trovare un messaggio di preveggenza divina è una forzatura priva di logica, non si dice nulla di quello che l’autore asserisce.

Fisiologia

Argomentazione:
CIRCOLAZIONE DEL SANGUE E LA PRODUZIONE DEL LATTE
Il Corano è stato rivelato 600 anni prima che lo scienziato musulmano Ibn Nafees descrivesse la circolazione del sangue e 1.000 anni prima che William Harwey portasse questa conoscenza al mondo occidentale. Approssimativamente tredici secoli prima si sapeva cosa accade negli intestini e accertarsi che gli organi siano nutriti tramite il processo di assorbimento digestivo, un versetto nel Corano ha descritto la fonte dei costituenti del latte, conformemente a queste nozioni.
Per capire il versetto Coranico riguardo i suoi concetti, è importante sapere che le reazioni chimiche si presentano negli intestini e che, da lì, le sostanze estratte da alimento passano nella circolazione sanguigna attraverso un sistema complesso; a volte attraverso il fegato, secondo la loro natura chimica. L’anima le trasporta a tutti gli organi del corpo, fra queste le ghiandole mammarie che producono latte.
In termini semplici, determinate sostanze dal contenuto degli intestini entrano nei vasi della parete intestinale in se e queste sostanze sono trasportate tramite la circolazione sanguigna ai vari organi.
Questo concetto deve pienamente essere valutato se desideriamo capire il seguente versetto nel Corano: “E invero dai vostri greggi trarrete un insegnamento: vi dissetiamo con quello che è nei loro visceri, tra chimo e sangue: un latte puro, delizioso per chi lo beve .” [ Corano 16:66 ] [ traduzione di questo versetto Coranico proviene dal libro “La Bibbia, il Corano e la Scienza” del Dott. Maurice Bucaille]
“Invero, anche nel bestiame vi è argomento [di meditazione]: vi diamo da bere di ciò che è nel loro ventre e ne traete molti vantaggi; e di loro vi cibate. “ [ Corano 23:21]
La descrizione Coranica della produzione del latte nei bestiami è in modo sconvolgente simile alla scoperta della fisiologia moderna.

Risposta:
Questa descrizione sarebbe addirittura sconvolgente? Veramente anche in questo caso troviamo che ci sia una forzatura eccessiva, vogliamo negare che la banale osservazione empirica dell’allattamento tra madre e figlio nei mammiferi non fosse mai avvenuta prima della creazione del Corano avvenuta? Ciò che è descritto in quei due versetti è sempre stato sotto agli occhi di chinque non fosse privo di vista.

Embriologia

Argomentazione:
L’UOMO È GENERATO DA ALAQ UNA SOSTANZA ADERENTE
Alcuni anni fa un gruppo di arabi ha raccolto tutte le informazioni riguardo all’embriologia dal Corano ed ha seguito l’istruzione del Corano: “Prima di te non inviammo che uomini da Noi ispirati . Chiedete alla gente della Scrittura , se non lo sapete. “ [ Corano 16:43 & 21:7 ]
Tutte le informazioni dal Corano così riunite, sono state tradotte in inglese e sono state presentate al prof. (Dott.) Keith Moore, che era il professore dell’embriologia e presidente del reparto dell’anatomia all’università di Toronto, in Canada. Attualmente lui è uno delle più alte autorità nel campo dell’embriologia. È stato chiesto di esprimere il suo parere per quanto riguarda le informazioni presenti nel Corano riguardo al campo dell’embriologia. Dopo aver esaminato con attenzione la traduzione dei versetti Coranici si sono presentati lui, il Dott. Moore che disse che la maggior parte delle informazioni riguardo all’embriologia accennata nel Corano è in perfetta conformità con le scoperte moderne nel campo dell’embriologia e non è in conflitto con loro in alcun modo. Aggiunse che c’erano tuttavia alcuni versetti, di cui l’esattezza scientifica non potrebbe commentare. Non potrebbe dire se le dichiarazione erano giuste o false, poiché egli stesso non era informato delle informazioni contenute in ciò.
Non c’era inoltre alcuna menzione di queste informazioni nelle scritture moderne e studi sull’embriologia. Tale versetto dice: “Leggi! In nome del tuo Signore che ha creato, ha creato l’uomo da un’aderenza. “ [ Corano 96:1-2 ]
La parola alaq oltre a significare un grumo congelato significa anche qualcosa che aderisca, una sostanza aderente. Il Dott. Keith Moore non sapeva se un’ embrione nelle fasi iniziali compare come un’aderenza. Per scoprire questo studiò la fase iniziale dell’embrione sotto un microscopio molto potente nel suo laboratorio e confrontò cosa osservò con uno schema di un’ aderenza e si stupì con la notevole rassomiglianza fra i due!
Nello stesso modo, acquisì più informazioni sull’embriologia che fino ad all’ora non conosceva, dal Corano. Il Dott. Keith Moore rispose a circa ottanta domande che si occupano dei dati embriologici accennati nel Corano e negli Hadith “Detti e fatti del Profeta Muhammad”.
Notando che le informazioni contenute nel Corano e negli Hadith concordavano completamente con le ultime scoperte nel campo dell’embriologia, il prof. Moore disse, “Se mi fossero fatte queste domande trenta anni fa, non avrei potuto rispondere alla metà di queste per mancanza di informazione scientifica”
Il Dott. Keith Moore scrisse così il libro, ‘Lo sviluppo dell’essere umano’. Dopo aver acquisito nuova conoscenza dal Corano, scrisse, nel 1982, la terza edizione dello stesso libro, ‘Lo sviluppo dell’essere umano ‘. Il libro fu premiato come miglior libro medico scritto da un’ autore. Questo libro è stato tradotto in parecchie lingue importanti del mondo ed è usato come manuale dell’embriologia durante il primo anno degli studi medici.
Nel 1981, durante il settimo congresso medico in Dammam, in Arabia Saudita, il Dott. Moore disse, “E’ un grande piacere per me chiarire le dichiarazione nel Corano riguardo lo sviluppo umano. È chiaro per me che queste dichiarazioni a Muhammad provengano da Dio o da Allah, perché quasi tutta questa conoscenza è stata scoperta solo molti secoli dopo. Ciò dimostra che Muhammad deve essere un Messaggero di Dio o di Allah.”
[il riferimento di questa dichiarazione è il video ‘Questa è la Verità ‘. Per avere una copia di questo video contattate l’ Islamic Research Foundation]
Il Dott. Joe Leigh Simpson, presidente del reparto dell’ostetricia e della ginecologia, all’università di Baylor della medicina, Houston, U.S.A., afferma: “… questi
Hadiths, detti di Muhammad pace e benedizione su di lui non potrebbero essere ottenuti dalla conoscenza scientifica che era disponibile ai tempi dello scrittore (7°secolo). Ne consegue che non solo può non esserci conflitto fra genetica e religione (Islam) ma che, in effetti la religione (Islam) può guidare la scienza aggiungendo la rivelazione ad alcuni dei metodi scientifici tradizionali… là esiste dichiarazione nel Corano indicato più successivamente nei secoli più tardi da essere valido come supporto di conoscenza nel Corano che è stato Rivelato da Dio.”

L’UOMO E’ STATO CREATO DA UNA GOCCIA EMESSA FRA LA SPINA DORSALE E LE COSTOLE
“Consideri dunque l’uomo da che cosa fu creato! Da un liquido eiaculato, che esce di tra i lombi e le costole. [ Corano 86:5-7 ]
Nelle fasi embrionali, gli organi riproduttivi del maschio e la femmina, cioè i testicoli e le ovaie, cominciano il loro sviluppo vicino al rene fra la colonna spinale e le undicesime e dodicesime nervature. Più successivamente discendono; le gonadi femminili (ovaie) si arrestano nel bacino mentre le gonadi maschili (testicoli) continuano la loro discesa prima della nascita per raggiungere lo scroto tramite il canale inguinale. Anche nell’adulto dopo la discesa dell’organo riproduttivo, questi organi ricevono il loro rifornimento del nervo ed il rifornimento dall’aorta addominale, che è nella zona fra la base (colonna spinale) e le nervature. Anche il drenaggio linfatico ed il ritorno venoso va alla stessa zona.

ESSERI UMANI CREATI DALLA NUTFAH
(quantità minuscola di liquido)
Il Corano Glorioso accenna non meno di undici volte che l’ umano è generato da nutfah, che significa una quantità minuscola di liquido o una goccia di liquido che rimane dopo lo svuotamento della tazza. Ciò è accennato in parecchi versetti del Corano compreso 22:5 e 23:13. [lo stesso inoltre è accennato nel Corano in 16:4, in 18:37, in 35:11, in 36:77, in 40:67, in 53:46, in 75:37, in 76:2 ed in 80:19]
La scienza ha confermato nei periodi recenti che soltanto uno su una media di tre milioni di sperma è richiesto per la fertilizzazione dell’ovulo. Ciò significa che soltanto una milionesima parte 1/terzo o 0.00003% della quantità di sperma che sono emessi è richiesto per la fertilizzazione.

ESSERI UMANI CREATI DA SULALAH
(quintessenza di liquido)
“quindi ha tratto la sua discendenza da una goccia d’acqua insignificante .” [ Corano 32:8 ]
La parola araba sulâlah significa la quintessenza o la parte migliore di tutto. Adesso sappiamo che soltanto uno singolo spermatozoo che penetra nell’ovulo è richiesto per la fertilizzazione, da diversi milioni prodotti dall’uomo. Uno spermatozoo che esce fra parecchi milioni, si riferisce nel Corano come sulâlah. Sulâlah inoltre significa l’emissione delicata da un liquido. Il liquido si riferisce sia al maschio che ai liquidi germinali femminili che contengono i gamete. Sia l’ovulo che lo sperma sono estratti delicatamente dai loro ambienti nel corso della fertilizzazione.

UOMO CREATO DA NUTFATUN AMSHAAJ (liquidi mescolati)
Consideriamo il seguente versetto Coranico: “Invero creammo l’uomo, per metterlo alla prova, da una goccia di sperma eterogenea e abbiamo fatto sì che sentisse e vedesse .” [ Corano 76:2 ]
La parola araba nutfatin amshaajin significa liquidi mescolati. Secondo alcuni commentatori del Corano, i liquidi mescolati si riferisce al maschio o agli agenti o liquidi della femmina. Dopo la miscela di gamete maschio e femminile, lo zygote rimane ancora nutfah. I liquidi mescolati possono anche riferirsi al liquido spermatico che è formato di varie secrezioni che vengono dalle varie ghiandole. Di conseguenza l’ nutfatin amsaj, cioè una quantità minuscola dei liquidi mescolati si riferisce ai gamete della femmina e del maschio (liquidi o cellule germinali) ed alla parte dei liquidi circostanti.

DETERMINAZIONE DEL SESSO
Il sesso di un feto è determinato dalla natura dello sperma e non dell’ovulo. Il sesso del bambino, maschio o femmina, dipende dal 23° accoppiamento dei cromosomi, rispettivamente XX o XY. Soprattutto la determinazione del sesso si presenta a fertilizzazione e dipende dal tipo di cromosoma del sesso nello sperma che fertilizza un ovulo. Se è uno sperma del supporto ‘X ‘che fertilizza l’ovulo, il feto è una femmina e se uno sperma è del supporto ‘ Y ‘ allora il feto è un maschio.
“e che Egli è Colui che ha creato i due generi, il maschio e la femmina, da una goccia di sperma quand’è eiaculata. “ [ Corano 53:45-46 ]
La parola araba nutfah significa una quantità minuscola di mezzi di tumnâ e del liquido eiaculato o piantato. Di conseguenza il nutfah specificamente si riferisce allo sperma perché eiaculato. Il Corano dice: “Già non fu che una goccia di sperma eiaculata, quindi un’aderenza, poi [Allah] lo creò e gli diede forma armoniosa; poi ne trasse una coppia, il maschio e la femmina. “ [ Corano 75:37-39 ]
Qui è accennato ancora che una piccola quantità (goccia) di sperma (indicato dalla parola nutfatan min maniyyin) che viene dall’uomo e che è responsabile del sesso del feto.
Le suocere nel subcontinente indiano, generalmente preferiscono avere nipoti maschi e spesso incolpano le loro nuore se il bambino non è del sesso voluto. Se soltanto sapessero che il fattore di determinazione è la natura dello sperma maschio e non dell’ovulo femminile! Se dovessero incolpare qualcuno, dovrebbero incolpare i loro figli e non le loro nuore sia il Corano che la scienza sostengono che è il liquido maschile responsabile del sesso del bambino!

FETO PROTETTO DA TRE VELI SCURI
“Vi ha creati da un solo essere, da cui ha tratto la sua sposa. Del bestiame vi diede otto coppie . Vi crea nel ventre delle vostre madri, creazione dopo creazione , in tre tenebre [successive]. Questi è Allah, il vostro Signore! [Appartiene] a Lui la sovranità. Non c’è altro dio all’infuori di Lui. Come potete allontanarvi [da Lui]? .” [ Corano 39:6 ]
Secondo il prof. Keith Moore questi tre veli scuri ( o tre tenebre [successive] ) nel Corano si riferiscono a:
(i) parete addominale anteriore della madre
(ii) la parete uterina
(iii) la membrana amnio-chorionic.

FASI EMBRIONALI
” In verità creammo l’uomo da un estratto.di.argilla. Poi ne facemmo una goccia di sperma [posta] in un sicuro ricettacolo,poi di questa goccia facemmo un’aderenza e dell’aderenza un embrione; dall’embrione creammo le ossa e rivestimmo le ossa di carne. E quindi ne facemmo un’altra creatura . Sia benedetto Allah, il Migliore dei creatori! !” [ Corano 23:12-14 ]
In questo versetto Allah dichiara che l’uomo è generato da una piccola quantità di liquido che è disposto in un posto di riposo, saldamente fisso per cui la parola araba usata è qarârin makîn.
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L’utero è protetto bene dal retro dalla colonna spinale sostenuta saldamente dai muscoli dorsali. L’embrione ulteriormente è più protetto dal sacco amniotico che contiene il liquido amniotico. Così il feto è ben protetto in un posto. Questa piccola quantità di liquido è trasformata alaqah, che significa che qualcosa aderisce. Inoltre significa come una sostanza sanguisuga. Entrambe le descrizioni sono scientificamente accettabili come nelle fasi iniziali il feto aderisce alla parete ed inoltre sembra assomigliare alla sanguisuga. Inoltre si comporta come una sanguisuga ed acquisisce il sangue dalla madre attraverso la placenta. Il terzo significato della parola alaqah è un grumo di sangue. Durante questa fase dell’ alaqah, fra la terza e quarta settimana della gravidanza, i grumi di sangue all’interno dei vasi chiusi. Quindi l’embrione acquista l’apparenza di un grumo di sangue oltre che ad acquisire l’apparenza di una sanguisuga. Nel 1677, Hamm e Leeuwenhoek erano i primi scienziati ad osservare le cellule umane dello sperma (spermatozoi) per mezzo di un microscopio. Hanno pensato che una cellula dello sperma contenesse un umano in miniatura che si è sviluppato nell’utero per formare un neonato. Ciò è stata conosciuta come la teoria di perforazione. Quando gli scienziati hanno scoperto che l’ovulo era più grande dello sperma, era il pensiero di De Graf e di altri che il feto esistesse in una forma piccola nell’ovulo. Più successivamente, nel diciottesimo secolo Maupertuis ha propagato la teoria dell’eredità biparentale. L’ alaqah è trasformato in mudghah che significa ‘qualcosa che sia masticata (avendo contrassegni dei denti) ‘ed anche qualcosa che sia viscosa e piccola che può essere messo nella bocca come la gomma. Entrambe queste spiegazioni sono scientificamente corrette. Il prof. Keith Moore ha preso una parte della guarnizione dell’intonaco e l’ha trasformata nella forma della fase iniziale del feto e l’ha masticata fra i denti per trasformarla in ‘Mudgha’.
Ha paragonato questo alle fotografie della fase iniziale del feto. I contrassegni dei denti assomigliano a ‘somites’ che è la formazione iniziale della colonna spinale.
Questo mudghah è trasformato nelle ossa (izâm). Le ossa sono coperte con carne o muscoli intatti (lahm). Allora Allah lo trasforma in un’altra creatura.
Il prof. Marshall Johnson è uno degli scienziati principali negli Stati Uniti ed è il responsabile del reparto dell’anatomia e direttore del Daniel Institute al Thomas Jefferson University in Filadelfia negli Stati Uniti. Gli è stato chiesto di commentare i versetti del Corano che si occupa dell’embriologia. Ha detto che i versetti del Corano che descrive le fasi embriologiche non possono essere una coincidenza. Ha detto che era probabile che Muhammad (pace e benedizione su di lui) aveva un microscopio potente. Ricordando che il Corano è stato rivelato 1400 anni fa e i microscopi sono stati inventati secoli dopo al periodo del Profeta Muhammad (pace e benedizione su di lui), il prof. Johnson rise ed ammise che il primo microscopio inventato non potrebbe ingrandire più di 10 volte e non potrebbero mostrare un’immagine chiara. Successivamente disse: “non vedo niente qui in conflitto con il concetto che l’intervento Divino era implicato quando Muhammad (pace e benedizione su di lui) recitò il Corano.”
Secondo il Dott. Keith Moore, la classificazione moderna delle fasi embrionali di sviluppo che è adottata nel mondo intero, non è facilmente comprensibile, poiché identifica le fasi su una fase numerica I di base cioè, sulla fase II, ecc. Le divisioni rivelate nel Corano sono basate sulle forme o sulle figure distinte e facilmente identificabili, che l’embrione attraversa. Questi sono basati sulle fasi differenti di sviluppo prenatale e forniscono le descrizioni scientifiche eleganti che sono comprensibili e pratiche.
Le fasi embriologiche simili di sviluppo umano sono state descritte nei seguenti versetti:
” Già non fu che una goccia di sperma eiaculata, quindi un’aderenza, poi [Allah] lo creò e gli diede forma.armoniosa; poi ne trasse una coppia, il maschio e la femmina. “ [ Corano 75:37-39 ]
” Che ti ha creato, plasmato e t’ha dato armonia e Che ti ha formato nel modo che ha voluto? “ [ Corano 82:7-8 ]

EMBRIONE PARZIALMENTE FORMATO E NON FORMATO
Nella fase del mugdhah, se un’incisione è fatta nell’embrione e l’organo interno è dissecato, sarà visto che la maggior parte di loro sono formate mentre le altre ancora completamente non sono formate. Secondo il prof. Johnson, se descriviamo l’embrione come creazione completa, allora stiamo descrivendo soltanto quella parte che già è generata. Se la descriviamo come creazione incompleta, quindi stiamo descrivendo soltanto quella parte che ancora non è generata. Così, è una creazione completa o una creazione incompleta? Non ci è descrizione migliore di questa fase dell’embriogenesi che la descrizione del Corano, “formato parzialmente e non formato”, come nel seguente versetto: ” O uomini, se dubitate della Resurrezione, sappiate che vi creammo da polvere e poi da sperma e poi da un’aderenza e quindi da pezzetto di carne, formata e non formata – così Noi vi spieghiamo – e poniamo nell’utero quello che vogliamo fino a un termine stabilito . “ [ Corano 22:5 ]
Sappiamo scientificamente che in questa fase iniziale di sviluppo ci sono alcune cellule che sono differenziate e ci sono alcune cellule che sono indifferenziate – alcuni organi sono formati ma altri non formati.

SENSO DELLA VISTA E DELL’UDITO
Il primo senso può svilupparsi in un embrione umano che sviluppa l’udito. Il feto può sentire i suoni dopo la ventiquattresima settimana. Successivamente, il senso della vista è sviluppato ed entro la ventottesima settimana, la retina diventa sensibile alla luce. Prendiamo in considerazione i seguenti versetti Coranici relativi allo sviluppo dei sensi nell’embrione: ” quindi gli ha dato forma e ha insufflato in lui del Suo Spirito. Vi ha dato l’udito, gli occhi e i cuori. Quanto poco riconoscenti! .” [ Corano 32:9 ]
” Invero creammo l’uomo, per metterlo alla prova, da una goccia di sperma eterogenea e abbiamo fatto sì che sentisse e vedesse .” [ Corano 76:2 ]
Egli è Colui che ha creato l’udito, la vista e i cuori. Eppure ben raramente Gli siete riconoscenti!” [ Corano 23:78 ]
In tutti questi versetti il senso dell’udito è accennato prima della vista. Così la descrizione Coranica si abbina con le scoperte in embriologia moderna.

Risposta:
Si veda anche questo articolo.

Abbiamo fatto delle ricerche sul Dr. Moore e da quel che abbiamo trovato pare che egli non sia un Musulmano, il che ci sembra strano. Ancora più strano è che la ricerca a cui l’autore del testo al quale stiamo rispondendo fa cenno non è stata pubblicata in alcun paper medico, in alcuna rivista, né divulgata in università od altro, crediamo sia apparsa unicamente in qualche giornale islamico o similia. Non abbiamo neppure trovato un suo libro.
E’ quindi chiaro che la tesi sopra riportata non trovi riscontro presso i colleghi ed ancora più chiaro come la tendenza ad usare questo esempio sia finalizzato ad impressionare il lettore inesperto con la citazione di un fantomatico studioso che avvalora la tesi.
Abbiamo già contestato che l’autore nel corso del suo testo abbia scelto selettivamente le esegesi che specificatamente supportano le sue affermazioni di accuratezza scientifica; questo naturalmente è molto arbitrario, e il motivo è molto semplice: perché si parte già dal presupposto che il Corano non possa essere sbagliato. Ma questo è precisamente quello che si vorrebbe dimostrare, quindi la questione di quale esegesi sia corretta rimane aperta.

Ad esempio, l’autore Arabo Ibn Sina (Avicenna in italiano) ha provato a riconciliare le idee Aristoteliche con il Corano, mentre Bucaille o Moore, tanto per fare due nomi, hanno cercato di riconciliarlo con la scienza moderna. Ibn Sina ha interpretato il Corano come perfettamente in armonia con le ipotesi embriologiche di Galeno, mentre Moore ha interpretato il Corano come perfettamente in armonia con l’embriologia moderna. Perché dunque bisognerebbe accettare l’interpretazione del nostro “autore moderano” e non quella di Ibn Sina? Dal momento che questi significati sono scelti per farsi tornare i conti, sulla base di cosa si afferma che le altre interpretazioni sono erronee?

Da quello che abbiamo appurato, il Corano non afferma mai che il genitore di sesso femminile contribuisca con del materiale genetico, non vediamo riferimenti al gamete femminile, si parla solodi goccia mista o sperma mischiato.

“Invero creammo l’uomo, per metterlo alla prova, da una goccia di sperma eterogenea e abbiamo fatto sì che sentisse e vedesse”

Questo termine potrebbe benissimo riferirsi all’unione dello sperma con il sangue mestruale menzionato da Aristotele o dagli antichi embriologi Indiani, o all’ipotesi dei due spermi di Ippocrate e Galeno, o anche dall’osservazione diretta del mischiarsi di seme e fluidi vaginali li che avviene durante un rapporto sessuale. In altre parole il fatto che il Corano non menziona esplicitamente l’ovulo, insieme alla presenza di altre possibili e ben più probabili interpretazioni del testo, non rende logico l’assumere il primo e non i secondi.

Si potrebbe anche affermare che il Corano non riconosce all’ovulo nessun ruolo, o addirittura ignora la sua esistenza.
In sintesi, gli stadi del processo embriologico coranico dovrebbero essere questi:
1. Polvere (secondo alcuni)/terra bagnata (secondo altri)/argilla (secondo lei, poco cambia)
2. Nutfah (ritenuto essere sperma)
3. Alaqa (sanguisuga, sangue raggrumato, aderenza)
4. Mudgha (carne masticata, parzialmente formato e parzialmente non formato)
5. Izhaam/Aitham (ossa)
6. Izhaam coperto con Lahm (muscoli e carne)
7. Un’altra creazione (feto?)
A cosa corrisponde nella moderna Embriologia il primo stadio?
Inoltre il verso 40:67 asserisce che il nascituro è formato direttamente dopo lo stadio di alaqa e gli altri stati non ci sono… abbiamo l’impressione che l’argomento sia tutt’altro che chiaro.
In ogni caso:
1. Il Corano stesso omette di menzionare l’ovulo nella riproduzione umana, con evidenza dottrinale riguardo al fatto che il nascituro è ritenuto essere il risultato dell’unione tra il seme del genitore maschile e dal genitore femminile come “campo” (2:223). Dal momento che il suolo non fornisce materiale genetico al seme, è abbondantemente chiaro che il Corano considera il nuftah (sperma) come seme diploide.
2. Il Corano include uno stadio iniziale di polvere/argilla che non può essere riconciliato con l’embriologia moderna.
3. Gli stadi mancanti del verso 40:67 contraddicono gli altri versi embriologici
Ma andiamo avanti nella valutazione di ciò che Lei scrive.
L’autore cita Corano 32:8, li si dice: “ha tratto la sua discendenza da una goccia insignificante di liquido”… non troviamo riferimenti al singolo spermatozoo.
Ritenere che una delle “tre tenebre” sia il grembo materno è pleonastico.
Ritenere che le ossa nascano prima della carne è un errore, il feto si sviluppa armonicamente e le ossa non sorgono “prima” della carne.
Sottoponiamo poi una questione di interpretazione del versetto 23:78 citato dall’autore.
Il passo dice: “ha creato l’udito, la vista e i cuori.
L’autore effettua un’interessante ricostruzione dei fatti, e giunge a ritenere una prova delle origini divine del Corano il fatto che venga identificato l’udito prima della vista, in quanto recenti studi hanno comprovato che il senso dell’udito si sviluppa nel feto prima della vista.
Perfetto, prendiamo per buono l’argomento e le rivolgiamo la questione in questi termini, dopo l’udito e la vista si sviluppano… i cuori? Quindi abbiamo più di un cuore e questi si sviluppano DOPO il senso dell’udito e della vista?
Si sa che il diavolo sta nei dettagli, ma se si deve interpretare tutto in una chiave precisa e scientifica quello che leggiamo è errato.
Oppure nella realtà il passo elenca semplicemente dei fattori e, quindi, non vi è alcun riferimento scientifico da riportare, il che ci sembra meglio per tutti.

Scienza generale

Argomentazione:
SCIENZA GENERALE IMPRONTE DIGITALI
” Crede forse l’uomo che mai riuniremo le sue.ossa? Invece sì, possiamo persino riordinare le sue falangi. ” [ Corano 75:3-4 ]
I miscredenti discutono riguardo la resurrezione che avviene dopo che le ossa dei morti si siano disintegrate nella terra e ciò accade per ognuno di noi nel Giorno del Giudizio. Allah L’Onnipotente risponde che non può solo riunire le nostre ossa ma anche ricostruire perfettamente le nostre punte delle dita.
Perchè il Corano, mentre parla della determinazione dell’identità dell’individuo, parla specificamente delle punte delle dita? Nel 1880, l’impronta digitale si trasformò nel metodo scientifico di identificazione, dopo che Francis Golt fece le ricerche. Nessuna delle due persone nel mondo possono mai avere esattamente lo stesso modello dell’impronta digitale. Quella è la ragione per la quale la polizia vuole le impronte digitali in tutto il mondo per identificare il criminale. 1400 anni fa, chi potrebbe conoscere l’unicità dell’impronta digitale di ogni essere umano? Certamente nessuno potrebbe tranne il Creatore Stesso!

Risposta:
Si assume poi che il Corano avrebbe identificato l’esistenza delle impronte digitali, ma il versetto che si cita non lo dice affatto. In quel versetto si dice che Allah saprà riordinare dei corpi persino le falangi, che tra l’altro sono anch’esse ossa della mano e non qualcosa che ha a che fare con lo strato superficiale della pelle umana.

Un commento su “Il Corano e le scoperte scientifiche